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Avvistamento Ufo: cosa volò sopra il Vaticano nel 1954?

L'analisi di un vecchio avvistamento: il console Perego vide una croce in cielo sopra il Vaticano. Cosa c’era di vero?

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Uno degli avvistamenti più famosi avvenuti in Italia è stato quello delle formazioni di dischi volanti osservati mentre componevano una croce sopra il Vaticano, il 6 ed il 7 novembre 1954, da parte di Alberto Perego, ex console italiano in Asia ed in America Latina, ma a quei tempi epurato e impiegato presso una fabbrica di acque minerali e bibite. Proprio quegli avvistamenti ne fecero uno studioso di dischi volanti, forse il primo che raggiunse in Italia una certa notorietà dopo aver creato il CISAER (Centro Italiano Studi Aviazione Elettromagnetica).

Tutto questo cominciò proprio con la sua esperienza personale, iniziata dal cortile interno della fabbrica, poi proseguito sul terrazzo della “Chinotto Neri”, che riportiamo con le sue parole: “Il 6 novembre, alle 11 del mattino mi trovavo nel quartiere del Tuscolano allorché vidi apparire di nuovo nel cielo i famosi punti bianchi. Attorno a me alcune persone li vedevano ed altre non ci riuscivano. Salii allora sulla terrazza di un edificio per osservare il cielo con attenzione. Vi rimasi sino alle 13, affascinato da quello che non esito a definire lo spettacolo più emozionante della mia vita. […] Ad un certo punto, verso mezzogiorno, vidi una grande formazione a “V” di venti apparecchi – era la prima volta che ne vedevo una tanto grande – avanzare da est verso Ostia. Quasi subito ne vidi un’altra identica che veniva dalla direzione opposta. Le due squadriglie avanzarono rapidamente facendo anche convergere le punte delle due “V” allargate, così da formare una croce greca di venti apparecchi per ogni braccio della croce. Tutto ciò accadeva in direzione di Trastevere e di Monte Mario ad una quota assai elevata (probabilmente di 8000 m). La croce conservò la sua forma per meno di un minuto: poi si scompose in due lunghi serpenti che presero direzioni opposte. Questa manovra mi fece un’enorme impressione, forse anche perché questa croce mi ricordò che il Vaticano si trova in quella direzione. E pensai che con questa manovra i misteriosi apparecchi avevano certamente “voluto” farsi notare.”

In seguito, su vari giornali apparvero ricostruzioni grafiche un po’ esagerate di queste squadriglie di dischi, ritratti proprio sulla verticale del Cupolone, a mo’ di messaggio alla cristianità, e quella è l’immagine che rimane vivida nelle menti di chi si è occupato anche marginalmente di ufo in seguito. Su suggestione dello stesso Perego, i giornali e poi non pochi autori ipotizzarono che le varie figure apparse sui cieli della capitale avessero un significato relativo al futuro del pianeta, un avvertimento a non usare la bomba atomica o qualche altro cattivo auspicio per la razza umana. Le tensioni della guerra fredda e le varie implicazioni politiche di quel periodo prendevano spesso il sopravvento sulla razionalità, e perfino la fantascienza ne veniva influenzata (basti ricordare il film “Ultimatum alla Terra”, dove un disco volante atterra per ammonire l’umanità contro il rischio di una guerra nucleare).

Per quanto possa sembrare incredibile, fino a poco tempo fa non era mai stata fatta un’indagine su quel clamoroso avvistamento (in realtà una piccola serie di avvistamenti nell’arco di più giorni, cosa che avrebbe già dovuto far riflettere). Era un tipico esempio dell’”ufologia parlata”: una bella storia ripetuta a pappagallo senza verifiche da generazioni di appassionati, e lo è ancora per non pochi che continuano a raccontare di quella formazione a croce sopra la basilica di San Pietro. Solo recentemente, nell’ambito di un più ampio lavoro di rivisitazione della “grande ondata di avvistamenti nel 1954” (che ha portato alla pubblicazione di due corposi libri a firma di Giuseppe Stilo, intitolati “Il quinto cavaliere dell’Apocalisse”), 60 anni dopo i fatti, qualcuno (il socio del CISU Edoardo Russo) si è preso la briga di fare quello che nessuno aveva fatto prima: andare sul posto nello stesso periodo dell’anno, alla stessa ora, per vedere i luoghi, fotografare le visuali, misurare angoli e direzioni, per rispondere a qualche semplice domanda che ogni indagatore UFO dovrebbe porsi in ogni inchiesta. Quanta parte del cielo era visibile dall’interno del cortile? Quanto si vedeva il Cupolone dalla fabbrica al Tuscolano? Le direzioni indicate da Perego erano coerenti con la sua interpretazione? Quale era la posizione del Sole rispetto ai luoghi?

Oggi al posto di quella vecchia fabbrica c’è un pensionato universitario, ma la strada, i colli, la ferrovia sono ancora quelli. L’accesso al pensionato non è consentito agli estranei, quindi non è stato possibile prendere foto e misure dal cortile o salire sul terrazzo. Ma fare foto dell’edificio e misurare altezze, distanze e direzioni sì. I mezzi tecnologici e matematici a disposizione ci permettono oggi di verificare anche indirettamente quelle vecchie affermazioni. Un altro socio del CISU, Goffredo Pierpaoli, controllando gli angoli e le altezze e verificando tramite Google Maps l’orizzonte visibile, è arrivato alla conclusione che la cupola da quella posizione sarebbe stata piccolissima e comunque non era proprio visibile per gli ostacoli orografici ed urbanistici.

In effetti Perego non raccontò di aver visto la croce in cielo sopra San Pietro, ma in direzione approssimativa di Trastevere e del Vaticano. Però nei suoi libri pubblicò lui stesso ricostruzioni grafiche in cui l’accostamento era falsamente palese, e non ebbe nulla da eccepire sui fotomontaggi con i quali le riviste popolari illustrarono il suo avvistamento in stile “Independence Day”. E così i suoi epigoni.
Ma torniamo ai fatti come lui stesso li descrisse “a caldo”, pochi giorni dopo, su un quotidiano romano:
due “formazioni a V” di puntini bianchi appena visibili nel cielo, che si sono brevemente incrociate formando una X, per poi separarsi di nuovo in due serpentine di puntini in allontanamento verso direzioni opposte. Una descrizione che agli abitanti di Roma Capitale fa subito venire in mente qualcosa di preciso, e ne abbiamo già parlato due settimane fa, in un altro articolo dedicato proprio agli “ufo autunnali in formazione”.

Per la verità c’è anche stato chi ha tentato un’altra spiegazione, meno naturale e più “aeronautica”. Due giorni prima, il 4 novembre 1954, a Roma si era celebrata la parata per la festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, come avvenne anche a Trieste che proprio poche settimane prima aveva visto la parte A della città passare finalmente dall’amministrazione militare alleata a quella italiana. Qualcuno si è, quindi, posto la domanda se ancora nei giorni successivi nei dintorni di Roma ci fosse qualche movimento di aerei.
Ma i ben noti “stormi di storni” sono probabilmente più che sufficienti a render conto di quanto descritto (con notevole precisione, tutto sommato) da quell’illustre testimone. Qualunque manuale di indagine insegna infatti a separare i fatti dalle opinioni, il contenuto delle descrizioni testimoniali dalla loro interpretazione, sia pure quella del testimone stesso.

Se osservate una luce o un qualcosa in cielo che, in tutta coscienza, non riuscite a spiegarvi, inviate una mail a misteri@ilfaroonline.it e mettetevi in contatto con il Cisu, al sito www.cisu.org oppure all’indirizzo www.ufotuscia.it

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