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Ostia, annullato il bando delle concessioni balneari: la Raggi insorge, Falconi risponde

L'ex sindaco di Roma: "Senza gare saranno sempre gli stessi a spartirsi le nostre spiagge". La replica di Falconi: "Parentele e clientelismo non si combattono con Determine approssimative"

Ostia – Sul litorale romano tiene banco la polemica sull’annullamento definitivo (leggi qui) del bando con cui l’ex Amministrazione M5S aveva messo a gara 46 concessioni balneari di Ostia scadute nel 2020. La decisione arriva poche settimane dopo la sospensione in autotutela, da parte della giunta Falconi, degli stessi bandi (leggi qui), che lo stesso minisindaco aveva definito “incompatibili”.

Le graduatorie erano state pubblicate nel mese di ottobre scorso, e i vincitori erano in attesa di poter subentrare ai vecchi concessionari (a cui era stata concessa una proroga “tecnica” fino a marzo 2022 per poter sopperire ad eventuali irregolarità edilizie e di altra natura).

Ma la sentenza del Consiglio di Stato (leggi qui), che ha stabilito che le concessioni balneari attualmente assegnate non potranno in alcun modo essere prorogate oltre il 31 dicembre 2023, ha messo in seria difficoltà il Municipio X, che era appunto in procinto di assegnare quelle scadute lo scorso anno ai nuovi affidatari.

Da anni ci battiamo per eliminare vecchi privilegi e aprire il settore alla concorrenza. Senza gare, saranno sempre gli stessi a spartirsi le nostre spiagge. Un’altra occasione persa per raggiungere un punto di equilibrio tra interessi pubblici e interessi privati, pur consapevoli che le concessioni balneari da anni vengono considerate delle proprietà cedibili di generazione in generazione, lasciando terreno fertile alla criminalità”, tuona dalla sua pagina Facebook l’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi.

È una piaga che affligge tutto il Paese tanto che la sentenza del Consiglio di Stato di novembre scorso ha stabilito che dal 1° gennaio del 2024 lo Stato italiano dovrà attenersi alla direttiva Bolkestein e assegnare tutte le concessioni balneari ai privati attraverso gare con regole equilibrate e pubblicità internazionale. Lo scopo di questa direttiva è quello di incentivare la concorrenza senza privilegi. È necessario avviare un confronto a tutti i livelli e su tutto il territorio, tra le forze politiche e gli imprenditori, per migliorare l’uso del demanio pubblico garantendo la legalità. Abbiamo combattuto anni per scalfire questo sistema di parentele e clientelismo e non abbiamo intenzione di cedere. Non si torna indietro”, aggiunge l’esponente del M5S, ricordando che proprio oggi il Governo ha aperto un tavolo tecnico “con l’obiettivo di approdare a un testo di regole condivise entro la metà di gennaio 2022. Oggi al Mise i ministri incontreranno le imprese del settore e i loro sindacati. È di fondamentale importanza che il governo si affretti a realizzare una legge che si accordi con la normativa Bolkestein per evitare che ci sia un arresto degli investimenti e un conseguente blocco del settore causato dall’incertezza normativa”.

“Per poter affrontare le procedure di gare bisogna accelerare la mappatura delle imprese tramite un censimento puntuale delle concessioni per poter distinguere chi opera nella legalità, gestendo le imprese del mare con dedizione al lavoro, dalle storie di criminalità. Il turismo vale un sesto dell’economia italiana, e le concessioni balneari sono un perno importante di questa filiera. Il confronto su questo tema deve essere serrato per ottenere finalmente una legge nazionale sul demanio marittimo che definisca gli equilibri del rapporto tra spiaggia pubblica e spiaggia privata secondo criteri nazionali equi. Le spiagge devono continuare a essere volano dell’economia del nostro Paese“, conclude l’ex prima cittadina della Capitale.

Immediata la replica del nuovo presidente del X Municipio, che così controbatte – sempre sui social – alla Raggi: “Ho sempre dimostrato nella mia carriera professionale come la legalità, rispetto delle regole e meritocrazia siano al centro di ogni mia azione. Sono quindi favorevole ad una gestione trasparente delle concessioni, allo stesso tempo i cittadini e le aziende meritano un’amministrazione competente che sappia stabilire regole chiare!”.

La Determina Dirigenziale ereditata dalla precedente Amministrazione è evidentemente fallace – sottolinea Falconi -, impossibile da porre in esecuzione e portatrice di conseguenze negative per gli interessi della Cittadinanza e del Municipio stesso. L’onorevole Raggi, dimostra di avere male interpretato il tenore delle sentenze nn. 17 e 18 del 9/11/2021 del Consiglio di Stato e di non avere, in alcun modo, ritenuto di leggere il provvedimento della Giunta Municipale sulla quale ha lanciato i suoi strali”.

“Ove lo avesse fatto, la consigliera comunale avrebbe preso atto che il Bando da lei difeso – emesso in violazione dell’articolo 182 D.L. 18/20 – prevedeva la concessione per la stagione balneare 2021, mentre, con successivo provvedimento, veniva riconosciuta ai precedenti concessionari l’ennesima proroga per la stessa stagione. Il tutto senza che nessuno avvertisse la necessità di modificare il bando sostituendolo con la stagione 2022. Quindi in sintesi un vero e proprio paradosso temporale!”, ribadisce il minisindaco del X Municipio.

“Constatata l’impossibilità a produrre effetti, stante il decorso del termine del 2021, la Giunta Municipale si è limitata a prenderne atto e adeguare i propri comportamenti, tra l’altro, a quanto disposto dalle Sentenze del Consiglio di Stato. Avvocato Raggi, il sistema di parentele e clientelismo, come lo definisce lei, si combatte con i comportamenti e gli atti amministrativi corretti, rispettosi delle norme vigenti e delle pronunce delle Supreme Giurisdizioni, non con Determine approssimative, destinate a produrre solo confusione”.

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