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Cipro, il Papa agli ortodossi: “Basta assecondare l’inconciliabilità delle differenze” foto

Francesco: "Auspico di cuore che aumentino le possibilità di frequentarci, di conoscerci meglio, di abbattere tanti preconcetti e di porci in docile ascolto delle rispettive esperienze di fede"

Nicosia – Al via il secondo giorno di viaggio apostolico a Cipro. Il Papa, lasciata la Nunziatura Apostolica di Nicosia, si è trasferito in auto all’Arcivescovado Ortodosso di Cipro per la Visita di cortesia a Sua Beatitudine Chrysostomos II. Dopo la presentazione delle rispettive Delegazioni e l’incontro in privato e, dopo aver firmato il Libro d’Onore, Francesco si recherà nella Cattedrale Ortodossa per incontrare il Santo Sinodo.

“La Turchia ci ha ferocemente attaccati e ha sequestrato il 38% della nostra patria con la forza delle armi, i suoi abitanti vennero espulsi con la lancia e il fuoco, furono portati via dalle loro case paterne. I santuari del Signore ’sono stati dati alle fiamme… hanno profanato e demolito la dimora del Tuo nome'”, dice  Chrysostomos IIdurante l’incontro con il Sinodo ortodosso alla presenza del Pontefice.

“Da allora, la Turchia ha sviluppato un piano di pulizia etnica anche nella nostra Cipro – prosegue -. I 200mila abitanti cristiani che sono stati espulsi dalle loro case paterne con incredibile barbarie sono stati sostituiti da più del doppio dei coloni che sono arrivati dalle profondità dell’Anatolia, distruggendo, così, la nostra cultura classica formata da tempi immemorabili. Hanno mandato in rovina quella cultura dinanzi alla quale, durante il II secolo a.C., i romani si avvicinarono con timore reverenziale e ammirazione, e che non solo rispettarono, ma assimilarono anche, dando origine alla cultura greco-romana, sulla quale si costituì la successiva cultura europea”.

“La grazia di essere qui mi fa venire alla mente che abbiamo una comune origine apostolica”, la risposta di Francesco, che riporta il dialogo sul piano teologico. “Mi piace così vederci in cammino sulla stessa strada, in cerca di una sempre maggiore fraternità e della piena unità”, spiega.

“Come Cattolici, desideriamo vivere nei prossimi anni, riscoprendo la dimensione sinodale, costitutiva dell’essere Chiesa. E in ciò sentiamo il bisogno di camminare più intensamente con voi, cari Fratelli, che attraverso l’esperienza della vostra sinodalità potete davvero aiutarci. Auspico di cuore che aumentino le possibilità di frequentarci, di conoscerci meglio, di abbattere tanti preconcetti e di porci in docile ascolto delle rispettive esperienze di fede”.

Quindi, l’appello all’unità: “Non lasciamoci paralizzare dal timore di aprirci e di compiere gesti audaci, non assecondiamo quella ‘inconciliabilità delle differenze’ – esorta – che non trova riscontro nel Vangelo! Non permettiamo che le tradizioni, al plurale e con la ’t’ minuscola, tendano a prevalere sulla Tradizione, al singolare e con la ’T’ maiuscola. Essa ci esorta a imitare Barnaba, a lasciare quanto, anche buono, può compromettere la pienezza della comunione, il primato della carità e la necessità dell’unità”.

“Non mancano anche oggi falsità e inganni che il passato ci mette davanti e che ostacolano il cammino”, ricorda il Pontefice. “Secoli di divisione e distanze ci hanno fatto assimilare, anche involontariamente, non pochi pregiudizi ostili nei riguardi degli altri, preconcetti basati spesso su informazioni scarse e distorte, divulgate da una letteratura aggressiva e polemica. Ma tutto ciò distorce la via di Dio, che è protesa alla concordia e all’unità”.

“Cari Fratelli, la santità di Barnaba (il santo patrono di Cipro, ndr) è eloquente anche per noi! Quante volte – continua – nella storia tra cristiani ci siamo preoccupati di opporci agli altri anziché di accogliere docilmente la via di Dio, che tende a ricomporre le divisioni nella carità! Quante volte abbiamo ingigantito e diffuso pregiudizi sugli altri, anziché adempiere all’esortazione che il Signore ha ripetuto specialmente nel Vangelo scritto da Marco, che fu con Barnaba su quest’isola: farsi piccoli, servirsi gli uni gli altri”.

“Se lasciamo da parte teorie astratte e lavoriamo insieme fianco a fianco, ad esempio nella carità, nell’educazione, nella promozione della dignità umana, riscopriremo – rimarca Francesco – il fratello e la comunione maturerà da sé, a lode di Dio. Ognuno manterrà i propri modi e il proprio stile, ma con il tempo il lavoro congiunto accrescerà la concordia e si mostrerà fecondo. Come queste terre mediterranee sono state abbellite dalla lavorazione rispettosa e paziente dell’uomo, così, con l’aiuto di Dio e con umile perseveranza, coltiviamo la nostra comunione apostolica!”.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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