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Ecologia, Di Maio in Vaticano tra scienziati e leader religiosi: “Italia in prima linea”

Stretta di mano tra Papa Francesco e il Ministro degli Esteri italiano che ha partecipato all'incontro "Fede e scienza: verso la Cop26" organizzato dalla Santa Sede

Città del Vaticano – Stretta di mano tra Papa Francesco e il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, che questa mattina ha partecipato all’Incontro “Fede e scienza: verso Cop26”, promosso dalle Ambasciate di Gran Bretagna e
di Italia presso la Santa Sede insieme alla Santa Sede, svoltosi nell’Aula delle Benedizioni, in Vaticano, e che vede riuniti religiosi e scienziati provenienti da tutto il mondo.

Tra i rappresentanti religiosi presenti, il grande imam di Al Azhar, Ahmad Al-Tayyeb il primate anglicano Justin Welby, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, e per il Vaticano il segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, e il segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher.

All’inizio dell’incontro, i presenti hanno firmato un Appello rivolto ai partecipanti alla 26/a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – COP26, che si svolgerà a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, e che Papa Francesco ha consegnato nelle mani di Alok Kumar Sharma, presidente designato della Cop26, e del ministro Di Maio.

“Come Presidenza G20 e partner del Regno Unito per la COP26, l’Italia è in prima linea per accelerare la transizione energetica verso la neutralità climatica entro il 2050”, le parole di Di Maio. “Metteremo il massimo impegno – ha sottolineato il titolare della Farnesina – affinché anche il Vertice G20 dei Capi di Stato e di Governo, che si terrà a Roma dal 30 al 31 ottobre, possa essere funzionale al successo della COP26, guardando ad obiettivi climatici più ambiziosi, in un quadro rispettoso della dignità delle persone, del lavoro e degli equilibri sociali”.

“Guardando al Mediterraneo e al nostro Vicinato constatiamo che la diplomazia climatica è legata strettamente all’obiettivo di assicurare, oltre ad uno sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza internazionali”, ha aggiunto. “La diplomazia climatica costituisce una direttrice cruciale della politica estera dell’Italia, soprattutto in un anno in cui esercitiamo importanti responsabilità a livello multilaterale”, ha continuato.

“Il cambiamento climatico è un moltiplicatore di rischio, sempre più spesso causa di tensioni internazionali, conflitti e migrazioni forzate. La siccità, i vasti incendi di questa estate e le difficoltà di approvvigionamento idrico in diversi Paesi del Mediterraneo, sono solo alcuni esempi dell’effetto destabilizzante del cambiamento climatico, in una regione che si riscalda venti volte più rapidamente rispetto alla media globale”, ha proseguito il Ministro degli Esteri.

“La ’just transition’ alla quale i Governanti sono chiamati a dare il loro contributo non è solo ambientale. Essa può e deve rappresentare un cambiamento epocale, non solo con riferimento all’attenzione per il Creato, ma anche alla cura dei più deboli: dagli ultimi, a coloro che la pandemia ha reso più fragili, ai nuovi poveri”, ha poi sottolineato Di Maio.

L’appello per il clima firmato da tutte le comunità religiose è, ha detto rivolgendosi al Pontefice, un “messaggio che assume un valore ancora più importante nel giorno in cui la Chiesa cattolica celebra San Francesco, il cui nome Lei, Santo Padre, ha scelto per sé all’inizio del Suo pontificato. Una figura che continua, al di là delle convinzioni
di ciascuno, a ispirare la ricerca di un modello che coniughi sviluppo economico e sociale, e salvaguardia del Pianeta”.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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