Verso il ballottaggio

Elezioni 2021, i progetti di Picca e Falconi per rilanciare l’economia del Municipio X

12 ottobre 2021 | 11:30
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Elezioni 2021, i progetti di Picca e Falconi per rilanciare l’economia del Municipio X

Ospiti di Ascom Confcommercio Roma Litorale Sud, i due candidati al ballottaggio affrontano alcuni dei temi più dibattuti degli ultimi mesi

Ostia – Gestione dei servizi sulle spiagge libere, lotta all’abusivismo erilancio del commercio nell’entroterra: sono solo alcuni dei temi affrontati da Monica Picca e Mario Falconi, candidati alla presidenza del Municipio X rispettivamente per il centrodestra e il centrosinistra, nel corso di due interviste rilasciate ad Ascom Confcommercio Roma Litorale Sud.

In occasione di un incontro organizzato dall’associazione (leggi qui), infatti, i due – che si sfideranno al ballottaggio del 17 e 18 ottobre prossimi (leggi qui) – hanno risposto alle domande della presidente Valeria Strappini su alcune delle tematiche più dibattute degli ultimi mesi (e anni): la chiusura di tre delle stazioni della Roma-Lido (leggi qui), il bando per l’affidamento dei servizi sulle spiagge libere, la realizzazione della pista ciclabile sul lungomare (leggi qui) e l’eventuale grado di autonomia amministrativa da concedere al territorio.

Monica Picca (centrodestra)

Per Monica Picca, sostenuta dalla coalizione di centrodestra e già capogruppo della Lega in Municipio, quella di chiudere le stazioni di Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo è stata una “scelta calata dall’alto, non condivisa con il territorio” e con i cittadini. “E’ mancato un presidente – dice -, e il rimpallo di competenze ha dato vita ad una serie di litigi che non hanno portato da nessuna parte”.

“Non c’è stata – insiste Picca – nessuna presa di posizione da parte del presidente, che non avrebbe mai dovuto permettere tutto ciò, e ora assistiamo allo spot della ‘Metromare’, che io chiamo ‘Fantamare’. Noi, invece, immaginiamo una metropolitana leggera che però punti molto sull’appartenenza della Roma-Lido al Comune di Roma, che non deve essere ‘svenduta’ alla Regione“.

Parlando delle zone più economicamente depresse dell’entroterra, poi, Picca sostiene che questo sia stato “abbandonato dalle ultime amministrazioni”. “Io vivo ad Acilia – racconta -, e mio nonno fu il primo che inaugurò il vagone della Roma-Lido, per cui la storicità di questo territorio mi sta a cuore“.

In zone degradate come via d’Acilia, sostiene Picca, “il commercio deve essere incentivato, bisogna portare decoro, e quindi riqualificare anche queste zone. E la lotta all’abusivismo commerciale” può essere portata avanti anche e soprattutto “con una presenza delle istituzioni”: per questo, spiega la candidata, è necessario “ottimizzare e incrementare il personale della Polizia Locale e partire dal giorno per giorno, dalle criticità immediate, per arrivare ai progetti futuri”.

“I progetti calati dall’alto – precisa – non ci sono mai piaciuti. Noi vogliamo fare la differenza: portare decoro, rilanciare l’entroterra, progettare con il territorio, le categorie e gli enti competenti, combattendo così l’abusivismo commerciale”.

Un principio valido anche per la “progettazione del litorale” e delle sue spiagge libere: “L’Amministrazione non deve aver paura, dobbiamo portare i servizi sulle spiagge libere e assicurare la sicurezza”.

“Lo Stato – continua Picca – si deve far sentire attraverso un’offerta che possa ripristinare il decoro sulle spiagge: non vanno bene i bagni chimici o i bagnini solo nel weekend. Sono state fatte scelte non troppo consapevoli perché non si conosce il territorio e si è avuta paura di sbagliare. Un tempo – dice – c’erano dei chioschi che potevano permettere alla gente di bere un bicchiere d’acqua; c’erano servizi che oggi non ci sono più”.

E la pista ciclabile, spiega la candidata del centrodestra, è proprio “l’emblema di una politica che non ha condiviso e ha deciso di gettare un po’ di fumo negli occhi dei cittadini”. “Dobbiamo partire dalle esigenze di questo territorio”, come il fatto che “non abbiamo parcheggi”. “Ci sono tanti progetti – annuncia -, anche di piste ciclabili: partiremo, insieme, dai progetti”.

Interrogata sulla possibilità di snellire le procedure amministrative per il commercio, Picca sottolinea come la burocrazia sia ineliminabile, ma certamente semplificabile: “L’ufficio del commercio del Municipio – racconta – è aperto due volte a settimana, e questo non è possibile. Bisogna creare uno sportello ad hoc per semplificare le pratiche quotidiane, a cui serve una risposta rapida, ed istituire un tavolo permanente che sia d’aiuto all’Amministrazione” per intercettare le esigenze e le istanze di associazioni e categorie.

Ed è proprio per riconoscere un ruolo a queste ultime ed agevolarle che, secondo la candidata leghista, è importante iniziare ad applicare correttamente il baratto amministrativo che è stato, fino a questo momento, “un ‘do’ senza un ‘des’, sempre mal interpretato”.

“Basta bandi che sono copia e incolla, serve la volontà di progettazione sul territorio all’interno di un progetto che chiede al Comune di Roma più risorse. E’ inimmaginabile che il commercio e il turismo” di Ostia e del Municipio X “possano essere una risorsa per Roma solo per quello che fa comodo a Roma”.

L’idea di Picca e del suo centrodestra, infatti, è quella di dar vita non ad un comune autonomo, ma ad un “Distretto marittimo”: “Io non parlo di autonomia oggi perché devo fare il presidente domani, e mi sembra anacronistico”, specifica. “Ci saranno anni per poter affrontare il problema dell’autonomia, ed è un percorso che va condiviso con il territorio, per cercare di capire cos’è il meglio per il Municipio”.

“La mia – anticipa – sarà una squadra di professionisti che hanno una visione per il territorio e che lo amano quanto il suo presidente. Mi auguro che a Roma vinca Michetti, ma non sono assolutamente spaventata” dalla possibilità di governare con un sindaco di diverso colore politico: “Il fine – sostiene Picca – è comune. Non faremo opposizione al sindaco; faremo delle proposte per il bene del territorio e ci auguriamo che il sindaco possa condividerle. Faremo sentire la nostra voce, in ogni caso“.

Mario Falconi (centrosinistra)

Anche secondo Mario Falconi, candidato civico del centrosinistra, non dovevano essere le stazioni di Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo ad esser chiuse: “Stella Polare – sottolinea – permette di arrivare al CTO e al Grassi“, e sarebbe quindi stato meglio fare a meno delle stazioni già servite dalla metro B, e quindi Porta San Paolo, Basilica San Paolo e Eur Magliana.

“Questo territorio – continua Falconi – è stato sedotto e abbandonato. Ci hanno portato via i vigili che disciplinavano il traffico sulla Colombo e li hanno portati a Roma. E’ a loro che spetterebbe di fare i controlli sull’abusivismo”, precisa.

Interrogato sulla possibilità di rilanciare e restituire decoro a luoghi come via d’Acilia, Falconi spiega che “l‘entroterra è nel degrado totale, dalla Madonnetta a San Giorgio”. E proprio San Giorgio “ha un mercato che dà sulla strada che blocca il traffico, quando a 150 metri c’è un bel mercato coperto dove dentro ci sono solo un macellaio e un fruttivendolo. Proviamo a sfruttare questa struttura, ad esempio per l’artigianato”.

“Situazioni come quella di piazza Capelvenere, dove peraltro c’è la sede distaccata del Municipio, non sono più tollerabili. Ho affermato più volte che se necessario e se sarò eletto Presidente, provocatoriamente appronterò una sede distaccata del mio ufficio“.

“Sono molto favorevole ad accordi fra pubblico e privato purché sia salvaguardata la dignità dei cittadini”, dice a proposito dei bandi per la gestione dei servizi sulle spiagge libere. “Un bando che dovesse assegnare un’attività commerciale che non permette di ammortizzare gli investimenti – chiarisce – è un bando fasullo“.

“Se sarò il presidente di questo Municipio non potrò permettere che a settembre chi va in spiaggia dal lunedì al venerdì non abbia il bagnino: la Costituzione dice che quello alla salute è un diritto di tutti”.

“Candidandomi – confida – sacrifico molto la mia vita professionale e privata; è una scelta di grande sacrificio ma di grande amore per questo territorio. Se vogliamo rilanciarlo insieme, insieme dobbiamo provare a dare qualcosa di più”.

A proposito della pista ciclabile, poi, il candidato del centrosinistra spiega: “L’avrei fatta anche io, ma prima avrei pensato ai parcheggi e alla sicurezza degli automobilisti. Esteticamente ha migliorato il lungomare – sostiene -, ma è ancora pericolosa: io non avrei fatto un cordolino, perché tutti i giorni vedo giovani e meno giovani che guidano guardando il cellulare e se uno si distrae non ci vuole nulla a farlo saltare”.

Sulla possibilità di realizzare uno sportello dedicato al commercio più funzionale di quello attualmente esistente, Falconi ha premesso di aver detto “a Gualtieri che la prima cosa che avrebbe dovuto fare sarebbe stato dare più poteri a questo territorio, perché se nel 2021 c’è qualcuno che immagina di poter continuare a governare la Capitale d’Italia con i municipi o è in malafede o è fermo all’Ottocento. E Gualtieri ha detto che il X Municipio ha bisogno di uno statuto speciale“.

“Il commercio – prosegue – è un’attività importante, ma qui si tratta di mettere in moto una catena: se rendiamo il mare di Roma fruibile 360 giorni l’anno, ne beneficeremo tutti. I romani ci usano come usa e getta, mentre Parigi sta facendo fuoco e fiamme per stare sul mare”.

Dobbiamo entrare in una logica integrata; siamo ad un tiro di schioppo dall’aeroporto e ci si impiega un’ora per arrivare all’Infernetto. Non è possibile, come non è possibile che la pineta mi stesse per bruciare casa e che non venga protetta”.

Falconi ha inoltre chiarito di non avere ancora in mente una rosa di nomi per la sua giunta. “Nessuno si è permesso di farmi richieste e li ringrazio per questo – dice -, e di sicuro accanto a me voglio assessori e persone competenti, appassionate come me e periodicamente verificabili anche ascoltando i cittadini. Io sono un lottatore nato, e combatterò fino alla fine: ma se dovessi accorgermi che qualcuno non fa il proprio dovere, andrà a casa”.

“E’ ovvio che se dovesse vincere il centrosinistra a Roma sarebbe più facile, ma neppure a Gualtieri permetterò di disattendere quanto promesso. Se dovesse vincere il centrodestra, cosa che mi sembra difficile, sarà un po’ più dura, ma lotteremo”.

“Fossi stato nei panni di chi ha amministrato fino ad oggi o in quelli dei rappresentanti dell’opposizione come Monica Picca – attacca, infine, Falconi -, mi sarei incatenato in piazza Capelvenere pur di veder risolto questo incredibile stato di cose. Chiunque abbia permesso a quella piazza di finire in quelle condizioni è responsabile”.

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