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Precariato, l’Europa raccomanda l’Italia di ridurre il numero dei contratti a tempo determinato

Il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa accoglie la denuncia dell'Anief

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Nella decisione assunta nel giugno scorso e pubblicata nel sito ufficiale dell’alto organo europeo, si chiede all’Italia di continuare ad assorbire il precariato esistente, di prevedere una specifica norma tesa ad assumere anche attraverso procedure straordinarie i supplenti assunti con contratti a termine ripetuti, a informare lo stesso Comitato delle azioni poste in essere. Il Governo, in risposta al Comitato UE, ha assunto il tema del reclutamento come obiettivo prioritario da affrontare nel 2022 e il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, si è impegnato a confrontarsi con otto sindacati sull’argomento.

Esulta Marcello Pacifico, presidente Anief, sindacato oggi rappresentativo che ha presentato la denuncia e che lotta dalla sua fondazione contro l’abuso dei contratti a termine: “Invito ora il Governo – dice il sindacalista autonomo – ad aprire alla proposta di ripristinare il doppio canale di reclutamento per assumere da una parte i candidati più giovani alla docenza attraverso concorsi ordinari regolari e dall’altra i precari con anni di servizio alle spalle, attraverso le graduatorie delle attuali supplenze (GPS) di prima e seconda fascia, permettendo ai docenti non abilitati di specializzarsi attraverso un corso post-universitario.

Il sindacato sa bene che la proposta darebbe una risposta immediata alle 70mila assunzioni “disertate” l’anno scorso, a fronte delle oltre 100mila immissioni in ruolo previste dal Mef, quando l’assunzione straordinaria dalla prima fascia delle GPS introdotta con il decreto Sostegno bis non risolse il problema del precariato: si realizzarono, infatti, appena 12mila assunzioni a tempo indeterminato, proprio a causa della esclusione del servizio prestato nelle scuole paritarie e dei precari con titoli inseriti in seconda fascia. Ad oggi, sono quasi un milione e mezzo i precari inseriti in più graduatorie di prima e seconda fascia delle GPS, e di questi candidati circa 400mila hanno i requisiti per essere assunti. E sono ancora più di 150mila i supplenti della scuola italiana chiamati a far funzionare il corrente anno scolastico, nonostante le ultime 80mila assunzioni realizzate”.

Nello specifico, sempre sul precariato scolastico, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa raccomanda all’Italia di “ridurre il numero dei successivi contratti a tempo determinato nel settore dell’istruzione pubblica; valutare misure per lanciare concorsi di assunzione aperti a lavoratori non iscritti nelle liste Gae, ma hanno accumulato significative esperienze lavorative e competenze che ne derivano dal loro impiego con successivi contratti a tempo determinato”.
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