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Maxi-sequestro di beni all’ex patron del Terracina calcio

Un patrimonio da 50 milioni di beni situati in Italia e all’estero

Maxi sequestro di beni per un imprenditore pontino, conosciuto anche nella sua veste di ex presidente del Terracina calcio.

Un sequestro di 50 milioni di beni situati in Italia e all’estero, di assetti societari e rapporti finanziari riconducibili al 51enne pontino Luciano Iannotta.

Arrestato nel 2020, Iannotta era stato accusato di bancarotta fraudolenta, trasferimento fraudolento di valori, corruzione, autoriciclaggio, sequestro di persona, ma anche estorsione aggravata dal metodo mafioso.

E oggi è arrivata il provvedimento emesso dal Tribunale delle misure di prevenzione di Roma che ha disposto il sequestro di un’impresa individuale, di una fondazione, della totalità delle quote e dell’intero patrimonio aziendale di 37 compagini societarie, di cui 4 ubicate nel Regno Unito e 2 in Moldavia, di 119 fabbricati e 58 terreni, 55 veicoli, 1 imbarcazione e 72 rapporti finanziari.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

(Il Faro online)