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Roma-Lido, le stazioni di Ostia si preparano a riaprire. Tra foschi presagi

Dal 31 dicembre dovrebbe tornare attiva la tratta Eur Magliana-Cristoforo Colombo, ma ce ne sono le condizioni? Le risposte della politica

Ostia – Stando a quanto annunciato da Atac, le stazioni di Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo riapriranno il prossimo 31 dicembre (leggi qui). Sarà il primo passo verso la fine di un incubo durato quasi quattro mesi (leggi qui) e reso inevitabile dall’esiguo numero di treni attualmente a disposizione della Roma-Lido. Ma siamo davvero sicuri che ce ne siano le condizioni?

Come già notato da ilfaroonline.it (leggi qui), infatti, i tre convogli rimasti sui binari del “trenino” e i problemi strutturali dell’intera ferrovia (a partire dalla linea elettrica aerea) non sembrano poter garantire tra appena 10 giorni un vero ripristino del servizio, al momento limitato alla tratta Eur Magliana-Lido Centro (leggi qui) e con tempi d’attesa che superano, spesso e volentieri, i 35 minuti (leggi qui).

Anzi: la situazione attuale potrebbe addirittura aggravarsi, perché percorrere una tratta più lunga con lo stesso numero di treni a disposizione significa abbassare – e non di poco – la frequenza, rendendo inevitabile il sovraffollamento dei vagoni e, quindi, il mancato rispetto delle norme anti-Covid.

“Già adesso né sulle navette né sui treni si rispettano le distanze di sicurezza“, sostiene Alessandro Ieva, ex vicepresidente e oggi capogruppo del Movimento 5 Stelle in X Municipio. “E’ assurdo – dice – chiedere il green pass per salire sui mezzi pubblici e poi costringere le persone a strizzarcisi dentro. Se i tempi di percorrenza della Roma-Lido aumenteranno, aumenterà anche il rischio, che già c’è ma potrebbe diventare esponenziale”.

“Se non aumentano i treni – continua Ieva -, i tempi d’attesa saranno elevatissimi. Aspetteremo i due treni promessi per gennaio da Patanè (leggi qui), ma è chiaro che la Regione Lazio, a cui sarebbe dovuta spettare la manutenzione dei convogli (leggi qui), abbia grandi responsabilità in tutto questo. Come si fa a parlare di transizione ecologica se poi è questo lo stato dei mezzi pubblici?”.

“Il male minore, adesso, è prenderli in prestito da metro A e B e dal deposito di Magliana, riadattandoli, come sostiene il Comitato pendolari Roma-Ostia (leggi qui). Servirebbe comunque meno tempo che per realizzare il famoso progetto ‘Metromare’ di Zingaretti (leggi qui)”.

Ed è d’accordo Pietro Malara, capogruppo di Fratelli d’Italia, che a ilfaroonline.it spiega: “Stiamo scontando adesso quanto non è stato fatto negli ultimi anni, e non si possono chiedere ai 90mila passeggeri della Roma-Lido altri due o tre anni di calvario“, dice riferendosi al cronoprogramma presentato dalla Regione, che prevede una messa a regime del “trenino” soltanto nel 2024.

“La soluzione su gomma non è assolutamente un’alternativa valida: le navette, oltre ad essere affollatissime, restano imprigionate nel traffico, con tempi di percorrenza inaccettabili. Capiamo e condividiamo l’importanza di riaprire una stazione come Stella Polare, che è la stazione del CTO e del Grassi, ma al momento non ci sono le condizioni per farlo”.

“Aspetteremo il 7 gennaio, ma se per allora non arriveranno i treni promessi dal Campidoglio siamo già pronti a mobilitarci e, se necessario, a chiedere un altro Consiglio straordinario, come abbiamo già fatto”.

“Abbiamo seri dubbi che le cose possano veramente cambiare da gennaio. Speriamo di essere smentiti – continua Malara -, ma non mi sembra realistico. Fino ad oggi abbiamo sempre assistito al rimpallo di responsabilità fra Comune di Roma e Regione Lazio, ma voglio vedere con chi se la prenderanno adesso che sono dello stesso colore politico. Il problema, in tutto questo, è che a rimetterci sono solo e soltanto i cittadini”.

Non è più ottimista Monica Picca, capogruppo della Lega nel X Municipio, secondo cui il guasto di lunedì scorso (leggi qui) è “l’ennesimo disagio alla cittadinanza“, che “è dovuta ricorrere alle navette sostitutive, una soluzione che ha generato ressa e affollamenti”.

“Tra promesse della Regione Lazio, ipotetici impegni del Campidoglio e grande silenzio dell’Amministrazione del Municipio X, prosegue il caos infinito di una linea che dovrebbe essere strategica sia per Roma che per Ostia“, attacca. “Una ferrovia – sottolinea Picca – che, invece di essere valorizzata e ammodernata a beneficQuellio anche del turismo culturale e dell’area archeologica del nostro territorio, viene abbandonata da chi governa la Capitale, il Municipio X e la Regione Lazio”.

Secondo Marco Possanzini, invece, il fatto che il Partito democratico governi ora in Regione, Campidoglio e Municipio X costituisce un’occasione importante, che non può essere sprecata: “Se non riusciamo adesso a dare le risposte ai cittadini – dice il capogruppo di Sinistra Civica Ecologica a ilfaroonline.it -, non ci riusciremo mai. E’ giunto il momento che Comune e Regioni tornino a dialogare, visto che in questi ultimi anni non lo hanno mai fatto”.

“Quella in cui ci ritroviamo è una situazione che era prevedibile, e stiamo scontando un ritardo di anni e anni nel metter mano a treni e infrastrutture. Mi rendo conto che riaprire le stazioni con lo stesso numero di treni a disposizione non sarà il massimo, ma è anche vero che dobbiamo dare risposte immediate ai cittadini, il cui diritto alla mobilità è stato messo troppo a lungo in discussione”, sostiene Possanzini.

“L’arrivo dei due treni promessi dall’assessore capitolino ci permetterà di tirare il fiato e di affrontare con grande determinazione tutto quello che dovremo fare dopo. Perché sì, di cose da fare ce ne sono tantissime e due treni non bastano di certo, ma intanto il pane si fa con la farina che c’è in dispensa”.

“Io sono fiducioso perché adesso, per la prima volta, i cittadini potranno sedere al tavolo con chi prende le decisioni“, spiega riferendosi alla costituzione, in Municipio X, di un osservatorio permanente sulla Roma-Lido, a cui prenderà parte anche il Comitato pendolari Roma-Ostia (leggi qui). “Fino ad oggi i cittadini sono sempre stati tagliati fuori, ma ora diventeranno un continuo stimolo per lavorare”.

Anche Leonardo Di Matteo, consigliere dem e presidente della Commissione Lavori Pubblici e Mobilità, è certo che le cose possano presto cambiare in meglio. “Proprio questa mattina – rivela – con il presidente Mario Falconi abbiamo scritto una lettera con cui chiediamo alla Regione e al Campidoglio di fissare un incontro per discutere il documento stilato durante il Consiglio straordinario sulla Roma-Lido, che è frutto del lavoro di tutti, maggioranza e opposizione”.

Tra i punti più urgenti, spiega, non ci sono solo i tanti desiderati treni in più, ma anche i lavori alle infrastrutture (scale mobili e ascensori in primis), la progettazione della nuova stazione di Giardino di Roma, il completamento della stazione di Acilia Sud e la realizzazione del ponte ciclopedonale che la colleghi al centro abitato. Tutte opere per cui, chiarisce Di Matteo a ilfaroonline.it, è stato chiesto alla Regione di realizzare un cronoprogramma preciso, così da poter accelerare i tempi.

Ma non è tutto. “Attiveremo con apposita delibera l’osservatorio sulla Roma-Lido, il cui scopo sarà quello di monitorare costantemente il servizio e le infrastrutture della linea. Chiederemo di rimodulare la linea Astral S15, magari da Colombo a Magliana, e faremo commissioni congiunte con la Commissione Mobilità di Roma Capitale, e lavoreremo insieme per il territorio”, annuncia.

Ultimo nodo da sciogliere, la posizione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza nelle ferrovie, che ha “minacciato” di fermare altri 18 treni, tra metro A e B, a cui non sono state fatte le revisioni nei tempi previsti e il cui stop rischia di mettere in ginocchio la metropolitana di Roma. “Speriamo che il Campidoglio, che è tanto che ci sta lavorando, riesca a prendere un accordo con Ansfisa e a dilazionare in più mesi il numero di treni da mandare in revisione. Se così fosse, noi finalmente potremmo avviare l’iter burocratico per chiederne due in prestito per la Roma-Lido, proprio come chiesto dai pendolari”, spiega Di Matteo.

Intanto, dice, Atac non sembra aver fatto passi indietro sulla riapertura delle tre stazioni di Ostia. “L’annuncio della riapertura di Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo era arrivato quando i treni a disposizione erano quattro, ma ora sono solo tre. In ogni caso, però, non ci risultano ripensamenti. Nei prossimi giorni – promette Di Matteo – capiremo meglio cosa succederà“.

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