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Sci di fondo, Pellegrino: “L’argento olimpico mi rende un atleta realizzato”

L’azzurro sale sul podio in Cina in una stagione in salita per lui. La medaglia risolve tutto

Pechino – Pellegrino è fuori di sé dalla gioia. E lo ha fatto vedere a un metro dal traguardo superato. Ha cercato di superare un grande Klaebo, poi oro olimpico, che in fondo non era stato un avversario gigante come Federico racconta sul sito ufficiale della Federazione Italiana Sport Invernali. L’azzurro ha centrato il secondo podio olimpico della carriera nello sprint della 15 km, dopo 4 anni. E’ sempre l’argento il colore della medaglia messa al collo, dopo quella conquistata a PyeongChang 2018.

Non è stata semplice la stagione, che è ancora in corso. Ma oggi l’atleta delle Fiamme Oro di Moena festeggia una grande conquista. Descrive l’inizio del sogno del podio sin da Sochi 2014 e poi il passaggio di una grande carriera, fino a oggi in Cina. E’ di nuovo trionfo per Pellegrino, anche se l’argento non è oro. Forse. Ma per il sudore e la voglia che ha messo, è sicuramente oro.

La dichiarazione di Federico Pellegrino sul sito della Fisi

Federico Pellegrino foto@Fisi/Facebook

“Otto anni fa a Sochi è stato un sogno, ma mi ha fatto capire che non era abbastanza il mio modo di allenarsi e di vivere. Quell’esperienza ha fatto scattare qualcosa nella mia testa che mi ha fatto diventare il più professionista possibile, più professionale possibile con i risultati che sono arrivati. Però il sogno era sempre al 2022. Un sogno che si è trasformato in obiettivo, che, come ho sempre detto, era arrivare qui e dimostrare il mio meglio. E che il mio meglio qui, anche oggi così come tante altre volte abbia voluto dire medaglia olimpica è qualcosa d’incredibile. L’ultimo anno è stato difficilissimo, a livello mentale e al livello di pressione che io stesso mi son messo sulle spalle. Ho fatto una scelta azzardata, che solo in questo momento può essere giustificata e mi rende orgoglioso del fatto che da un’idea, un’attitudine insita dentro di me, sia arrivato un altro grande risultato. Oggi tatticamente, tecnicamente ero il miglior Pellegrino e son veramente felice. Sono un vincente, quindi appena passata l’emozione mi son messo a pensare come avrei potuto battere Klaebo, perché oggi non era imbattibile. Non è stato il migliore delle volte in cui l’ho incontrato anche se lui è il migliore. Sono estremamente soddisfatto, provo un senso di appagamento incredibile. Come quattro anni fa, in pochissimi ci credevano e anche adesso, per come è iniziata la stagione, l’anno scorso ok le vittorie ma senza i norvegesi non era scontato pensare di arrivare qui a medaglia.

Federico Pellegrino foto@Coni/Facebook

Così è stato, in parte grazie al mio modo di lavorare ma in gran parte grazie alle persone che vivono e lavorano con me, a cominciare da mia moglie Greta (Laurent ndr), passando per i tecnici che ci hanno seguito quest’estate, il mio compagno di allenamenti De Fabiani, lo skimen e il mio fisioterapista”.

“Continuo a pensare che l’esperienza con i russi sia stata, a livello lavorativo, la più interessante della mia carriera ed è un approccio totalmente diverso e che appunto rimpiango di non averlo provato. Ho apprezzato il mio lavoro del 2014-2018 in cui h dato tanto, non era più possibile continuare così perché avevo dato tanto e abbiamo reimpostato tutto modificando alcune cose. Non è andato a buon fine il piano A e doversi ritrovare dopo il terzo anno a ricominciare non è stato facile ma ho avuto la fortuna e l’intelligenza di scegliere bene le mani nelle quali mettermi per dimostrare il meglio di me”. Conclude il vicecampione olimpico di sci di fondo.

(foto@fisi.org)

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