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Roma, davanti alla Cassazione la “protesta” degli avvocati contro i Decreti anti-Covid

L'annuncio dell'avvocato Edoardo Polacco: "Legali uniti per redigere e depositare documento di denuncia contro i decreti legge emergenziali"

Roma – “Domani mattina, alle ore 11, davanti alla Corte di Cassazione in piazza Cavour, centinaia di avvocati toga, in rappresentanza di numerose associazioni legali italiane e tra queste ‘Io sto con l’avvocato Polacco’, ‘Sentinelle della Costituzione’, ‘Comicost’, ‘Avvocati liberi’, ‘Avvocati ultima linea’, si riuniranno per redigere e depositare un documento di denuncia contro le decisioni governative di limitazione dei diritti costituzionali e sovranazionali e rispondere alle domande dei cittadini in riferimento alle gravissime ulteriori illegittimità costituzionali degli ultimi decreti legge emergenziali Covid“.

Lo annuncia, in una nota, l’avvocato Edoardo Polacco. “Gli avvocati sottoscriveranno una querela nei confronti dei firmatari del decreto legge e conseguenti circolari che impediscono agli avvocati ultra cinquantenni l’ingresso nei tribunali o nelle carceri o negli uffici giudiziari se non sottoposti al ciclo completo vaccinale – spiega – Il governo sta tentando lo smembramento dell’ultimo baluardo di giustizia rimasto in Italia, dopo che la magistratura è affondata nel fango delle denunce di Palamara e il Csm è stato screditato dal Consiglio di Stato che ha annullato definitivamente tutte le più importanti nomine svolte negli ultimi mesi, evidentemente in continuità con il sistema Palamara”.

“È impossibile che una norma sottoscritta, tra l’altro, da un governo senza preventivo voto parlamentare, vieti a un cittadino di avere la certezza di un proprio legale di fiducia, a milioni di cittadini di vivere del proprio stipendio perché sospesi dal loro posto di lavoro, di andare a prelevare i propri soldi in banca o le proprie pensioni alle poste perché privi di Green pass rafforzato, di entrare in ufficio pubblico”, aggiunge.

Della giustizia italiana l’unico simbolo di purezza e moralità rimane l’avvocatura che non può consentire il proprio smembramento, attraverso norme gravemente anticostituzionali, prive di qualsiasi logica anche scientifica, frutto di disparità di trattamento tra cittadini e di persecuzione di una parte della popolazione, in netta contrapposizione anche con le norme europei – si legge ancora -. Giovedì 20 gennaio, dunque, centinaia di avvocati sottoscriveranno e depositeranno in tutti i tribunali italiani i ricorsi contro tali provvedimenti lesivi dei diritti degli stessi avvocati ma anche di tutti i cittadini italiani. Nessuno si sogni di ingabbiare i liberi avvocati nelle surrettizie squadre di non-vax o sì-vax, perché gli avvocati legano il proprio impegno e giuramento professionale al rispetto della Costituzione e quindi alla libertà di scelta, senza costrizioni ma ancor più senza costrizioni illegittime, quali possono essere quelle che privano le famiglie della stessa sussistenza attraverso la sospensione dello stipendio”.

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