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Salzare Ardea, l’Amministrazione: “Gli appartamenti saranno assegnati alle persone bisognose”

I chiarimenti dell'Amministrazione: "Gli appartamenti dovranno essere usati a beneficio della collettività, sono temporaneamente affidati a persone bisognose"

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Ardea – “L’amministrazione comunale deve fare ciò che va fatto Nessun regalo! Quello che le precedenti Amministrazioni hanno solo proclamato, l’attuale Amministrazione è riuscita a fare: utilizzare gli appartamenti per scopi sociali, come prevede la legge”. Così in una nota l’Amministrazione pentastellata di Ardea fa il punto della situazione sugli alloggi comunali concessi temporaneamente alle famiglie in difficoltà (leggi qui).

“Cosa significa? – prosegue l’Amministrazione – Vuol dire che gli appartamenti dovranno essere usati a beneficio della collettività, ovvero che, in attesa della redazione dei previsti elenchi e onde evitare la ben nota piaga dell’occupazione abusiva, gli appartamenti liberi sono temporaneamente affidati a persone bisognose. Al termine delle previste procedure, il godimento di tale bene pubblico sarà formalmente effettuato sulla base di una graduatoria redatta secondo regolamento, assegnandolo agli aventi diritto dietro pagamento del previsto canone.

Un passaggio che vede l’area, lasciata degradare nel passato, tornare ad essere della collettività (acquisizione a patrimonio), usata dalla collettività (utilizzo dell’area), al servizio della collettività (social housing). Le “Salzare” è un complesso immobiliare, edificato negli anni 90 lungo la via Litoranea all’altezza del sito Archeologico “Castrum Inui”, vicino al fiume Incastro e di fronte al Consorzio “Sabbie d’oro”. Insomma nei pressi di un’area di valore storico, archeologico e culturale pregiata e importante.

Il complesso, nato come centro turistico, era composto da 7 palazzine (per un totale di circa 250 appartamenti), 1 struttura ristorante con piscina annessa. Le palazzine insistono per oltre la metà su un area vincolata che non poteva essere edificata ma il diniego alla richiesta di edificazione, inviata in esame alla Regione Lazio con procedura di silenzio/assenso, arrivò in Comune poco prima della scadenza dei termini e però non venne considerata (per motivi non noti). Il fatto strabiliante è che nessuno se ne accorse neanche nei giorni/settimane/mesi/anni seguenti.

Quindi i lavori iniziarono senza ostacoli con l’avvio del cantiere con un permesso a costruire che, come rilevato in seguito dall’Autorità Giudiziaria, non poteva essere rilasciato. È quantomeno bizzarro che nessuno abbia notato la cosa. Nulla accadde neanche quando fu presentata una variante al progetto per la trasformazione dell’originario centro turistico in un insieme di mini appartamenti ad uso alberghiero, trasformati poi in residenze ad uso abitativo. Anche questi abusi furono ignorati per molto tempo.

Quando il caso venne alla luce, i lavori erano in via di conclusione e la ditta sull’orlo del fallimento. Iniziò subito la corsa alle vendite di quegli appartamenti a prezzi evidentemente molto allettanti. Tanto allettanti che, anche chi non poteva non sapere (basta guardare l’elenco dei proprietari), decise di acquistare. La sentenza dell’inevitabile processo che ne seguì, fu scontata: annullamento della licenza a costruire. Ogni immobile realizzato sull’area vincolata doveva essere abbattuto. Non furono mai, stranamente, identificati i responsabili, ad ogni livello, di questo scempio. Incauto nell’acquisto fu chi pensò di fare l’affare.

A sentenza emessa, furono vari i tentativi dei Sindaci che si susseguirono di salvare quelle palazzine dall’inevitabile abbattimento, ma senza successo. Dunque una prima demolizione fu effettuata dal Sindaco Eufemi, seguita da altre due ad opera del Sindaco Di Fiori. La quarta e ultima palazzina, insistente sull’area vincolata, è stata abbattuta nel 2021 dal Sindaco Savarese.

L’attuale amministrazione – conclude la nota -, in un programma più ampio, che ha visto l’acquisizione di molte proprietà comunali ‘scomparse’ negli anni (terreni ed edifici), ha acquisito a patrimonio ogni singolo appartamento di quelle palazzine. Un lavoro lungo, meticoloso ed importante che ha portato a recuperarne la proprietà”.

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