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Roma, maxi assembramento ad un concerto: 200 persone senza mascherina

A Trastevere scoperto un singolare fenomeno di “delivery illegale” tra alcuni ristoranti.

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Roma – Proseguono senza sosta i controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma finalizzati alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di illegalità o degrado e per garantire una maggior percezione di sicurezza ai cittadini e ai turisti, italiani e stranieri, in visita nella Capitale. Nelle ultime 48 ore, i Carabinieri hanno tenuto sotto controllo le zone interessate dal fenomeno della “movida”.

A San Lorenzo, i militari sono dovuti intervenire nella sede di un’associazione culturale di largo Passamonti, dove è stato rilevato un maxi-assembramento di circa 200 persone intente ad assistere ad un concerto, sprovviste di mascherine e senza il minimo rispetto del distanziamento sociale.

Nei confronti del titolare e del legale rappresentante sono state elevate sanzioni amministrative, anche per quanto riguarda la somministrazione di bevande alcoliche in ogni genere di contenitori. L’ammontare delle sanzioni comminate è di 780 euro: in più è stata applicata la misura accessoria della chiusura dell’attività per i prossimi 3 giorni.

A Trastevere, invece, i Carabinieri hanno scoperto un singolare fenomeno di “delivery illegale” tra alcuni ristoranti: in particolare, un esercizio della zona, in barba alle previste procedure di autocontrollo degli alimenti, trasportava pietanze dai suoi locali a quelle di un altro ristorante e in un bar-gastronomia. Cibi che venivano, poi, somministrati alla clientela senza rispettare le procedure igienico-sanitarie. Per i 3 esercizi interessati sono scattate sanzioni per 2.000 euro ciascuno: solo per uno dei 2 locali “riceventi” è scattata anche un’ulteriore sanzione da 1.000 euro poiché dalle verifiche è emerso che stava esercitando l’attività di ristorazione senza la prevista notifica di inizio attività.

Un altro ristorante dello storico quartiere romano è stato sanzionato dai Carabinieri poiché nell’attività non si provvedeva ai periodici controlli e registrazioni delle temperature dei frigoriferi e delle operazioni di pulizia dei locali. Anche in questo caso è scattata la sanzione amministrativa dell’importo di 2.000 euro.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
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