Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Andare al ristorante al tempo del Covid? Ecco perché i locali sono sicuri

Sara Mirante, titolare di Fattoria Santo Stefano, spiega le accortezze che rendono sicuro mangiare al ristorante

Dopo mesi di paure, una delle cose di cui si sente più il bisogno è concedersi una cena o un pranzo al ristorante, rilassarsi, bere un buon vino, socializzare. Certo, il covid ancora fa sentire la sua ingombrante presenza, e le notizie allarmistiche di questi giorni non aiutano a rasserenare il clima generale. Ma al di là delle voci che si rincorrono, c’è solo una domanda da porsi: se mangiamo “fuori”, siamo al sicuro?

Per capire quali meccanismi anti covid vengano utilizzati nella ristorazione, e quale grado di sicurezza ci sia per gli avventori, abbiamo parlato con Sara Mirante, titolare del ristorante Fattoria Santo Stefano a Fiumicino, via della Muratella.

Cosa si fa per proteggersi e proteggere i clienti?

“Diciamo una cosa in tutta franchezza – spiega Sara – I ristoratori già prima del Covid erano tenuti a rispettare stringenti regole denominate haccp, con una pulizia totale dei locali due volte al giorno con prodotti specificamente testati. Dunque sotto questo punto di vista in realtà, per i ristoratori seri, non è cambiato moltissimo”.

La questione del distanziamento?

“Chi come Fattoria Santo Stefano ha spazi molto grandi ha potuto agevolmente anche adeguarsi alle disposizioni sul distanziamento e offrire, peraltro, spazi esterni a chi non aveva il green pass. Ma a prescindere da Fattoria Santo Stefano, un po’ tutti i ristoratori si sono dovuti adeguare alle norme sulla capienza, lasciando il giusto distanziamento tra i tavoli”.

Il ricircolo dell’aria?

“Dipende dai locali. Fattoria Santo Stefano ha locali molto ampi, grandi vetrate e soffitti alti, dunque il ricircolo è garantito dal normale, benché studiato, ricircolo con sistematiche aperture delle finestre. Chiaro che ristoranti più piccoli abbiano bisogno di un sistema di areazione ad hoc per garantire il continuo accesso di aria pulita dall’esterno e di espulsione dell’aria interna.

Possiamo mangiare in sicurezza, dunque?

Certamente si. Il distanziamento tra i tavoli è studiato, la pulizia costante, l’accesso contingentato, la sanificazione presente con dosatori di disinfettante ovunque e, non dimentichiamolo, ognuno resta sostanzialmente al proprio posto. Al ristorante c’è una vera sicurezza studiata nei dettagli, non certo – fatemi essere un po’ polemica – sugli autobus, dove nessuno controlla e non ci sono distanze di sicurezza”.

Qualche raccomandazione finale?

“Sì, soprattutto a chi viene al ristorante col green pass. Avere il foglio verde non significa essere immuni né poter contravvenire alle regole, alzandosi senza indossare la mascherina, ad esempio. Se un ristoratore chiede il rispetto delle regole, non è per vessare chi vuole rilassarsi, ma per garantire a lui e agli altri la possibilità di continuare a vivere il momento del pranzo o della cena fuori in totale sicurezza”.