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Giuseppe Conte è senza stipendio: “Sono mesi che non prendo una lira”

L'ex premier: "Ho chiuso l'ufficio, riscosso le fatture e vivo con quello che avevo da parte"

Roma – “Se prendo uno stipendio? Sono vari mesi che sono in aspettativa, non prendo una lira e sono mesi che non faccio l’avvocato, perché non voglio mischiare affari e politica”, dice, ospite ad Atreju 2021, il leader M5S Giuseppe Conte. “Ho chiuso il mio ufficio, ho riscosso le fatture e vivo con quello che avevo da parte”, ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio. “Da quando ho assunto questa responsabilità – ha rimarcato Conte – ho tirato una linea”.

“Basta crisi al buio, serve stabilità governo”

“Non possiamo avere governi che durano un anno. La stabilità è un valore che rafforza il sistema politico e ci rende più competitivi”, dice aggiunge il leader M5S. “Basta crisi al buio”, rimarca l’ex premier.

“Lancio io una petizione: firmiamo la proposta” per introdurre la “sfiducia costruttiva. Senza modificare in modo impegnativo l’assetto costituzionale, che richiederebbe un consenso ampio, introduciamo una norma per cui crisi al buio di governo non se ne fanno più, come in Germania. Due, potremmo introdurre un altro correttivo: si prende la fiducia a Camere congiunte. Terzo, possiamo ragionare sulla possibilità per i presidenti del Consiglio di revocare i ministri che perdono la fiducia del premier. Sono piccoli correttivi, possiamo attuarli da subito con poco”, aggiunge l’ex premier.

Andare al voto? “Gli elettori devono votare ma una volta usciti da un contesto di emergenza”, dice ancora ad Atreju il leader M5S, che prosegue: “Non mi auguro una legislatura dove si vada a votare ogni anno”. E sulle primarie di coalizione nel centrosinistra, “a tempo debito -spiega – decideremo il criterio migliore per la scelta del leader, mi sembra prematuro adesso. Ma non mi spaventa l’ipotesi”.

Questo è un governo, spiega, “che noi sosteniamo in modo leale e costruttivo. Non avrei messo da parte il piano di digitalizzazione per la Pa”, osserva l’ex presidente del Consiglio. “Il cashback – ha spiegato Conte – ci ha consentito di riaprire i negozi, altrimenti saremmo stati tutti a comprare sulle piattaforme online”.
Sulla legge elettorale, continua Conte, “la mia opinione è che non esiste la legge elettorale ideale, la migliore in astratto. La legge elettorale interpreta il momento storico che vivi e deve essere confezionata sulle sensibilità di quella fase storica. Anche nel centrodestra ci sono diverse sensibilità, sì come nel centrosinistra. Il modo migliore di affrontare questa fase è con un proporzionale” che abbia una “soglia di sbarramento al 5%”.

Sulla candidatura nel collegio Roma 1, “Letta – spiega – ha fatto un gesto di cortesia, non credo ci sia rimasto male”, sottolinea, tornando sulla sua scelta di rinunciare alla candidatura per le suppletive alla Camera. Il segretario dem “ha fatto in modo molto cortese questa proposta, gli ho espresso le mie perplessità”, ha spiegato il leader M5S.
Per il Quirinale, continua il leader M5S, “vogliamo una personalità di alto profilo morale, che ci renda orgogliosi di essere rappresentati dal garante dell’unità nazionale? Se vogliamo questo, più la discussione è ampia, aperta a tutte le forze politiche, più avremo la garanzia che il livello di rappresentanza sarà più elevato anche sul piano morale”. Un Capo dello Stato che non sia di centrosinistra? “Non è scritto da nessuna parte che un Presidente della Repubblica debba essere di una determinata provenienza o di un’area politica particolare”, aggiunge.
Il presidenzialismo? “Non credo che in questo momento ci sia la possibilità di dare vita a una fase costituente con delle riforme così importanti”, dice ancora Conte, che in merito alla proposte di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni sul presidenzialismo, proposta per la quale Fdi sta raccogliendo le firme, spiega: “Ho ascoltato di questa petizione, ma non credo che in questo momento ci sia la prospettiva di dare vita ad una fase costituente per delle riforme così importanti”.

“Se ho problemi con Calenda e Renzi? No, sono loro che hanno problemi”, replica Conte, che dal palco legge in diretta un tweet del leader di Azione: – “Ogni 5S dovrebbe restare fuori da qualsiasi incarico superiore alla vendita di lattine di chinotto allo stadio. E mi impegnerò attivamente per conseguire questo risultato -. “Io – commenta quindi – non mi proporrei mai di distruggere Fratelli d’Italia”, ha replicato il leader M5S.

Berlusconi ha fatto cose buone? “Nel 1994 ha avuto la capacità di interpretare il sentimento di bipolarismo che era latente nel Paese all’esito di Mani Pulite. Forse riconoscerei anche che ha contribuito a spingere partiti che erano più a destra verso una destra più moderna, di governo”, sottolinea. E alla domanda su chi sia il leader del fronte progressista replica: “Mi sembra un po’ prematuro decidere chi sarà il leader. Affrontiamo prima il problema della legge elettorale. Immagino che anche per voi sia un po’ prematuro”. Poi, rivolgendosi a Giorgia Meloni seduta in platea l’ex premier scherza: “Sarai tu la leader (del centrodestra)? Sei già sicura?”.

Sui referendum in materia di giustizia “apriremo una discussione all’interno del Movimento. Alcuni potrei sottoscriverli anche io ma quello che non mi piace dell’impianto complessivo dei referendum, è che mi sembra ci sia una sorta di rivalsa da parte del potere politico nei confronti di quello giudiziario”, sottolinea. (fonte Adnkronos)