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Nuoto sincronizzato, la Nazionale ucraina in fuga verso Ostia

7 marzo 2022 | 13:12
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Nuoto sincronizzato, la Nazionale ucraina in fuga verso Ostia

Barelli: “Procede bene il viaggio, le atlete sono in sicurezza”. Il Centro Federale la destinazione

Oltre 2.000 chilometri di speranza. E’ iniziato da pochi minuti l’esodo della nazionale ucraina di nuoto sincronizzato medagliata olimpica e mondiale verso il centro federale di Ostia con partenza da Leopoli, transito dal confine di Beregsurány passando per Mukachevo, arrivo a Budapest e ripartenza verso Roma con mezzi messi a disposizione della Federazione Italiana Nuoto.

Le operazioni sono dirette dal presidente della Federnuoto Paolo Barelli, nonché presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, che il 27 febbraio ha incontrato l’Ambasciatore d’Ucraina a Roma Yaroslav Melnyk, cui ha ribadito la disponibilità ad ospitare nei centri federali gli atleti ucraini delle discipline acquatiche.

“Dopo i colloqui internazionali abbiamo ricevuto la richiesta di aiuto dalla federazione ucraina di nuoto sincronizzato; nei giorni scorsi ci siamo adoperati per individuare insieme il percorso meno pericoloso e i mezzi più idonei per favorire la fuga dal paese – sottolinea Barelli – La situazione è in piena evoluzione, pertanto è difficile prevedere con precisione quante atlete riusciranno a raggiungere il confine e quando stimare l’arrivo a Roma. Speriamo che il viaggio delle atlete prosegua senza imprevisti e che nel pomeriggio di lunedì la squadra possa arrivare al centro federale di Ostia”.

La fuga dall’Ucraina della nazionale di nuoto sincronizzato è iniziata ieri con un gruppo costituito da otto atlete e due tecnici partito da Leopoli; altre due atlete stanno cercando di raggiungere il confine passando da Chernivtsi. Di un terzo gruppo, composto da atlete e tecnici partiti da Charkiv, si sono perse le tracce e si sta cercando di ripristinare i contatti. Intanto i mezzi della Federnuoto stanno raggiungendo Beregsurány per completare la staffetta verso il centro federale di Ostia via Budapest.

“C’è crescente preoccupazione. Le atlete che attendiamo al confine sono divise in tre gruppi perché non tutte sono riuscite a raggiungere Leopoli che era il punto di raccolta individuato dalla federazione ucraina – continua Barelli – Speriamo che tutte arrivino al confine. Comunque siamo pronti ad organizzare anche più viaggi se necessario per assicurarne il trasporto in Italia. Lo sport dev’essere vicino al dramma che stanno vivendo gli amici ucraini, condannare con drastiche decisioni e stigmatizzare con un atteggiamento di fermo diniego l’operato della Russia; deve essere deterrente e sprone per giungere rapidamente alla pace. La nostra disponibilità è poca cosa in confronto ai sacrifici e alle difficoltà che il popolo ucraino stanno affrontando. Molti atleti stanno combattendo per la libertà. Noi speriamo di vederli presto in vasca. Intanto offriamo loro ospitalità e mezzi per lasciarsi alle spalle la guerra e cogliamo l’occasione di allenarci insieme per crescere reciprocamente”.

Aggiornamento al 7 marzo

Buongiorno di buone notizie. La prima è che dieci atlete e due tecnici sono riusciti a superare il confine e a raggiungere Budapest coi mezzi messi a disposizione dalla Federnuoto: si tratta di otto atlete partite da Leopoli – Veronia Hryshko, Olesia Derevianchenko, Anhelina Ovchynnikova, Anastasiia Soldatenkova, Daria Moshynska (14 anni), Anastasiia Shmonina (16 anni), Amelia Volynska (16 anni), Valeriya Tyshchenko (17 anni) e delle allenatrici Olesia Zaitseva e Kseniia Tytarenko – e delle atlete gemelle Maryna e Vladyslava Aleksiiva che si sono ricongiunte al gruppo dopo essere transitate da Chernivtsi. La seconda buona notizia è che sono stati riattivati i contatti col gruppo partito da Charkiv di cui si erano perse le tracce; ha superato Vinnitsa e si sta dirigendo al confine di Beregsurány: sono Marta Fiedina (che oltre ad essere protagonista nelle prove a squadra, di libero combinato e di highlights, è bronzo olimpico nel duo e mondiale nel programma tecnico e libero, nonché campionessa europea nel singolo tecnico e argento nel duo libero e tecnico), Sofiia Matsiievska (17 anni) e il tecnico Yevheniia Lykhman che dovrebbero ricongiungersi a Mukachevo con l’allenatrice Valeriia Mezhenina, che in compagnia di due atlete è passata da Alexandria, e con Sofiia Spasybo (15 anni) in fuga coi genitori.

Storie piene di speranza, preoccupazione e voglia di normalità lontana dalle bombe.

“Siamo contenti che, seppur con grandi difficoltà, stiamo riuscendo a portare in salvo queste campionesse – racconta Paolo Barelli, presidente della Federnuoto e del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, che sta dirigendo le operazioni – Intanto stiamo ultimando i preparativi per la partenza verso il centro federale di Ostia e stiamo verificando se poter aspettare i gruppi che stanno per superare il confine o se organizzare dei trasporti aggiuntivi nei prossimi giorni. Ci auguriamo che altri atleti ucraini possano essere ospitati presso le nostre strutture e mi auguro che questa iniziativa possa essere di esempio anche per altre realtà sportive”.

Il nuoto sincronizzato ucraino ha una grande tradizione che le ha sempre viste primeggiare nelle competizioni internazionali, infatti la nazionale è tra l’altro bronzo olimpico e mondiale nella prova a squadre. (federnuoto.it)(foto@DeepBlueMedia)

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