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Scuola e vaccino anti-Covid, Anief: “Non bisogna abbandonare le misure di protezione”

Pacifico (Anief): "In Italia abbiamo assistito a un passo indietro rispetto agli elementi considerati basilari per mettere all'angolo il virus"

Dopo il sindacato, lo dice pure la scienza: è vero che i vaccini hanno un ruolo fondamentale e innegabile nel contenere la pandemia di Covid-19, soprattutto evitando la malattia nelle forme gravi, ma poiché il virus SarsCoV2 continua a circola anche tra i vaccinati, diventa necessario non abbandonare le misure di protezione, come mascherine, distanziamento e igiene. Lo si apprende da una ricerca internazionale pubblicata sull’European Journal of Epidemiology dal gruppo dell’Università di Harvard. Svolta in 68 Paesi e 2.947 contee degli Stati Uniti, la ricerca indica che non c’è una correlazione fra l’aumento dei casi di Covid-19 e la percentuale di popolazione vaccinata: i primi continuano ad aumentare anche dove sono state vaccinate molte persone perché i vaccini, pur essendo la prima e fondamentale linea di difesa dal virus SarsCoV2, da soli non bastano se non si continuano a usare le mascherine, il distanziamento e la sanificazione.

“L’Anief lo dice inascoltata da mesi – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, invece in Italia abbiamo assistito a un passo indietro rispetto a questi elementi considerati basilari per mettere all’angolo il virus. Diventa sempre più inconcepibile il fatto che nel nostro Paese si debba avere imposto il Green Pass, mentre si è addirittura fatta una retromarcia sul distanziamento minimo, continuando ad autorizzare anche 25-30 alunni per classe e con gli organici del personale pressoché immutati. Come pure per il ricambio dell’aria. Delude anche il mancato utilizzo di test salivari. I risultati di questa politica sbagliata sono sotto gli occhi di tutti: i casi di quarantena e quindi di ritorno alla dad sono in risalita, continuando così a produrre apprendimenti, a distanza, più difficoltosi, oltre che – conclude il sindacalista autonomo – la mancata socializzazione di cui hanno tanto sofferto i giovani nell’ultimo anno e mezzo sempre causa Covid”.

A causa della variante Delta e considerando l’eventuale comparsa di future varianti, diventa necessario rivedere la strategia di affidarsi esclusivamente al vaccino per mitigare la pandemia. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università di Harvard, che fanno riferimento pure ai recenti dati pubblicati dal ministero della Salute di Israele, secondo i quali l’efficacia dopo due dosi del vaccino BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) contro la prevenzione dell’infezione è del 39% a distanza di alcune settimane. Commentando i dati della ricerca, il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca, ha detto che “è necessario fare altri sforzi di prevenzione non farmacologica, che riguardino non solo l’importanza dell’igiene sanitaria pubblica di base, come il mantenimento della distanza sociale o il lavaggio delle mani, ma l’applicazione di nuove tecnologie in materia di purificazione dell’aria, di screening salivare periodico nelle scuole efficaci ed economici”.

Il sindacato ricorda che il Green Pass obbligatorio, oltre a rappresentare una imposizione illegittima e discriminante, ha prodotto “l’illusione generale che ce l’avremmo fatta. Ancora di più perché gli ambienti scolastici dove si fa lezione, con aule che in media non superano i 35-40 metri quadrati, e il numero di realizzazione delle classi sono più o meno gli stessi dell’ultimo periodo. In Francia per esempio, dove non c’è alcuna imposizione del Green pass, la circolazione del Covid-19 nelle scuole è già in diminuzione. Mentre in Italia assistiamo a una escalation di casi di contagio, già sopra quota mille“.
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