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Sabatini: “Alla finale di Tokyo, un’atmosfera magica.. e poi è arrivato l’oro”

La campionessa paralimpica dei 100 metri ha vinto l’Italian Sportrait Awards. Alle Fiamme Gialle prepara la stagione estiva

Roma – A far diventare lo sport un tutt’uno sono proprio loro, con le loro sfide accettate e poi vinte. Gare affrontate con il cuore, probabilmente già prima di scendere in gara, e pianti di gioia poi mostrati al mondo al traguardo. E’ accaduto ad Ambra Sabatini. L’azzurra ha scritto la storia alle Paralimpiadi di Tokyo. giovanissima e già campionessa italiana con record, si è presa in quella storica finale dei 100 metri T63 a tre sul podio (lei oro, Caironi argento e Contrafatto bronzo) anche il primato mondiale sulla distanza con 14.11, duellato fino alla fine proprio con la Caironi.

Ambra Sabatini prima nei 60 metri agli Assoluti di Ancona (foto@Mantovani)

E allora lo sport paralimpico va oltre e insegna a vivere con naturalezza e serenità la propria disabilità, unendosi al mondo olimpico e diventando quindi un unico universo collettivo. E’ il messaggio da sempre diffuso anche dall’Italian Sportrait Awards. E ieri sera al The Village del Parco dei Medici a Roma, Ambra ha ritirato l’ennesimo riconoscimento di una carriera sportiva straordinaria. L’atleta delle Fiamme Gialle è stata la più votata nella categoria Giovani Donne e ha parlato di sé, poco prima della cerimonia di premiazione a Il Faro online.

Non si dimentica la finale di Tokyo e neanche quella pioggia che scendeva dal cielo. Un po’ di paure prima di scendere in pista con Martina e Monica, ma Ambra da buona e sempre atleta mezzofondista era abituata alle condizioni avverse. Tuttavia, giocarsi un oro in quel mondo non è stato semplice, ma quella strana sensazione che potesse accadere qualcosa di magico l’ha portata fino ai blocchi. Lo ha raccontato l’azzurra campionessa paralimpica dei 100 metri. Si allena e vive al Centro Sportivo delle Fiamme Gialle, la casa ideale dei campioni dello sport e anche la sua adesso dove può trovare tutto quello che occorre per crescere e vincere ancora. Senza Mondiali il 2022 sarà un po’ triste, ma Ambra prepara le grandi sfide a Parigi e a Roma.

Ambra Sabatini al ritiro del Premio Italian Sportrait Awards 2022, insieme a Rosalba Forciniti e Cristina Chiuso (foto Fiamme Gialle)

Con quel sorriso che non la lascia mai, descrive la sua disabilità come fosse un punto di forza e lo è. Ha voglia di gridare forte ai ragazzi che è necessario praticare lo sport, tutti. Sia normodotati che diversamente abili. Non c’è differenza in questo magico di emozioni. E lei in esso ha trovato la sua rinascita e la sua vita magica.

Cara Ambra, torniamo alla finale paralimpica di Tokyo. Sei arrivata al traguardo che già piangevi di gioia e sotto la pioggia..

“E’ stata una giornata che non dimenticherò mai. Pioveva infatti.. con le mie compagne avevamo dubbi su come sarebbe andata la gara con quelle condizioni climatiche, perché possono accadere degli imprevisti e avevamo paura di quelli. Ho cercato di non pensare a nulla e di concentrarmi e dare il massimo di me. Mi sono goduta il momento. La pioggia dava un’atmosfera magica per quello che stava per accadere.. avevo una strana sensazione”.

Tu a Martina Caironi vi siete prese e tolte il record del mondo in quella giornata storica. E poi c’è stato il podio tutto italiano..

“Speravo di fare il record ma desideravo lo facesse anche lei. Sarebbe stata una gara combattuta ed è andata così, una bella competizione tra di noi. Un bel gioco di squadra per conquistarci il podio”.

Siete in preparazione in questi giorni. Quale competizione svolgerete?

Monica Contrafatto, Ambra Sabatini e Martina Caironi (foto@Bizzi/Cip)

“Mi sono trasferita a Roma e sono al Centro Sportivo delle Fiamme Gialle. E’ stato un cambiamento importante per me, ho tutto a disposizione lì. Stiamo preparando i Meeting di questa estate, purtroppo non si svolgeranno i Mondiali però ci saranno competizioni a Parigi, a Roma in casa e a Grosseto”.

Quale messaggio vuoi diffondere alle persone? La vostra disabilità è anche un’abilità per crescere..

“A volte la vita ti pone davanti a queste sfide. Possono essere complicate, c’è sempre una soluzione a tutto però, la mia è stata lo sport. Per questo consiglio ai ragazzi di praticarlo. Tra normodotati e disabili non c’è differenza”.

(foto@Bizzi-Cip)

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