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Anno 2021: l’addio alla carriera agonistica di Rossi, Pellegrini e Donato

Tre azzurri colonne dello sport italiano hanno conquistato numerosi successi, portando l'Italia a primeggiare nel mondo

Se il 2021 è stato un anno eccezionale dello sport italiano, che ha sancito la padronanza mondiale di quasi tutte le discipline azzurre sulle altre nazioni, è stato anche il momento degli addii di tre campioni straordinari, del panorama olimpico e mondiale.

Valentino Rossi, Federica Pellegrini e Fabrizio Donato hanno lasciato per sempre la carriera agonistica e disegnato passi nuovi lungo la loro strada. Rossi ha lasciato il motociclismo al Gran Premio di Valencia. Uno dei circuito della MotoGp in cui il Dottore numero 46 ha vinto e conquistato titoli (leggi qui). Una carriera lunghissima iniziata nella seconda metà degli anni ’90, quando la rivalità con Max Biaggi riempiva le prime pagine dei giornali e incollava alla televisione gli appassionati di motociclismo. Due miti per l’Italia, un mito per tutta la Nazione proprio Vale Rossi. Pluricampione mondiale e pilota eclettico, comunicativo, veloce, determinato. La sua moto compagna di avventura, quasi come fosse la donna della sua vita, che in verità, in bellezza e sorrisi le darà presto una figlia. Il Dott. Rossi è stato seguito da milioni di tifosi in tutto il mondo. Un patrimonio italiano di valori e di talento da esportare e da coccolare con orgoglio.

Federica Pellegrini (foto@Deepbluemedia)

E un eccezionale orgoglio lo ha continuamente alimentato lei. La Divina. Federica Pellegrini ha lasciato la carriera agli scorsi Assoluti di nuoto (leggi qui). Una coda per lei, rispetto alla definitiva decisione di dire ‘basta’ prima alle Olimpiadi, disputando la quinta finale nei 200 metri stile libero olimpici (che le hanno dato il titolo a cinque cerchi a Pechino nel 2008) e poi all’International Swimming League di Napoli e poi Eindhoven. E’ stata la sua società di appartenza, l’Aniene, ad invitarla a staccare il pass per la nuova vita a Riccione. Lo ha fatto di fronte alla sua famiglia e accanto a Matteo Giunta, suo ormai ex coach ma futuro marito. Tutto lo sport italiano l’ha celebrata con commozione. Una storia d’amore per lo sport azzurro, iniziata nel 2004 alle Olimpiadi di Atene. Federica bimba di 17 anni vinceva la prima medaglia olimpica del record di un’adolescente, che si affacciava al nuoto professionistico con promesse di vittorie e conquiste, ampiamente mantenute. La Pellegrini ha vinto il titolo mondiale nei 400 stile a Roma nel 2009 e poi a Budapest nel 2017 e in Corea del Sud nel 2019, con l’oro iridato nei 200 stile al collo. In mezzo quasi 20 anni di emozioni, trionfi, sofferenze fisiche e psicologiche, ma anche emozioni tangibili vissute. E donate ai suoi tifosi, che nel futuro la vedranno manager degli atleti al Cio e consigliera nella Giunta del Coni. E poi? Poi ecco la leggenda del triplo.

Dopo la leggenda del motociclismo e del nuoto, l’atletica e le Fiamme Gialle si cullano il loro Re dei salti. Fabrizio Donato ha detto ‘addio’ alla carriera agonistica nell’agosto del 2021 (leggi qui), mentre l’Italia trionfava a Tokyo. Al Centro Sportivo della Guardia di Finanza, dove Fabrizio oggi è allenatore di futuri campioni come lui, solo e profondamente emozionato (in attesa della festa di addio tra tifosi e appasionati – il Covid ha fatto la sua parte purtroppo) ha svolto l’ultimo salto, salutando una carriera iniziata nel 1995. Anche lui come Rossi. E come Federica.

Fabrizio Donato con il bronzo a Londra 2012 (foto@Colombo/Fidal)

Quasi 20 anni di trionfi, di salti, di allenamenti, di lacrime versate. Grazie a lui, tanti giovani, oggi atleti (come per la Pellegrini e Vale 46 Rossi), hanno scoperto la disciplina. Tra passi in pedana: hop, step, jump.. che parlano quasi della vita e dei suoi sacrifici verso il traguardo in volo. In volo oltre le paure, acchiappando sogni e applausi. Lo ha fatto Donato. A Londra 2012, la quarta Olimpiade della carriera per lui, è arrivata la medaglia sognata. Il bronzo della gloria. Oggi è accanto agli ori vinti. Due. Uno indoor agli Europei di Torino e uno ‘estivo’ conquistato agli Europei di Helsinki. E tante altre medaglie in bacheca, tra cui l’argento messo al collo nel 2017, da quarantenne e capitano della Nazionale, agli Europei al coperto.

Se lo sport, in questo dicembre 2021, si trova a celebrare le medaglie vinte nell’anno, si scopre anche ammiratore di questi grandi campioni azzurri che hanno dato tanto al mondo a cui appartengono e a cui apparterranno per sempre. I loro nomi negli annali e nella leggenda. Motociclismo, nuoto e atletica. Tre universi in cui un giorno tre ragazzi hanno trovato il loro modo di esprimersi al mondo. tre mondi paralleli, uniti da emozioni e successi. Patrimoni dello sport e dell’umanità: Rossi, Pellegrini, Donato. La formazione delle leggende.

(fotocopertina@Deepbluemedia)

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