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Scontri e violenza alla manifestazione contro il Green pass a Roma: 12 arresti

Tra gli arrestati anche i vertici di Forza Nuova

Roma – All’indomani della manifestazione contro il Green pass (leggi qui) , che ha visto il centro di Roma devastato dalla guerriglia urbana, si contano i danni.

protesta green pass Roma

La Questura di Roma, in una nota, ha fatto sapere che nella notte ben dodici persone sono state arrestate. Tra di loro anche i vertici di Forza Nuova. I reati, si legge ancora nella nota della Questura, per cui vengono segnalati sono numerosi, fra i quali, danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La posizione di queste persone è al vaglio della Procura della Repubblica di Roma. Sei persone sono state arrestate in fragranza, altre sei, fra i quali i suddetti appartenenti a Forza Nuova, nella notte con arresto differito.

Sono in corso ulteriori attività di indagine e di verifica dei filmati registrati dal personale della Polizia Scientifica, al fine di valutare altre condotte penalmente rilevanti per i fatti accaduti. 38 gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti durante gli scontri. Tra questi un dirigente della questura che ha riportato la frattura di una costola e un operatore della polizia scientifica a cui è stato fratturato uno zigomo.

Come è noto, nella giornata di ieri si è tenuta una manifestazione, in Piazza del Popolo, promossa da “Liberi Cittadini” per protestare contro l’adozione delle misure sanitarie disposte a contrasto del contagio epidemiologico da Covid 19. a cui hanno preso parte complessivamente circa 10.000 persone.

Nel corso dei servizi preventivi sono stati intercettati ed identificati numerosi manifestanti provenienti da varie regioni d’Italia; sono stati individuati e controllati complessivamente 56 minivan e 5 pullman e numerose moto, per un totale di circa 600 manifestanti provenienti da Reggio Emilia, Padova, Mantova, Brescia, Verona, Torino, Milano, Bergamo, Pesaro Ancona, Firenze, Trieste, Bolzano, Modena, Treviso, Rovereto ed Arezzo.

La condanna del mondo politico

Durissima la condanna del mondo politico ad atti di questo tipo: “Il diritto a manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di aggressione e intimidazione”. Queste le parole con cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi condanna le violenze avvenute nella Capitale (leggi qui).

Sia Draghi che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quanto si apprende, hanno telefonato al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, per esprimergli solidarietà dopo l’assalto alla sede della Cgil (leggi qui). 

Lamorgese: “Solidarietà alle forze di Polizia”

”Auspico che tutte le forze politiche esprimano ferma e incondizionata condanna contro inammissibili manifestazioni violente che, per la loro inquietante carica eversiva, nulla hanno a che fare con la legittima espressione del dissenso”. Lo dichiara il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

”Esprimo la mia solidarietà alle forze di polizia che, in una giornata difficile per l’ ordine pubblico, hanno agito con equilibrio e professionalità per fronteggiare intollerabili atti di violenza anche contro sedi delle istituzioni – aggiunge Lamorgese -. Ho telefonato al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al quale ho espresso la mia vicinanza per il gravissimo assalto che ha subito la sede del suo sindacato”.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

(Foto: dal web)
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