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Palazzo Braschi a Terracina, il Tar “striglia” il Comune

La ditta aggiudicataria ha proposto ricorso per accertare l’obbligo del Comune a provvedere alla sottoscrizione del contratto di appalto

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Terracina – L’affidamento dei lavori dei locali degli uffici comunali di Palazzo Braschi a Terracina è finito davanti al giudice del tribunale amministrativo di Latina.

La ditta incaricata ha proposto ricorso contro il Comune per il silenzio rifiuto rispetto alla mancanza convocazione propedeutica alla sottoscrizione del contratto di appalto.

La ditta, in quanto aggiudicataria della gara, ha proposto ricorso verso l’amministrazione comunale per accertare l’obbligo del Comune a provvedere alla sottoscrizione del contratto di appalto. La scelta di rivolgersi al giudice amministrativo è arrivata dopo vari solleciti e diffide nei confronti dell’Ente.

Per legge trascorsi 60 giorni dall’aggiudicazione la ditta ha facoltà di recedere, ma se ritiene il contratto vantaggioso può ricorrere davanti al Tar. E quest’ultimo ha ritenuto il silenzio del Comune costituisca una violazione “essendo indubbio l’obbligo del Comune di Terracina di concludere il procedimento, assumendo una motivata determinazione, di segno positivo o negativo”.

Il giudice ha pertanto accolto il ricorso della ditta e stabilito un termine di 30 giorni entro il quale l’Ente è tenuto a concludere il contratto.

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