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Latina, inseguimento in scooter con una pistola rubata: nei guai giovanissimo pusher

Nei confronti del 21enne, già detenuto, è stata disposta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale

Latina – Il 28 ottobre scorso, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale Penale di Roma, con  apposito Decreto, ha emesso nei confronti di un 21enne, attualmente detenuto, la misura di prevenzione della sorveglianza speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di anni due, con la prescrizione di non rincasare la sera più tardi delle 21 e non uscire la mattina prima delle 7.

Al provvedimento si giungeva a seguito della proposta formulata dal Questore di Latina , che riteneva necessaria la misura al fine di contrastare la crescente pericolosità sociale del predetto.

Nell’ambito di mirati accertamenti svolti dalla Polizia di Stato (Divisione Anticrimine), tendenti ad individuare elementi che per la condotta di vita potessero rientrare nella sfera d’applicabilità di una adeguata misura di prevenzione, si era particolarmente distinta la figura del 21enne che ha evidenziato una non trascurabile capacità a delinquere, oltre a tipologie di reato sintomatiche di una reale e persistente pericolosità sociale.

La carriera delinquenziale del predetto ha avuto inizio sin da giovanissimo nel corso della quale ha dimostrato un‘escalation delle sue azioni criminali passando dai piccoli furti e allo spaccio di stupefacenti, ai reati di porto da arma fuoco e tentato omicidio.

Di recente il giovane veniva tratto in arresto, mentre si trovava alla guida di uno scooter con targa parzialmente occultata, non si fermava all’alt e dopo una rocambolesca fuga per le vie del centro cittadino di Latina, veniva bloccato e al termine della perquisizione trovavo in possesso di una pistola provento di furto e del relativo munizionamento Fatti che risultano indicativi di una caratura criminale dimostrata dal R.G. con la facilità di procurarsi un’arma.

Il minuzioso lavoro svolto dalla Divisione Anticrimine, ha consentito di portare alla luce la esponenziale natura criminale del 21enne e di sottoporla al vaglio dell’Autorità Giudiziaria che, sulla scorta degli elementi raccolti, emetteva la misura di prevenzione in argomento.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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