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Latina a rischio caos: Coletta fa il bis, ma la “maggioranza” è di centrodestra

Le liste di Zaccheo hanno preso il 53% dei consensi al primo turno, quindi, l'esito del ballottaggio è ininfluente sulla formazione del Consiglio. Il rischio, per Coletta, è l'ingovernabilità

Latina – Si chiama “premio di maggioranza” l’incognita x che rischia di mandare nel caos il nuovo governo dell’indomabile capoluogo pontino. Dopo un inaspettato ribaltone al ballottaggio che ha portato il cardiologo Damiano Coletta a fare il bis, infatti, i conti non tornano.

Non tornano perché il sindaco è di centrosinistra (sostenuto dalla lista civica “Latina bene comune”, dal Pd, e, al secondo turno, anche dai pentastellati), ma la “maggioranza” è dello sconfitto Vincenzo Zaccheo. Le sue liste, infatti, si sono guadagnate con il 53%, al primo turno, il sopracitato premio di maggioranza, che, in termini numerici significa 18 seggi al centrodestra, più quello dell’ex candidato sindaco. 11, invece, per il centrosinistra, più quello del sindaco e del neo- alleato al ballottaggio Gianluca Bono. Nel mezzo, il seggio dell’ex candidata sindaca Annalisa Muzio

Risultato? L’ingovernabilità è dietro l’angolo, col rischio che questo nuovo governo crolli ancora prima di cominciare.

Il tentativo di dialogo

Il ribaltone non basta. Coletta lo sa, arrivato a questo punto, per provare a governare Latina deve trovare la via del dialogo con quella, che, in teoria, dovrebbe essere l’opposizione e, invece, è una maggioranza, almeno numericamente parlando.

Ed è lo stesso Primo cittadino a dare il via al tentativo di dialogo con il centrodestra. Lo fa, invocando il senso di responsabilità di chi, pur non essendosi riconosciuto in precedenza nella sua leadership, ora è disposto a sedersi a un tavolo e a discutere. Per il bene di Latina e dei latinensi, perché il capoluogo, ora come non mai, considerato l’imminente arrivato dei fondi del recovery fund ha bisogno di certezze, di stabilità, di competenze e delle esperienze di tutti.

I volti della “responsabilità”

Ma quando Coletta invoca al senso di responsabilità, di fatto, con chi parla? Chi sono questi consiglieri di questa minoranza-maggioranza che rischiano di minare le speranze degli elettori latinensi?

Per il centrodestra, sono 6 i seggi attribuiti a Fratelli d’Italia, di cui sono stati eletti Raimondo Tiero, Matilde Celentano, Andrea Chiarato, Gianfranco Antoniccola, Patrizia Fanti e Gianluca Di Cocco; 5 sono i seggi attribuiti alla Lega, rappresentata da Giovanna Miele, Massimiliano Carnevale, Valeria Tripodi, Vincenzo Valletta e Roberto Belvisi; 4 sono i seggi assegnati a “Latina nel Cuore” con Renzo Scalco, Dino Iavarone, Alessio Pagliari e Mario Faticoni e, infine, 3 a Forza Italia, con Roberta Della pietà, Giuseppe Coluzzi e Mauro Anzalone.

Per quanto riguarda, invece, il centrosinistra, 4 sono i seggi per “Latina Bene Comune”, di cui sono stati eletti Valeria Campagna, Gianmarco Proietti, Emilio Ranieri e Floriana Coletta; 4 per il Pd, con Enzo De Amicis, Leonardo Maiocchi, Tommaso Malandruccolo e Daniela Fiore, 2 per la lista “Per Latina 2032” con Massimiliano Colazingari e Simona Lepori; uno, infine, per “Riguarda Latina” con Francesco Pannone.

A questi nomi vanno aggiunti quelli dei candidati sindaco non eletti, rispettivamente: Vincenzo Zaccheo, Gianluca Bono e Annalisa Muzio.

I giorni delicatissimi

Ma sarà sufficiente invocare il senso di responsabilità del centrodestra per salvare Latina dal caos dell’ingovernabilità? Difficile dirlo, di certo c’è solo che questi ultimi giorni prima della convocazione ufficiale del Consiglio di insediamento saranno delicati, a tratti delicatissimi…

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