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“Alt Caporalato” nella provincia pontina, 22 aziende irregolari: 5 sono state sospese

Il progetto di contrasto allo sfruttamento della manodopera portato avanti dall'Ispettorato del Lavoro di Latina

L’Ispettorato del Lavoro di Latina va avanti con i servizi di contrasto al caporalato e al lavoro nero nella provincia pontina.

La settimana scorsa ha coordinato la vigilanza straordinaria della task force contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura e nella logistica sul territorio di Latina e sui Comuni di Cisterna, Fondi, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina.

Si tratta di servizi intensificati nell’ambito del progetto “Alt Caporalato” nell’ambito del quale vengono svolte meticolose indagini grazie alle attività degli ispettori di Latina e dei colleghi di Roma, Sassari e Napoli, insieme ai Carabinieri del NIL Latina e del Comando Tutela Lavoro di Roma, agli ispettori INAIL, INPS e della ASL oltre a quattro mediatori culturali messi a disposizione dall’Organizzazione internazionale Migranti.

Nella scorsa settimana sono state controllate complessivamente 22 attività imprenditoriali e verificate 173 posizioni lavorative.

Tutte e 22 le attività imprenditoriali sottoposte a verifica sono risultate irregolari per violazioni in materia di lavoro nero, normativa anti-Covid, inadeguata retribuzione rispetto al CCNL o comunque rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, orario di lavoro, periodi di riposo, riposo settimanale e ferie.

Ma sono state anche altre le irregolarità riscontrate, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro estesa ormai a tutti i settori. Sono state, pertanto, sospese 5 attività imprenditoriali, di cui 2 per mancata formazione nei confronti di tre lavoratori di nazionalità indiana, e tre per lavoro nero in quanto occupavano 5 lavoratori irregolari, di cui 2 di nazionalità indiana senza regolare permesso di soggiorno.

In merito poi alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, sono emerse numerose violazioni relative al rischio ed alla prevenzione di infortuni, alla sorveglianza sanitaria ed all’igiene nei luoghi di lavoro; in particolare presso due aziende agricole, è stata contestata l’assoluta mancanza di servizi igienici e di locali idonei ad uso mensa, spogliatoio e riposo sul posto di lavoro.

(Il Faro online)