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Bertagnolli: “Sogno il pieno di pubblico alle Paralimpiadi del 2026. Lo meritiamo” foto

4 medaglie vinte a Pechino che in totale fanno otto in carriera. L’azzurro è stato Portabandiera ai Giochi

Giacomo è uno di quegli atleti azzurri che vince e che vince pure tanto. Ha in bacheca un numero incredibile di medaglie e trofei conquistati alle Paralimpiadi, ai Mondiali e in Coppa del Mondo. E’ un asso nello sci alpino della visual impaired ed è uno che ama le sfide. Lo racconta nella sua intervista a Il Faro online, a qualche giorno dal ritorno da Pechino dove ha conquistato ben 4 allori a cinque cerchi (delle sette vinte dall’Italia Team in totale). Li ha aggiunti ai quattro già vinti a PyeongChang nel 2018, durante la sua prima edizione dei Giochi della carriera. Che fanno otto. Il suo palmares si affianca ai grandi degli sport invernali azzurri che hanno superato i cinque allori conquistati, come Armin Zoeggler o Arianna Fontana.

E poi c’è Bertagnolli, uno degli idoli del mondo paralimpico che trasmette valori e diffonde amore per lo sport e per la vita. Giovanissimo con una grande voglia di dare ancora il cuore e l’anima allo sport, l’azzurro che da poco è entrato ufficialmente (con vivo orgoglio) nella Guardia di Finanza del V Nucleo Atleti delle Fiamme Gialle sta riposando le fatiche paralimpiche a Cavalese, sua città di origine.

In Trentino si sentono già gli echi della Paralimpiade del 2026. La bandiera è sbarcata a Malpensa insieme a lui e tutto è in fase di organizzazione direzione Giochi di Milano Cortina. Giacomo potrà gareggiare in casa. E non sta più nella pelle, già. Sogna una grande competizione con tante medaglie al collo (spesso nelle foto lui stesso si vede così) e con tantissimo pubblico ad applaudirlo. Il sogno di Bertagnolli è che la sua disciplina sia sempre più conosciuta e che abbia seguito maggiore, soprattutto dai media. Ringrazia chi già dedica spazio e passione per i suoi compagni di squadra e lui stesso, ma vorrebbe che ce ne fosse di più.

Giacomo Bertagnolli, campione paralimpico di sci alpino, insieme ad Andrea Ravelli – foto Elvis

Sicuramente la grande Italia che organizza eventi sportivi da ricordare porterà i desideri di Giacomo a compiersi tra 4 anni, quando a bordo pista vedrà il pienone. Nell’attesa di vivere questi 4 anni di gare, allenamenti e ulteriore crescita, il pluricampione paralimpico dello sci alpino parla di sé e del suo modo di essere nella vita e nello sport. Descrive le emozioni tangibili vissute in gara e quelle lacrime che hanno rigato un viso stanco ma soddisfatto dopo la vittoria della supercombinata a Pechino, insieme alla sua guida e punto fermo Andrea Ravelli. Figura fondamentale anche per esprimere quello che è. E’ riuscito a farlo l’azzurro testardo che crede tantissimo in se stesso e che punta sempre in alto. Lo fa Giacomo e ci crede, esprimendo sempre la sua umiltà e la sua voglia di imparare. Essere stato Alfiere alla cerimonia d’apertura, così come aver conquistato due ori a Pechino (uno nella supercombinata e uno nello slalom speciale), insieme ai due argenti in supergigante e slalom gigante dona a Giacomo una grande carica per il futuro. E non è appagato dalle vittorie l’azzurro. Come potrà farlo se tra 4 anni la sfida di casa lo chiama già da ora? Così è Bertagnolli. Semplice, innamorato dello sport e voglioso di dare se stesso. Anche per diffondere un messaggio positivo a chi ha la sua disabilità. Che ormai è un’abilità vestita di medaglie e di vita. Merito di Giacomo e del suo amore per lo sci e quegli ideali che le Paralimpiadi rappresentano. In bocca al lupo Campione.

Caro Giacomo, quando hai ritirato il Tricolore hai detto che alle Paralimpiadi avresti voluto trasmettere  cosa sei. Ci sei riuscito?

“Una bella domanda.. credo di sì. A parte i risultati che aiutano a farlo, anche le interviste post gara sono state utili. Sono riuscito a godermi il momento e quello che sono io. Senza essere influenzato. La mia personalità e il mio carisma. Mi piace mettermi in competizione, accetto le sconfitte e sono felice nelle vittorie. La semplicità con cui io affronto la vita e le sfide. Non ho mai fatto una testa grande, riesco a stare molto tranquillo e prendere decisioni, quello che penso lo porto avanti. Ho espresso la leggerezza con cui faccio le cose e ho assaporato il contesto delle Paralimpiadi.. trasmettendo il modo di fare che è mio. Non mi sono mai abbattuto, neanche nelle sconfitte.. ho avuti infortuni e il Covid che non mi hanno aiutato nel cammino verso Pechino, ma alla fine i risultati sono arrivati lo stesso”.

Hai dimostrato Giacomo che si può andare oltre la disabilità..

Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli al ritorno da Pechino – Festa delle Fiamme Gialle

“Lo ripeto.. è un punto forte. E’ un’abilità. Gareggio nel mondo paralimpico perché sono ipovedente e non lo nascondo. Quando mi trovo in gara, se un normodotato, come la mia guida Andrea Ravelli, scia ad alti livelli alti e lo meglio di me, il mio obiettivo è fare quello che fa lui, con coraggio e un pizzico di pazzia. La disabilità c’è ma voglio migliorare. Andrea è una delle migliori guide che abbia mai avuto, senza nulla togliere agli altri con cui ho ottenuto risultati eccezionali. Rivelli è serio e organizzato. Riusciamo a dare il giusto peso alle cose, un punto a favore per entrambi. E’ molto bravo a fare la guida. Per me dietro che lo seguo,  si rivela essere una persona stabile, mi sprona a migliorare ancora. E’ una cosa positiva. Posso restare al passo del suo livello”.

 Otto medaglie a cinque cerchi è già record. Sei unico nella storia degli sport invernali paralimpici ad averlo raggiunto. Cosa significa per te avere in bacheca questo numero altissimo di allori?

 “Ne vado fiero, dietro c’è tanto lavoro e passione per lo sport. Sono portato a praticarlo. Se mi mettessi seriamente a farli.. potrei farmi valere anche lì. Togliendo gli sport con la palla, tutti gli altri mi vengono facili. E’ un punto a favore che mi ha aiutato a raggiungere medaglie importanti. Al di là del numero comunque, sto facendo crescere il mondo paralimpico. Purtroppo c’è ancora poca visibilità, i risultati però sono utili per la conoscenza”.

Puoi descrivere le tue due emozioni più grandi vissute nello sport, tra Paralimpiadi, Mondiali e le altre competizioni?

 “Tra tutte.. quella che ho sentito più mia, è quella della supercombinata a Pechino. Non la riesco a paragonare a nessun’altra gara..  per quello che ho provato. Alla fine mi sono messo a piangere.. anche se non sono un emotivo. E’ stata una grandissima vittoria, difficile da ottenere. Credo sia unica nelle tonnellate di medaglie che ho conquistato.. sono stato felice di averla portata a casa. Mille volte di più. Le altre sono tutte belle. Ricordo anche PyeongChang 2018. Nel gigante abbiamo fatto una grossa differenza sugli altri.. una gara super, fuori dalle nostre possibilità.. prima medaglia d’oro. Beh.. pensandosi.. diciamo che le prime medaglie d’oro che vinci alle Paralimpiadi.. te le senti dentro. I primi due ori nel 2018 e nel 2022”.

 Sei stato Alfiere alla cerimonia d’apertura. Grandi emozioni anche lì..

Giacomo Bertagnolli (fotoUfficioStampaQuirinale)

 “E’ stato bellissimo. Lo aveva già fatto nella chiusura del 2018, stavolta a Pechino sono arrivato tranquillo, consapevole delle mie capacità. A PyeongChang è stato un evento nuovo a cui non avevo mai partecipato prima.. quest’anno sono arrivato preparato e calmo. Sono riuscito a godermi tutto, anche la cerimonia di apertura. Non ho un mental coach, faccio tutto da solo. Mi piace fare le cose per conto proprio, sono testardo. L’unica persona a cui mi affido è Ravelli, abbiamo mentalità simili, ci capiamo bene e riusciamo poi ad adeguarci alla situazione. Non ho forzature se non mi sento un giorno di non stare sugli sci, posso prendermi delle pause. Arrivo agli eventi rilassato. La testa fa più del 50% se arrivi alla partenza più carico è meglio. E’ un punto forte che condivido con lui”.

 Supergigante, slalom gigante e discesa libera. Sono le specialità in cui ancora ti manca l’oro paralimpico. Cosa c’è da fare per migliorare?

 “Sicuramente devo migliorare nella discesa libera. Sono molto leggero, non ci sono abbastanza allenamenti ancora e la Fisip sta cercando di coprire tutte le discipline. Nello slalom arrivo più allenato e faccio la differenza. Si potrebbe puntare alle altre medaglie, non solo mie ma anche quelle degli altri, quando un giorno ci sarà la totalità degli allenamenti in tutte le gare. Siamo comunque riusciti a portare a casa dei risultati eccezionali”.

 Pechino 2022 si è svolto nel clima di una guerra in corso. Come avete affrontare voi atleti la situazione?

 “E’ stato difficile. La guerra è in contraddizione con i valori paralimpici”.

 Milano Cortina 2026. Quali sono i tuoi sogni direzione evento italiano?

Bertagnolli Portabandiera a Pechino. Foto Comitato Italiano Paralimpico Facebook

“Fantastica Paralimpiade. Beh con tutte le medaglie che ho vinto.. potrei anche smettere (ride) ma davanti a me ci deve essere sempre un obiettivo e i Giochi del 2026 sono una meta affascinante. Una Paralimpiade in casa e gioco in casa.. non vedo l’ora. Ci sarà il pubblico di casa, senza pandemia o conflitti (spero).. si svolgerà in un contesto tranquillo e ..la prenderò per cercare di fare ancora meglio.. magari vincerò tutti ori.. magari.. (ride) oppure 5 medaglie ancora mi mancano.. vediamo come ci arrivo.. speriamo ci sia più seguito rispetto a Pechino, dove la visibilità è stata molto bassa. Ringrazio la stampa che ci ha seguiti (sono sempre grandi!). La massa è lontana però, quella che segue le Olimpiadi praticamente.. ma pian  piano credo che con Milano Cortina ci sarà un immenso passo in avanti.. voglio arrivare pronto e portare tante medaglie a casa.., a casa. Sarebbe eccezionale!”.

..E aggiunge e ci tiene particolarmente a farlo: “Non ci dimentichiamo che da poco faccio parte ufficialmente  delle Fiamme Gialle e sono molto felice di questo. I Comandanti sono stati contenti dei miei successi”.

Palmarès (WIKIPEDIA)

Giochi paralimpici

8 medaglie:

4 ori: Slalom gigante, categoria ipovedenti, a Pyeongchang 2018 (guida Fabrizio Casal) e slalom speciale, categoria ipovedenti, a Pyeongchang 2018 (guida Fabrizio Casal), Supercombinata alpina, categoria ipovedenti, a Pechino 2022 (guida Andrea Ravelli) e Slalom Speciale, categoria ipovedenti, a Pechino 2022 (guida Andrea Ravelli)

3 argenti: Supergigante, categoria ipovedenti, a Pyeongchang 2018 e Pechino 2022 (guide Fabrizio Casal e Andrea Ravelli), Slalom gigante, categoria ipovedenti, a Pechino 2022 (guida Andrea Ravelli)

1 bronzo: Discesa libera, categoria ipovedenti, a Pyeongchang 2018 (guida Fabrizio Casal)

Campionati mondiali

11 medaglie:

1 oro (Combinata, categoria ipovedenti, a Tarvisio 2017)

1 argento (Slalom gigante, categoria ipovedenti, a Tarvisio 2017)

1 bronzo (Supergigante, categoria ipovedenti, a Tarvisio 2017)

1 oro (Slalom, categoria ipovedenti, a Kranjska Gora 2019)

1 argento (Slalom gigante, categoria ipovedenti, a Kranjska Gora 2019)

1 oro (Discesa libera, categoria ipovedenti, a Sella Nevea 2019)

1 oro (Supergigante, categoria ipovedenti, a Sella Nevea 2019)

1 oro (Supercombinata, categoria ipovedenti, a Sella Nevea 2019)

1 oro (Slalom gigante, categoria ipovedenti, a Lillehammer 2021)

1 argento (Slalom, categoria ipovedenti, a Lillehammer 2021)

1 argento (Slalom parallelo, categoria ipovedenti, a Lillehammer 2021).

Coppa del Mondo

1 Coppa del Mondo Generale (2015-16)

1 Coppa del Mondo di specialità – Discesa Libera (2018-19)

1 Coppa del Mondo Generale (2019-20)

1 Coppa del Mondo di specialità – Slalom (2019-20)

1 Coppa del Mondo di specialità – SuperG (2019-20)

1 Coppa del Mondo di specialità – Discesa Libera (2019-20)

(foto@Mantovani/Cip)

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