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Sofia Ferrarini la ‘Prima Donna’ del Karate Fiamme Gialle: “Il sogno è realtà” foto

Arruolata lo scorso 15 novembre, vive al Centro Sportivo e seguita da coach Stefano Maniscalco

Ostia – A volte il destino sembra fare dei giri enormi. Gioca nella quotidianità, si infila nei desideri delle persone e attende di compiersi fino a quando il momento arriva. Quello delle Fiamme Gialle si è realizzato con Matteo Fiore e Sofia Ferrarini.

La Dinastia Ferrarini dopo i grandi karateka delle Fiamme Gialle: a 19 anni il sogno si avvera

La sezione karate della Guardia di Finanza ha riaperto dopo alcuni anni. E lei là pronta ad afferrare il sogno più grande. Sofia è la ‘Prima Donna’ nella storia gialloverde dell’arte marziale ad indossare il karategi più glorioso. Prima di lei un esercito forte e imbattibile di uomini sul tatami. Gennaro Talarico, Davide Benetello, Savio Loria, Lucio Maurino, Luca Valdesi. Alcuni dei tanti e alcuni dei grandi. E poi Stefano Maniscalco. L’ultimo in ordine storico dei campioni del karate e del kumite a far parte del Team più vincente al mondo. Dopo alcuni anni di stop, ecco di nuovo la storia a riaprirsi nella leggenda della disciplina. Aprire un nuovo ciclo, per proseguire sulle orme dei Giganti.

La Ferrarini lo fa a soli 19 anni. Figlia d’arte, con tutto il suo talento personale e speciale, di Massimiliano, che negli anni ’90 ha vestito il karategi gialloverde contribuendo a portare in bacheca medaglie e trofei, oggi è lei uno degli atleti che vorrà proseguire il libro delle Fiamme Gialle Karate e scrivere il secondo capitolo dell’epoca degli Eroi.

Insieme a Matteo Fiore, amico e compagno di squadra. Il bronzo europeo l’emozione più bella

Papà Massimiliano Ferrarini insieme a Sofia, il giorno dell’arruolamento

Come papà Max, anche Sofia è entrata a far parte delle Fiamme Gialle a 19 anni. Giovanissima, bellissima ed elegante sul tappeto, come implacabile nella sua tecnica, si appresta a portare i colori gialloverdi nel mondo, per far trionfare quei valori del karate in cui lei crede e con cui è cresciuta, insieme ai suoi sogni di bambina, avverati da donna. Il destino si è compiuto lo scorso 15 novembre. Insieme ad altre leve giovanissime degli altri sport entrati in Fiamme Gialle, anche il karate ha riaperto la gloria sportiva e lo ha fatto proprio con Sofia, in compagnia di un altro grande talento e giovanissimo e figlio d’arte (Teo Fiore il papà, ex karateka gialloverde), Matteo Fiore.

(foto@WKF)

Insieme vivono una nuova esperienza al Centro Sportivo della Guardia di Finanza. Sofia lo fa con entusiasmo, immersa nel mondo dei sogni che ha sempre voluto vivere. Allenamenti, preparazione atletica con Andrea Di Bartolomei, esperienze, ricordi che accumula felice e poi le tante gare. le sue emozioni intanto si concentrano sugli Europei di Tampere, dove lei stessa ha partecipato e messo al collo un bellissimo bronzo nei 61 kg del kumite. E le diffonde anche alle sue Fiamme Gialle del cuore. L’emozione più grande l’ha probabilmente vissuta papà Massimiliano, quando ha visto la sua piccola – grande Sofia con la tuta delle Fiamme Gialle indosso, come lui quando lo fece alla stessa età. Il Maestro di Sofia è Stefano Maniscalco. Amico grande di Max e ottimo allenatore. Chi meglio di lui? Lo dice Sofia Ferrarini a Il Faro online, mentre nei primi mesi della sua avventura gialloverde si appresta a migliorare tecniche e forma. Il pluricampione mondiale ed europeo di karate è il coach dunque di Sofia e Matteo. Come accade nei grandi libri degli sport, come accade nelle leggende della disciplina. Prima di loro, lui sul tatami delle Fiamme Gialle e ora loro, con lui a bordo tappeto per seguirli e portarli a vincere in tutto il mondo. E portarla ad indossare il karategi delle Fiamme Gialle e della Nazionale Italiana. Sofia ha già vinto alcune medaglie importanti e ha riempito una larga e promettente bacheca personale (che conserva già 4 bronzi, due argenti e un oro ai Campionati Italiani, quando era tesserata con il Judo Karate Club di Milano, dojo di suo papà.

Nei 61 kg del kumite, la nuova Guerriera del Karate Fiamme Gialle sogna in grande e guarda al futuro

Un amore sin da bambina il karate per lei. Non solo guardare papà Massimiliano Ferrarini ha portato Sofia oggi ad indossare il karategi leggendario, ma anche ammirare Maradona, Baggio e Platini del kumite. Ossia lo stesso Maniscalco, Loria e Benetello del karate. La Ferrarini ha già un primato storico in tasca. Quel suo essere la Prima Donna del Karate Fiamme Gialle le dona una pagina indelebile, conquistata con la passione e con l’impegno. Uno dei valori da insegnare con il suo amore per l’arte marziale, che vorrà un giorno tornare alle Olimpiadi. Anche Sofia potrà sognare di partecipare nel suo kumite dei 61 kg della Guerriera e nel suo karate di valore.

Stefano Maniscalco allenatore del team karate delle Fiamme Gialle con Matteo Fiore e Sofia Ferrarini

Cara Sofia, sei una nuova atleta della sezione karate delle Fiamme Gialle. Cosa significa per te appartenere a una squadra gloriosa e vincente come quella gialloverde?

“E’ motivo di orgoglio appartenere alle Fiamme Gialle perché è il risultato di sacrifici e tanti allenamenti ed è ciò che ho sempre sognato, sin da quando ero piccola. Sono cresciuta vedendo campioni come il mio maestro Stefano Maniscalco far parte di questa grande squadra”.

Sei figlia di Massimiliano Ferrarini, uno dei campioni storici del karate Fiamme Gialle. Cosa ti ha detto quando sei stata arruolata? Ti segue nel tuo nuovo percorso? Ti da consigli?

“Per mio papà è stata una grande emozione perché ha rivissuto un po’ del suo passato, quando lui stesso era entrato a far parte delle Fiamme Gialle aveva 19 anni, come me. E’ ciò che abbiamo sempre sognato.

Mi sta continuando a seguire nel mio percorso, mi sostiene ogni giorno sia da vicino che da lontano ed è sempre comunque presente fisicamente, a ogni mia gara. Di consigli me ne da sempre, sia livello tecnico ma soprattutto per affrontare questo nuovo percorso nel migliore dei modi che per me è nuovo”.

Sei la prima donna nella storia, che veste il karategi delle Fiamme Gialle. Come ti senti? Come vivi questa nuova avventura appena cominciata? Come ti rapporti con Matteo Fiore, il tuo compagno di squadra?

Matteo Fiore, Stefano Maniscalco e Sofia Ferrarini sul tatami delle Fiamme Gialle

“Sono onorata di far parte delle Fiamme Gialle e soprattutto essere la prima donna nel karate, a far parte di questa squadra e riaprire una sezione che è stata congelata per 19 anni. Questa nuova avventura la sto vivendo bene anche perché alla fine è ciò che ho sempre voluto. Mi trovo molto bene sia con Stefano ma anche soprattutto con Matteo Fiore che è il mio compagno di squadra, che prima di essere il mio compagno di squadra, è stato sempre mio amico. Ora passando molto più tempo assieme abbiamo avuto modo di conoscerci ancora meglio e coltivare ancor di più la nostra amicizia”.

Prima di te, il karategi delle Fiamme Gialle è stato indossato da grandi icone. Maniscalco è il tuo allenatore. C’è qualche ex campione del karate delle Fiamme Gialle che prendi come modello? Come ti segue Stefano?

“Stefano è stato colui che sin da piccola ho sempre ammirato e guardato. Come ho fatto con tanti altri campioni. Savio Loria e Davide Benetello.  Stefano oggi è il nostro Maestro e ci segue, sia quando siamo al Centro Sportivo, dove progetta ogni giorno allenamenti nuovi e mirati per noi e soprattutto sa sempre darci i migliori consigli, a livello tecnico. Ma non solo, anche per tante altre dinamiche ed esperienze. C’è stato prima di noi sul tatami e avendo fatto la storia del karate mondiale è perfetto.  Non potevamo avere persona migliore per seguirci e sostenerci in questo percorso, nonostante delle volte capiti che siamo lontani. Stefano ci segue sempre”.

Come sei nel kumite? Perché hai scelto il karate?

Stefano Maniscalco, Sofia Ferrarini e Matteo Fiore al Centro Sportivo della Guardia di Finanza

“Ho scelto il karate perché sono cresciuta in questo mondo. Ho iniziato guardando ogni giorno mio papà che si allenava, poi piano piano ho cominciato a praticarlo, ma non facevo solo karate, ma anche judo. All’età di 11 anni ho deciso di continuare a praticare solo il karate, perché fondamentalmente mi ha fatto appassionare tanto e fin da quando ero piccola volevo “seguire” il percorso che aveva fatto mio papà”.

Quali obiettivi hai in carriera e quali sono state, sino ad ora, le emozioni più belle che hai vissuto nello sport?

“Ce ne sono ancora tanti, tantissimi da realizzare, praticando il karate le emozioni le vivi costantemente. Quelle che porto più nel cuore sono i Campionati Europei di Tampere, svolti nell’agosto del 2021. Soprattutto il giorno in cui sono entrata a far parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle”.

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