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Organizzazione italoalbanese smantellata, Tirrito (Co.G.I): “La mafia a Roma c’è, e finalmente è chiamata per nome”

"Un ottimo segnale di presenza dello Stato. Adesso però tocca alla Magistratura completare l'opera"

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“Da anni sosteniamo che il metodo mafioso si sia impadronito della Capitale, Organizzazioni criminali che utilizzano il metodo intimidatorio tipico della mafia, l’organizzazione capillare, il sistema di comunicazione attraverso – ad esempio – fuochi d’artificio”. A parlare è Maricetta Tirrito, portavoce del Co.G.I, il Comitato dei Collaboratori di Giustizia.

“Oggi lo smantellamento di due clan armati (leggi qui) che gestivano spaccio, estorsione a traffico di droga a Roma – afferma Tirrito – è una buonissima notizia. Ma lo è ancor più il capo d’imputazione che finalmente non nasconde la realtà dietro definizioni edulcorate seppur incisive: non parliamo genericamente di criminalità ma di metodo mafioso, che presuppone una pervasività e dei modus operandi che vanno inquadrati correttamente.

L’aggravante del metodo mafioso non è solo un modo per aumentare le pene, ma un meccanismo utile a definire la pericolosità sociale di un’organizzazione, il che alza il livello di guardia non solo a livello investigativo ma culturale.

Il fatto che siano stati smantellati due gruppi criminali italoalbanesi in conflitto fra loro, fa capire anche come ormai la globalizzazione sia presente pure nel mondo criminale, il che lo fa diventare ancora più pericoloso.

I 27 arresti eseguiti dai Carabinieri del comando provinciale di Roma sono dunque un ottimo segnale di presenza dello Stato. Adesso però – conclude Tirrito – tocca alla Magistratura completare l’opera per evitare che lo sforzo delle forze di polizia venga mortificato da cavilli giuridici”.

 

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