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Sinodo, mons. Crociata: “E’ il tempo per ripensare cosa significa essere cristiani ed essere Chiesa”

Il vescovo di Latina alla vigilia dell'apertura del Sinodo a livello diocesano: "Siamo fiduciosi che ci sarà una scossa vitale per la nostra Chiesa e per tante persone"

Latina – Mettersi in ascolto di tutti gli uomini e le donne per avviare “un dialogo in cui ciascuno si ponga nelle condizioni di riflettere ed esprimersi in maniera costruttiva“. Ecco l’atteggiamento che deve assumere la Chiesa in questo tempo in cui, per volere del Papa, è chiamata a tendere l’orecchio non solo dei credenti, ma anche di chi è lontano dalla fede. Ne è convinto mons. Mariano Crociata, vescovo della Diocesi di Latina – Terracina – Sezze – Priverno, che domenica 17 ottobre, alle ore 18 nella cattedrale di San Marco a Latina, con una Messa solenne, darà il via alla fase diocesana del Sinodo dei Vescovi iniziato la settimana scorsa in Vaticano dal Pontefice (leggi qui). Un Sinodo unico nel suo genere perché per la prima volta i Vescovi discuteranno su un documento elaborato partendo dalla base, dall’ascolto dei fedeli nelle loro comunità più piccole.

“L’ascolto ecclesiale sinodale, come ha ripetutamente ribadito il Papa, non significa sondaggio di opinioni, ma incontro e dialogo, in cui ciascuno si ponga nelle condizioni di riflettere ed esprimersi in maniera costruttiva – dice mons. Crociata intervistato da ilfaroonline.it -. Nell’ascolto, chi viene ascoltato deve essere messo nelle condizioni di ascoltare innanzitutto se stesso, per poter esprimere ciò che profondamente pensa e sente, e non ridurre tutto alla risposta epidermica e reattiva dettata da una emotività momentanea e passeggera. Come Chiesa abbiamo il compito incontrare e creare le condizioni perché il dialogo si attivi in un clima di stima, di fiducia e di comprensione reciproca”.

Il presule cerca di fare chiarezza e risolvere i dubbi di quei fedeli che in questi mesi si sono chiesti che senso abbia un Sinodo del genere in questo periodo storico della Chiesa: “Proprio il tempo che stiamo vivendo, che per la Chiesa in particolare presenta difficoltà specifiche, richiede un ripensamento profondo di che cosa significa essere cristiani ed essere Chiesa. La sinodalità in realtà definisce la Chiesa e si riferisce ad un modo di essere Chiesa caratterizzato dalla partecipazione di tutte le componenti del popolo di Dio. Di questo c’è sicuramente grande urgenza”.

Nella conferenza stampa di presentazione del Sinodo il Segretario ha detto che bisogna parlare con tutti e ascoltare tutti, anche quelli che sono lontani dalla fede o di altre religioni. Ma come avviene questo processo di dialogo oggi dove molti, giovani soprattutto, sono portati a rifiutare ogni contatto con la Chiesa? Per il vescovo di Latina bisogna innanzitutto “verificare questo atteggiamento estremo; l’impossibilità di parlare e di ascoltare alcuni sarebbe esso stesso un risultato che aiuterebbe a capire la situazione. Saremmo infatti obbligati a interrogarci e a riflettere sulle motivazioni che inducono alcuni a rifiutarsi di dialogare. In realtà sono convinto che molti non vogliono avere a che fare con la Chiesa perché non hanno mai incontrato qualcuno che li abbia presi in seria considerazione e si sia posto nell’atteggiamento di sincera attenzione e di serio ascolto”.

Questo Sinodo costituisce una piccola rivoluzione perché parte dal basso, ovvero dalle parrocchie e dalle diocesi di tutto il mondo: “La nostra diocesi ha esperienza di un sinodo diocesano nei decenni scorsi. Si tratta di mettersi nell’atteggiamento giusto e di creare le condizioni organizzative per raggiungere il maggior numero di persone possibile. Nelle parrocchie il punto di riferimento sarà costituito dai Consigli pastorali parrocchiali. Naturalmente saranno benvenute quelle persone che di loro iniziativa vorranno mettersi in contatto”.

Il lavoro a livello locale sarà portato avanti con una precisa scansione temporale. Tra novembre e gennaio si svilupperà la fase dell’ascolto e della raccolta delle riflessioni sulle tematiche poste all’attenzione del Sinodo, che si svolgeranno soprattutto attraverso i Consigli pastorali parrocchiali, senza dimenticare altre realtà particolari; il materiale raccolto andrà alla Commissione diocesana che procederà ad una conseguente sintesi e rielaborazione. I singoli temi giungeranno presto in tutte le parrocchie. Il 18 febbraio 2022 si terrà l’Assemblea sinodale diocesana nella quale si condividerà quanto emerso dal lavoro capillare di ascolto portato avanti nelle comunità parrocchiali della Diocesi. La relazione finale sarà inviata alla Conferenza Episcopale Italiana per le successive fasi.

Per la fase diocesana il vescovo Mariano Crociata ha nominato una Commissione cui spetterà una funzione di riferimento per le parrocchie e gruppi ecclesiali e poi di elaborare la sintesi del materiale ricevuto. I componenti sono Don Enrico Scaccia, Vicario generale; Maria Grazia Zanda, insegnante di religione; Remigio Russo, francescano secolare.

“Presto saremo nelle condizioni di indicare punti di riferimento e modalità per allargare l’ascolto ben oltre l’ambiente parrocchiale e istituzionale diocesano. È proprio questo il tempo in cui muovere i primi passi in tale direzione. Siamo fiduciosi che ci sarà una scossa vitale per la nostra Chiesa e per tante persone“, conclude il presule.

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