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Concessioni balneari ad Ostia, Falconi sospende i bandi del M5S: “Fatti male, si rischiano ricorsi a raffica”

La decisione è stata presa alla luce della sentenza del Consiglio di Stato. Ma il M5S non si arrende: "Non consentiremo un ritorno al passato"

Ostia – Dopo lo stop del Consiglio di Stato alla proroga delle concessioni balneari (leggi qui) è arrivato, ad Ostia, anche quello del Municipio X ai bandi per l’affidamento di alcuni degli stabilimenti del litorale (leggi qui).

mario falconi

Il minisindaco Mario Falconi ha infatti deciso di sospendere in autotutela i bandi con cui l’Amministrazione M5S, in linea con la direttiva europea Bolkenstein, aveva messo a gara un totale di 46 concessioni balneari in scadenza nel 2020.

Le graduatorie – da cui è risultato che per ben 13 concessioni non è stata avanzata alcuna offerta – sono state pubblicate nel mese di ottobre scorso, e i vincitori erano in attesa di poter subentrare ai vecchi concessionari (cui era stata concessa una proroga “tecnica” fino a marzo 2022 per poter sopperire ad eventuali irregolarità edilizie e di altra natura).

A cambiare le carte in tavola è però arrivata la sentenza del Consiglio di Stato, che ha stabilito che le concessioni balneari attualmente assegnate non potranno in alcun modo – neppure per via legislativa – essere prorogate oltre il 31 dicembre 2023, riaprendo il settore alle regole della concorrenza e mettendo in seria difficoltà il Municipio X, che era in procinto di assegnare quelle scadute lo scorso anno ai nuovi affidatari.

“Questa decisione non è stata presa contro o a favore di qualcuno, ma soltanto per non far rischiare nulla al Municipio X”, spiega il presidente Falconi ai microfoni de ilfaroonline.it. “Ho sempre detto che ciò che è stato fatto dalla vecchia giunta municipale sarà conservato, ma questi bandi, che sono stati studiati da me e dai miei legali, avevano già in itinere dei problemi di compatibilità, di regolamento”.

“Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato – racconta Falconi – abbiamo quindi deciso di fare non un annullamento, ma una sospensione in autotutela, demandando poi all’avvocatura del Comune di Roma la decisione finale“.

“Io credo che abbiamo fatto bene, anche perché siamo stati praticamente messi in mezzo – dice -: da una parte o dall’altra ci sarebbero comunque stati dei ricorsi e con questa decisione, che penso sarà confermata dal Campidoglio, il Municipio rischia, al massimo, di risarcire pochissime spese legali”.

Il M5S: “Noi non ci arrenderemo”

Nel frattempo, il M5S ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di arrendersi, e anzi di voler agire per vie legali (leggi qui). Con la sospensione dei bandi, infatti, i vecchi affidatari – la cui concessione è scaduta nel 2020, e quindi già un anno fa – potrebbero riuscire a mantenerla fino alla fine del 2023, “guadagnando”, di fatto, tre anni in più rispetto a quelli previsti.

“Non consentiremo un ritorno al passato”, hanno detto i consiglieri municipali Alessandro Ieva, Giuliana Di Pillo e Silvia Paoletti. “Ci appelleremo alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Due anni di commissariamento non andranno buttati al vento“.

“Se in Campidoglio non approvano il Piano di Utilizzazione degli Arenili e non avviano le gare europee si rischia che, dal 1 gennaio 2024, gli stabilimenti senza nuovi concessionari cadano nel degrado e che vengano compromessi i servizi già dalla prima stagione balneare”, sottolinea Ieva, ex vicepresidente del Municipio X, a ilfaroonline.it. “Avevo chiesto a Falconi di sollecitare Gualtieri, ma la maggioranza municipale non ha voluto calendarizzare questa mia risoluzione. Si prenderanno le loro responsabilità davanti alla legge e ai cittadini“.

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