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Trasporto scolastico e disabili a Roma, gara ferma da mesi. Siamo… al capolinea

La gara per l’assegnazione del servizio è ferma al palo. Rimossi i membri della commissione tecnica. Prorogato il contratto, ma le difficoltà sono evidenti

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Roma – Le notizie degli ultimi giorni sullo stop al servizio di trasporto scolastico e disabili, che ha provocato enormi disagi all’utenza dal centro città fino al mare di Ostia, si concentrano sulla cronaca del momento. Ma come si è arrivati a questo punto? E quali sono le ultime puntate della vicenda?

Evidentemente il trasporto scolastico e disabili non deve essere stato una priorità per il Comune di Roma se, da quasi un anno, la nuova gara per l’aggiudicazione del servizio è ferma al palo. Indetta a dicembre dello scorso anno, a chiusura del ciclo di 8 anni, scaduti a settembre 2020, durante i quali il servizio era stato affidato alla ditta Tundo Spa, la procedura, a buon punto, si è arenata a chiusura della valutazione tecnica, in un botta e risposta tra la commissione e i responsabili amministrativi di gara che, ad oggi, ha prodotto la rimozione dei membri della commissione senza che l’iter di gara sia arrivato a compimento con l’apertura delle buste e l’assegnazione del servizio.

Rimozione non priva di strascichi polemici: non a caso pochi giorni or sono è stata protocollata a Roma Capitale una formale richiesta di chiarimenti al Rup, nonché alla Direzione generale del Centro unica degli appalti.

Nel frattempo la scuola, che non può fermarsi di fronte alle beghe amministrative, è ricominciata e, come se non bastassero i problemi dei trasporti in epoca di pandemia, punto nevralgico della diffusione del virus, a Roma ci si è complicati la vita proprio sugli scuolabus.

Invece di procedere spedito verso la nuova aggiudicazione, il Comune ha perso tempo, arrivando infine col fiato corto, costretto a prorogare fino a dicembre il contratto alla società “scaduta”; e tutto fa presagire che ci si riduca a una ulteriore proroga.

E così il problema si raddoppia. Dalla scarsa sensibilità del Comune, nei confronti delle migliaia di famiglie che tribolano con le problematiche connesse alle attività scolastiche dei figli e alle difficoltà quotidiane che la disabilità comporta, si passa alla criticità rispetto ai diritti dei lavoratori.

La Tundo Spa, se a Roma come in diverse parti d’Italia dove è impegnata nella gestione del trasporto pubblico, ha mostrato difficoltà nel servizio, sconta anche diatribe interne con i propri lavoratori, che lamentano di non percepire regolarmente gli stipendi. Basti ricordare la recente denuncia a Roma, fra gli altri, della presidente uscente del VII Municipio, Monica Lozzi, alla quale si sono rivolti i lavoratori della Tundo Spa, alcuni dei quali a fine agosto non prendevano lo stipendio da maggio mentre altri da giugno.

Una delle gatte da pelare che l’ex sindaca Raggi ha lasciato in eredità al sindaco Gualtieri che ora, da più fronti, ci si chiede cosa farà per mettere ordine in questo ingorgo che sta penalizzando utenza e lavoratori. La domanda resta “appesa”: possibile che una gara così importante, indetta a dicembre 2020, ad oggi non abbia avuto i tempi tecnici per arrivare a compimento? Possibile che l’utenza debba scontare le diatribe interne tra uffici, rimozioni, e ricorsi?

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