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Roma, cocaina ed eroina nascoste nel vano ascensore sotto i rifiuti: arrestati 4 pusher foto

L'esito dei blitz antidroga dei Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca nelle note piazze di spaccio

Roma – Continuano senza sosta i blitz antidroga dei Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca nelle note piazze di spaccio in via dell’Archeologia e via Pier Ferdinando Quaglia che, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma hanno arrestato 4 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrate anche oltre 400 dosi di droga tra cocaina e eroina, in parte occultate in un vano ascensore di una palazzina e sotto un cumulo di rifiuti.

In manette è finito un 28enne romano, senza occupazione e con precedenti, sorpreso a cedere una dose di cocaina ad un acquirente nei pressi dell’atrio condominiale di una palazzina in via dell’Archeologia. I Carabinieri sono intervenuti e hanno bloccato l’uomo, trovato in possesso di 28 dosi di cocaina e 210 euro. I Carabinieri hanno poi ispezionato il vano ascensore che il 28enne sorvegliava e hanno rinvenuto 235 dosi di cocaina in una busta di plastica.

Sempre in via dell’Archeologia, i Carabinieri hanno arrestato una 40enne di Frascati che fermata per un controllo è stata trovata in possesso di 22 dosi di cocaina e 7 dosi di eroina.

Arrestata anche una coppia di Ciampino, lui 26enne e lei 24enne, che ad esito di una verifica in via Pier Ferdinando Quaglia è stata trovata con 27 dosi di cocaina.

Nel corso delle attività, i Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca hanno anche effettuato un’ispezione dei garage della palazzina di edilizia popolare in via dell’Archeologia 90, dove hanno rinvenuto e sequestrato, a carico di ignoti, 66 grammi di eroina occultati all’interno di una busta di plastica sotto un cumulo di rifiuti.

Tutti gli arresti sono stati convalidati, il 28enne è stato portato in carcere e la 40enne sottoposta al divieto di dimora nel quartiere Tor Bella Monaca. Al momento ci si trova nella fase delle indagini preliminari, per cui per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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