Seguici su

Cerca nel sito

Quirinale, Salvini: “Mattarella bis? Sì, ma con convinzione”. Ma Iv e FI lavorano su Casini

Il leader della Lega: "Son convinto che se da sinistra l'unica risposta è no, allora tanto vale dire a Mattarella, con convinzione 'ripensaci'"

Roma – Il settimo voto per l’elezione del Presidente della Repubblica si concluderà con l’ennesima fumata nera visto che la maggioranza si astiene o non risponde alla chiama e buona parte del centrosinistra vota scheda bianca. Non si esclude quindi un “pellegrinaggio” dei leader politici al Colle per chiedere a Mattarella, nonostante abbia detto più volte di non essere riconfermato, di fare il bis.

“Mattarella di nuovo al Quirinale? Non può essere una scelta di ripiego, arrivato al sesto giorno di no, ho troppo rispetto per lui, ma se quella è la via ci si arrivi con convinzione”, le parole di Matteo Salvini nel Transatlantico della Camera. “Son convinto che se da sinistra l’unica risposta è no, allora tanto vale dire a Mattarella, con convinzione ‘ripensaci'”. “Lui – spiega il leader della Lega – ha detto tante volte ‘no grazie’, ma visto che altri fanno politica per bocciare le proposte che arrivano, allora forse è più serio dirgli di ripensarci”.

Nella notte sono però proseguite le grandi manovre di Forza Italia, ‘centristi’ e Iv al lavoro sulla candidatura di Pier Ferdinando Casini. A quanto si apprende, si stanno verificando condizioni e numeri per vedere se è possibile presentare già alle votazioni di oggi il nome dell’ex presidente della Camera che potrebbe essere sostenuto da una maggioranza Ursula senza Lega e Fdi.

Ma ancora c’è da lavorare. Matteo Renzi, per dire, tiene ancora la carta coperta e non ha fatto alcun nome all’assemblea dei grandi elettori Iv questa mattina. Restano infatti nodi da sciogliere per le perplessità in parte del Pd e, soprattutto, va sondata la fattibilità sulla tenuta dei 5 Stelle che su Casini non sono mai stati orientati. “Se non ce la fa Casini, resta solo il Mattarella bis”, dice una fonte che sta lavorando all’operazione.

“E’ durissima. Fortuna che c’è il Pd. Fortuna che c’è unità del Pd”, ha detto Enrico Letta, applaudito dai grandi elettori del Pd. “Oggi si riparte con un metodo di confronto caratterizzato da un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale”, dice Enrico Letta ai grandi elettori del Pd.

“Si è ragionato di vari nomi, tanti, dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri come Amato e Casini. Attorno a tutti questi nomi si è cominciato a discutere. Poi ciascuno ha fatto delle verifiche a casa sua”, ha poi spiegato, sottolineando che “appena ciò è accaduto, Salvini è uscito con la solita logica del ‘sono io che do le carte’. Questo ha creato un cortocircuito anche coi Cinque Stelle. Appena Salvini ha parlato ho capito che l’ipotesi a cui faceva riferimento sarebbe stata bruciata. A causa di questo metodo”.

“Ognuno di noi qua dentro interpreti il suo ruolo come grande elettore e non grande twittatore. Da queste scelte dipende il futuro del Paese”, ha aggiunto. “Noi dobbiamo tentare nelle discussioni all’interno della maggioranza, tutto il possibile perché la quadratura de cerchio avvenga. La coerenza tra maggioranza di governo, due coalizioni e una maggioranza che regge il Presidente della Repubblica”.

Letta ha anche ringraziato per il “grande successo nostro di ieri mattina. Vi ringrazio perché siete stati eccezionali nel fidarvi della tattica. È stata una vittoria che ci ha consentito di tornare alla casella di partenza”. “Questa vicenda mi ricorda il gioco del ponte, reminiscenza adolescenziale. Nel ponte di mezzo della mia città viene messo un carrello. Le squadre devono spingerlo da una parte o dall’altra. A un certo punto il piano diventa così inclinato che non si ferma più”. (fonte Adnkronos)