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Dietro ai ristoranti un giro di estorsioni, 3 arresti a Latina

Sequestrate anche 5 società, attive nel settore della ristorazione, del valore di circa mezzo milione di euro

Latina – Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione ed intestazione fittizia di beni: è questo il bilancio dell’operazione della Polizia di Stato che, nella mattinata di martedì 2 novembre, ha fatto scattare le manette per due 51enni e un 40enne di Latina.

Le indagini, durate circa due anni, sono state condotte dalla Squadra Mobile diretta dal Vice Questore Aggiunto Giuseppe Pontecorvo e coordinate dal Sost. Proc. della Procura della Repubblica di Latina Antonio Sgarrella, e sono scattate dopo che due degli odierni arrestati erano stati denunciati alla Polizia da un uomo minacciato a più riprese affinché restituisse alcuni assegni, o la somma equivalente, consegnatagli in precedenza da uno dei due.

I successivi approfondimenti investigativi, anche di natura patrimoniale, hanno documentato come il principale indagato odierno – già coinvolto, e successivamente condannato, nell’operazione di polizia “Don’t touch” – abbia nel tempo attribuito a propri complici la titolarità di società o quote sociali, allo scopo di eludere la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale a cui è sottoposto dal 2019 che prevede, tra l’altro, il divieto di ottenere licenze o autorizzazioni di polizia e di commercio.

E’ emerso infatti che varie attività commerciali nel campo della ristorazione e pub, aperte tra Latina, Terracina e San Felice Circeo, sono gestite di fatto da quest’ultimo avvalendosi però di intestatari fittizi, ossia gli altri due arrestati di oggi, i quali agiscono nelle vesti di amministratori e soci. Ulteriori accertamenti investigativi hanno poi evidenziato progetti imprenditoriali di espansione del gruppo, soprattutto nella città di Roma.

Le risultanze dell’attività d’indagine di Procura e Squadra Mobile sono state condivise dal G.I.P. del Tribunale di Latina Giuseppe Cario, che ha disposto le ordinanze di custodia cautelare. Inoltre, la Polizia eseguirà anche il sequestro preventivo di 5 società e dei relativi conti correnti, di fatto riconducibili al principale indagato odierno.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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