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Latina. Sfruttamento della prostituzione, carte di credito clonate e non solo: 37enne sotto sorveglianza speciale

Nei confronti dell'uomo anche l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 2 anni

Latina – Il Tribunale Penale di Roma, sezione misure di prevenzione, con apposito Decreto, ha emesso nei confronti di un 37enne, cittadino romeno residente a Latina ed attualmente detenuto, la misura di prevenzione della sorveglianza speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di anni due, con la prescrizione di non rincasare la sera più tardi delle 21 e non uscire la mattina prima delle 7.

Al provvedimento si giungeva a seguito della proposta formulata dal Questore di Latina, che riteneva necessaria la misura per contrastare l’altissima pericolosità sociale dell’uomo.

Nell’ambito di mirati accertamenti svolti dalla Polizia di Stato (Divisione Anticrimine), la figura del 37enne si era particolarmente distinta, il cui atteggiamento è sempre stato caratterizzato dalla sistematica propensione alla commissione di reati, dimostrando una notevole capacità a delinquere, tanto da commettere reati associativi.

La carriera delinquenziale del predetto iniziava dapprima con la commissione di reati finalizzati alla clonazioni di carte di credito e truffe in genere, per poi evolversi con la commissione di reati contro il patrimonio, falso, sfruttamento della prostituzione, sino a giungere all’adesione ad associazioni criminali dediti al traffico di sostanza stupefacente, destinata al mercato locale ed in genere all’intera Provincia.

In molte occasioni, sebbene scoperto, il 37enne forniva alias che gli consentivano di celare, agli occhi della giustizia, il suo reale trascorso criminale, riuscendo così ad ottenere pene più favorevoli.

Nell’anno 2009 veniva colpito da Ordinanza di Custodia cautelare in carcere, quale sodale di una associazione dedita alla commissione di delitti di abusiva captazione di codici per l’accesso ai sistemi protetti delle transazioni economiche telematiche mediante manomissione dei Pos, di abusiva duplicazione di carte di pagamento, per prelievi e transazioni in frode agli istituti emittenti ed ai titolari delle carte medesime, nonché di ricettazione dei predetti codici in previsione della loro utilizzazione per successive operazioni fraudolente, con ramificazioni anche in altri paesi esteri quali Olanda, Inghilterra, Francia, Germania, U.S.A., Spagna, Irlanda, Venezuela, Giordania e Libano.

La progressione criminale del predetto, lo portava a diventare persona di fiducia di alcuni esponenti di spicco di clan malavitosi locali, con i quali ha intrattenuto affari illeciti di varia natura,

La natura particolarmente violenta del 37enne ha contribuito ad accrescere la sua considerazione nell’ambito criminale, essendosi reso protagonista di feroci pestaggi nei confronti di soggetti in debito con il clan ed, in alcune occasioni anche di cittadini comuni, che per futili motivi venivano aggrediti ferocemente da questi, anche solo per essere intervenuti in difesa di una ragazza, pesantemente importunata dall’uomo.

Il certosino lavoro di ricostruzione e di raccordo di tutte le generalità fornite dal predetto all’atto della commissione di reati, di ricerca storica degli atti e di riscontro svolto dalla Divisione Anticrimine, hanno consentito di portare alla luce la vera caratura criminale dell’uomo e di portarla al vaglio dell’Autorità Giudiziaria che, sulla scorta degli elementi raccolti, emetteva la misura di prevenzione in argomento.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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