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Parchi pubblici ad Ardea, l’altra verità: parla l’associazione Centro Hygge

Dopo le accuse della maestra di Ardea al Centro Hygge, la Presidente dell'associazione risponde: "Ecco perché le abbiamo fatto un esposto"

Ardea – “Le bugie non si dicono. Non si paga per entrare nel parco”. Così in una nota la presidente del Centro Hygge, Jlenia D’Andrea, risponde ai cittadini che in questi giorni hanno accusato l’associazione di aver chiesto dei soldi per entrare al parco di via Reno.

Lamentele che vanno avanti da mesi e che sono arrivate anche al Sindaco, il quale ha ribadito a tutti i cittadini l’accesso gratuito al parco (leggi qui), anche durante l’ultimo consiglio comunale (leggi qui). L’ultima denuncia su Facebook è stata quella di una maestra di Tor San Lorenzo, alla quale, secondo il racconto, sarebbero stati chiesti 210 euro per entrare nel parco di via Reno con degli studenti (leggi qui).

Il Centro Hygge ha risposto alle accuse e ha raccontato a ilfaroonline.it quello che è successo in questi giorni all’entrata del parco: “Purtroppo la maestra ha avuto davanti a persone dell’associazione, bambini e genitori atteggiamenti poco educati, molto prepotenti e diffamatorie nei confronti dell’associazione. La maestra è entrata gratuitamente al parco, nessuno le ha mai chiesto soldi per entrare”.

Secondo il racconto del Presidente dell’associazione, la maestra avrebbe chiesto informazioni sul tesseramento in un secondo momento e solo dopo essere entrata gratuitamente nel parco: “Le ho spiegato che l’ingresso era gratuito, bastava rilevare la temperatura, igienizzarsi le mani e che in più l’associazione proponeva un tesseramento di pochi euro l’anno per usufruire di alcuni servizi e accessori aggiuntivi messi a disposizione dall’associazione stessa ma lei ha cominciato ad alzare la voce”, ha spiegato Jlenia D’Andrea.

“In più di un’occasione si è presentata al parco con più di 15 minori ed è entrata senza voler dare i nominativi dei bambini, nonostante ci sia un’emergenza anti-Covid, nonché avendo nessuna delega per gli stessi da parte dei genitori di frequentare il parco pur essendo minori e non essendo lei il genitore. La sorveglianza dell’area, la segnalazione all’Amministrazione Comunale di eventuali problemi e necessità di intervento, gestione e regolamentazione degli accessi all’ area (solo per le aree dotate di chiusura e con orario di accesso) è attività specifica affidata ai gestori”.

“Ricordiamo che c’è una normativa che stabilisce che i minori debbano essere accompagnati da un genitore o un adulto responsabile delegato. La normativa non è stata scritta da noi”.

La maestra avrebbe anche ricevuto un esposto dai gestori del parco: “E’ stata più volte invitata a rispettare le regole – continua D’Andrea – ma ha aggredito verbalmente una collaboratrice dicendole davanti a tutti, di riferire di prendere persone più qualificate, denigrando così la stessa, che cercava di farle capire le regole del parco e della buona educazione. Alla maestra in questione nessuno ha chiesto tesseramenti per entrare ma lei ha continuato a divulgare che per entrare si dovesse pagare”.

“Ormai è un giochino anche politico che già conosciamo – prosegue D’Andrea -. Vorremmo anche sottolineare che la stessa si è introdotta in alcuni spazi interdetti, non accessibili ai fruitori, per motivi di sicurezza e di lavori vari, regolarmente segnalati dal divieto di accesso, dove c’erano stati dei lavori ed ha scattato foto per poi divulgarle sui gruppi dei social, commentando in modo negativo il ns operato e ha registrato le conversazioni delle persone all’interno del parco ed ha minacciato di divulgarle in modo specifico quando in più di un’occasione si è tentato di informarla sul rispetto delle regole all’interno del parco”.

“Non solo, la persona in questione ha occupato un’intera area per fini personali, allontanando una bambina che si era introdotta nello stesso spazio per giocare e che si è allontanata piangendo. Questo è molto triste. Purtroppo abbiamo forte motivazione ormai di credere che il volerci screditare è all’ordine del giorno. Probabilmente per altri fini”.

“L’esposto le è stato fatto per questo motivo, per invitarla a un comportamento più educato e civile e non come va dicendo in giro perché fa domande sui parchi anche perché non abbiamo nulla da nascondere. Non siamo noi che andiamo in giro a raccontare favole di fantascienza! Abbiamo di meglio a cui pensare”, conclude il Presidente.

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