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Giunta a Latina, Coletta come Zingaretti?

Coletta come Zingaretti nel secondo mandato alla Regione Lazio, quando per evitare l'ingovernabilità ha individuato, col M5s, punti condivisibili nei rispettivi programmi

Latina – Il ribaltone al ballottaggio a Coletta è servito ben poco. Il motivo? Ha portato a casa una vittoria a metà. Certo, è lui il “nuovo” sindaco dell’indomabile capoluogo pontino, ma la maggioranza è del centrodestra, considerato che le liste di Zaccheo, penalizzato dal voto disgiunto, avevano conquistato già al primo turno il 53% dei consensi.

Quel centrodestra frantumato e la “lezione” di Zaccheo

Come farà Coletta a respingere l’ipotesi dell’ingovernabilità, gettando Latina nel caos praticamente all’indomani del voto? La soluzione, prima del Consiglio d’insediamento, e, quindi, dell’ufficializzazione della nuova giunta, è quella di trovare la via del dialogo con il centrodestra, quel centrodestra frantumato che, l’anno scorso, parlava di presentare un candidato unico entro Natale… ma che, alla fine, a fatica, l’ha “partorito” a ridosso di Ferragosto, di fatto “arrendendosi” all’ex sindaco Vincenzo Zaccheo, che, intanto, stanco di aspettare l’approvazione della sua area di riferimento, era già sceso in campo come candidato sindaco civico.

Eppure, il quorum sfiorato da Zaccheo insegna una lezione: le coalizioni “forzate” quasi mai sono quelle vincenti. Il 48% dei consensi personali raccolti al primo turno, messo vicino al 53% delle rispettive liste dimostra che neppure gli elettori di centrodestra si sono davvero sentiti convinti dal nome e dal volto che doveva rappresentarli.

Il voto disgiunto (insieme all’astensionismo) sembrerebbe, quindi, la chiave di lettura di queste elezioni: in uno dei pochi casi in cui, in terra pontina, il centrodestra è riuscito a scendere unito, la “ricetta per vincere” non ha funzionato. Colpa, forse, del ritardo con cui è arrivata la “nomination” di Zaccheo? Colpa, forse, anche di quel malumore che corre nei partiti, che, a fatica si tengono insieme, e solo (o quasi sempre solo) quando c’è di mezzo la possibilità di andare a governare?

Il margine di trattativa per Coletta: la strada è quella di Zingaretti?

Ma potrebbe essere proprio quel voto disgiunto, quel crogiuolo che sono le diverse anime e le diverse sensibilità del centrodestra, il punto da cui Coletta può ripartire per evitare l’ingovernabilità?

Difficile dirlo con certezza, ma le probabilità sembrerebbero alte, anche a causa della tensione post-risultato del ballottaggio, infatti, forse, un margine di trattative per il Primo cittadino di Latina (che consegnerà questo pomeriggio le sue proposte al centrodestra) c’è.

Ma qual è la via che porta alla risoluzione e che permetterebbe a Coletta di lasciarsi alle spalle, almeno per il momento, il fantasma dell’ingovernabilità? La strada sembrerebbe quella tracciata dal secondo mandato alla Regione Lazio di Nicola Zingaretti, che, per governare davvero, ha dovuto trovare l’appoggio del M5s. Come? Individuando insieme alcuni punti condivisibili dei rispettivi programmi, per poi concentrarsi sulla realizzazione concreta di quei punti. Fatto questo, ad un certo punto si traccia un bilancio e se le cose sono andate bene, si va avanti.

Per Zingaretti, questo schema è stato funzionale e gli ha permesso di governare la Regione… Quindi, con le dovute modifiche (comunque Coletta e Zaccheo fanno riferimento a due aree diametralmente opposte, rispetto a quelle del Pd di Zingaretti e del M5s) potrebbe funzionare anche a Latina.

Potrebbe funzionare… ma con chi?

Ma con quale sensibilità del centrodestra potrebbe davvero funzionare il dialogo auspicato da Coletta?

Difficile pensare alla Lega di Tripodi. Il motivo? In Regione, in qualità di capogruppo del partito, fu proprio lui a dire no a Zingaretti. Ragion per cui, viene facile credere che, qualunque sarà l’offerta messa sul piatto dal Primo cittadino, verrà comunque rifiutata.

Un po’ più tiepida, secondo alcune voci di corridoio, dovrebbe essere la reazione di Fratelli d’Italia, che, però, al suo interno sarebbe diviso in due correnti, di cui una proprio non vuol sentire nemmeno nominare la possibilità di governare con Pd e M5s.

La possibilità più concreta, invece, sembrerebbe arrivare dalla Forza Italia del senatore Claudio Fazzone, che, dopo aver portato “a casa” lo scranno di Formia, potrebbe puntare a un compromesso con Coletta. Forse proprio seguendo la linea più moderata del suo partito, arrivando, magari, a seguire la strada, sopracitata, dal secondo mandato di Zingaretti.

Cosa c’è sul piatto: ecco l’offerta di Coletta

Ma quale sarebbe la proposta di Coletta, servita su un piatto d’argento a Zaccheo? La più probabile è quella della Presidenza del Consiglio, un ruolo di garanzia ed equilibrio, spesso affidato alle opposizioni…

Ma basterà, per Zaccheo, a togliere Coletta dalle braci di questo tempo sospeso, di quest’ingovernabilità, che resta dietro l’angolo?

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