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Quirinale, incontro Letta-Conte-Speranza: “Aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione”

I tre su Twitter: "Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi"

Roma – Corsa al Quirinale, incontro tra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza. “Ottimo incontro con Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità”, ha scritto su Twitter il segretario del Pd. Lo stesso tweet è stato postato da Conte e Speranza dopo l’incontro.

A intervenire sulla corsa al Quirinale oggi anche il ministro del Lavoro, Orlando. Oggi c’è il vertice del centrosinistra: “Il tema fondamentale, e che è uscito dalla direzione del Pd, resta se si vuole o meno proseguire sulla strada che ha visto la nascita del governo Draghi, se si vuole o meno mantenere un quadro di unità nazionale”. E osserva che allora “se lo si vuole si mantiene la strada che si è scelta, che si sta seguendo fino a qui se non lo si vuole si prosegue e si butta alle ortiche un tentativo faticoso e complesso che però ha provato a dare una risposta complessa all’altezza della situazione che stiamo vivendo”. “Perché è del tutto evidente che se una parte politica si sceglie qualunque nome, e se lo cucina mettendolo sul tavolo senza interlocuzione con il resto del Parlamento…. “, dice ancora Orlando.

“Non parlo di nomi” e “dubito che l’ipotesi di nomi secchi possa toglierci da questa situazione”, ha scandito quindi il ministro del Lavoro secondo il quale “il tema non è soltanto Berlusconi, che ha tutto un portato che conosciamo, il tema è anche l’idea di una autosufficienza e di ‘un prendere o lasciare’ che oggettivamente non può essere il metodo sul quale si costruisce un percorso e una figura condivisa”.

E riguardo ai rumors di una suo scetticismo sull’opzione Draghi al Quirinale: “Io questo gioco non voglio giocarlo. Ho parlato in chiaro alla direzione del Partito, ho detto cosa penso e cioè che Draghi è assolutamente un nome che può dare una risposta in questo momento. Ma il tema fondamentale è come si arriva a questa scelta, cioè qual è il quadro che si arriva a determinare e il metodo che si individua, perché in questo caso il metodo è sostanza”. “Come ho detto precedentemente, l’idea di una elezione, del mantenimento dello spirito che ci ha portato fin qui, espone il Paese a una serie di contraccolpi. Non c’è nessuno scetticismo, Draghi è una delle carte fondamentali e la nostra preoccupazione deve essere quella di non bruciarla” afferma Orlando. “Ma – aggiunge- la carta di Draghi e delle altre che si stanno discutendo saranno più o meno utilizzabili in base alla capacità di dialogo che si aprirà fra le forze politiche”. (fonte Adnkronos)