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Roma, assembramenti e clienti senza mascherina: bar sequestrato

Sospesa anche l'attività di un fast food, non venivano effettuare le sanificazioni del locale e accertato il possesso del green pass dei clienti

Roma – Sono stati implementati, con ordinanza del Questore di Roma, recependo le indicazioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, i servizi di controllo del territorio della Polizia di Stato per la verifica del green pass e il rispetto della normativa anti covid, nonché per la prevenzione e la repressione dei reati su tutta la capitale.

A tal fine gli agenti del I Distretto Trevi Campo Marzio, nella serata di ieri, in collaborazione con un equipaggio della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, tre equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e un equipaggio Polizia Locale, hanno effettuato un servizio di Alto Impatto Distrettuale, concentratosi soprattutto nella zona della movida del centro della capitale.

Le criticità più rilevanti sono state riscontrate in un bar all’interno del quale la quasi totalità degli avventori, tra l’altro in numero superiore alla capienza massima consentita, è stata trovata senza mascherina. Per aver violato gli art 68 e 80 del T.U.L.P.S il titolare è stato denunciato e il locale sottoposto a sequestro, inoltre per le violazioni amministrative contestate sono state elevate sanzioni per 4500 euro. In uno degli altri esercizi commerciali controllati sono state riscontrate altre violazioni in tema di normativa anti-pandemica.

In Piazza Grazioli poi gli agenti del I Distretto Trevi Campo Marzio hanno sorpreso una donna cedere una dose di cocaina ad un cliente. Perquisita la 33enne romana è stata trovata in possesso di 35 piccoli involucri di cellophane contenenti cocaina, oltre a 610 euro in contanti in banconote di vario taglio, mentre altri sette involucri sono stati sequestrati all’acquirente. La successiva perquisizione dell’abitazione ha portato al rinvenimento e sequestro di un bilancino di precisione e materiale da confezionamento.

In questa fase dell’attività sono state controllate 121 persone e 9 veicoli.

Contestualmente, personale del I Distretto, della Sezione Operativa e pattuglie di Polizia di Roma Capitale, ha svolto ulteriori servizi presso Piazza Campo De’ Fiori e zone limitrofe finalizzati a verificare la corretta applicazione della vigente normativa anti Covid attraverso il distanziamento fisico, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, nonché la prevenzione di eventuali assembramenti.

In loco si è constatata la presenza di numerosi nuclei familiari, piccole comitive e gruppi di turisti che non creavano alcun problema di ordine pubblico, motivo per il quale non si è ritenuto necessario procedere alla chiusura e limitazione del transito pedonale e veicolare attraverso la predisposizione di appositi varchi di ingresso ed uscita. Si è proceduto, al termine del servizio, alla identificazione di 154 persone con il relativo Greenpass, al controllo di 10 controlli esercizi commerciali e sono state effettuate 12 sanzioni al Codice della Strada.

In concomitanza ulteriori controlli sono stati effettuati da parte del personale della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Roma che, nella sola giornata di venerdì, ha effettuato diversi controlli ad attività di ristorazione, interessando varie zone della Capitale.

Di particolare rilievo l’intervento effettuato in Via Pinturicchio presso un locale di una famosa catena di fast food, molto frequentato da persone di ogni età, dove il titolare non provvedeva al rispetto della normativa per il contenimento del diffondersi del Covid 19.

In particolare, oltre a non effettuare le prescritte sanificazioni del locale, non veniva accertato il possesso del green pass da parte dei clienti.

Infatti all’interno, seduto al tavolo ed intento alla consumazione, veniva identificato un cittadino straniero privo di green pass, opportunamente sanzionato per euro 400.

Il titolare veniva altresì sanzionato per 800 euro e veniva comminata la sospensione dell’attività per due giorni.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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