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“Ho l’anima a pezzi”: la lettera della vittima di abusi che il Papa fa leggere ai preti

Il Pontefice fa girare queste righe nei seminari e tra i sacerdoti. "Si rifletta, si impari, si abbia la grazia della vergona", sembra voler ribadire il Papa ai suoi presbiteri

Città del Vaticano – Il tono non è di chi punta l’indice, ma di chi chiede di essere compresa. E Bergoglio non solo legge e ascolta, ma fa girare queste righe nei seminari e tra i sacerdoti. Si rifletta, si impari, si abbia la grazia della vergona, sembra voler ribadire il Papa ai suoi presbiteri. Perché la donna che scrive (non se ne sa il nome, ma potrebbe essere europea come nord o sudamericana, di famiglia povera o abbiente, colta o umile) riferisce quello che è emerso nella recente relazione sugli abusi in Francia, o che si sa della Chiesa cilena, o che si sente nelle aule dei tribunali degli Stati Uniti.

Parlo, dice la donna, “anche nel nome delle altre vittime dei bambini che sono stati profondamente feriti, a cui hanno rubato infanzia, purezza e rispetto”. Bambini “che erano traditi e hanno approfittato della loro fiducia sconfinatadei bambini dei quali i cuori battono che respirano vivono ma li hanno uccisi una volta (due, più volte)”. “Le loro anime sono fatte a piccoli pezzi insanguinati”; “per anni sono stata maltrattata da un prete che avrei dovuto chiamare ‘fratellino’ ed ero suo ’sorellina’”.

“La Chiesa è mia Madre”, afferma la donna nel testo che ora l’Osservatore Romano e Vatican News fanno circolare, “e mi fa tanto male quando è ferita, quando è sporca”. “Gli adulti che hanno sperimentato questa ipocrisia da bambini non potranno mai cancellarla dalle loro vite. Potrebbero dimenticarsene per un po’, provare a perdonare, provare a vivere una vita piena, ma le cicatrici rimarranno sulle loro anime, non scompariranno”.

“Cerco di sopravvivere, di provare gioia, ma in realtà è una lotta incredibilmente difficile”, prosegue. “Ho un disturbo dissociativo dell’identità, un grave disturbo post-traumatico complesso (PTSD) depressione, ansie, paura delle persone, errori e, non dormo e se riesco ad addormentarmi in tal caso, ho sempre gli incubi. A volte ho degli stati, quando sono ‘fuori’, non percepisco ‘qui’ e ‘ora’. Il mio corpo ricorda ogni singolo tocco”. “Ho paura dei preti, di stare nella loro vicinanza”, racconta ancora. “Ultimamente non posso andare alla Santa Messa. Mi fa molto male”. La Chiesa, “era la mia seconda casa”, e lui, il sacerdote che ha abusato di lei, «me l’ha tolta”. “Ho una gran voglia di sentirmi al sicuro in Chiesa, di riuscire a non aver paura, ma il mio corpo, le emozioni reagiscono in modo completamente diverso”.

Per questo la donna si rivolge direttamente ai sacerdoti, e per questo ora Francesco ha deciso che la lettera vada letta e in questo senso ha istruito il cardinale di Boston, Sean òMalley, nella sua veste di presidente della Commissione per la Tutela dei Minori, affinché la condividesse con tutti i sacerdoti e seminaristi. “Vorrei chiedervi di proteggere la Chiesa”, ricorda la donna, “Quello che tutto è pieno di ferite e cicatrici. Per favore, NON permettete che quelle ferite siano ancora più profonde e che se ne verifichino di nuove! Siete uomini giovani e forti. CHIAMATI! Uomini chiamati da Dio, a servire Dio, e per mezzo di lui alle persone Dio vi ha chiamati a essere il suo strumento tra gli uomini. Avete una GRANDE RESPONSABILITA’! Una responsabilità che non è un peso, ma un DONO! Per favore, trattatelo secondo l’esempio di Gesùcon l’UMILT e l’AMORE!”.

“Per favore non spazziamo le cose sotto il tappeto, perché poi inizieranno a puzzare, marcire, e il tappeto stesso si decomporrà Rendiamoci conto che se nascondiamo questi fatti, quando ne tacciamo, nascondiamo lo sporco e diventiamo così un COMPLICE. Se vogliamo vivere la verità, non possiamo chiudere gli occhi!”.

“In questo tempo di rinnovamento e conversione pastorale in cui la Chiesa affronta lo scandalo e le ferite degli abusi sessuali inferti in ogni luogo a così tanti figli di Dio, il nostro Santo Padre ha ricevuto una coraggiosa testimonianza offerta a tutti i sacerdoti da una sopravvissuta”, scrive ora l’arcivescovo di Boston, “Con la condivisione di questa testimonianza, offertaci da una vittima il cui nome è stato tolto per motivi di anonimato, Sua Santità Papa Francesco vuole accogliere la voce di tutte le persone ferite e mostrare a tutti i sacerdoti che annunciano il Vangelo la via che porta all’autentico servizio di Dio a beneficio di tutti i vulnerabili”. (fonte Agi)

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