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Romagna (Crescere Insieme): “A Fiumicino rispetto per gli animali solo come slogan”

Fiumicino – “Carcasse abbandonate in strada, senza nessun, rispetto, senza nessuna pietà… questo il drammatico scenario che si palesa puntualmente in molte località di Fiumicino, come Aranova e Passoscuro: se un cane o un gatto viene investito, nessuno si attiva per il suo recupero. La sua carcassa rimane abbandonata per giorni, finché qualcuno non decide di portarla via”. Così, in una nota stampa, Carla Romagna, responsabile animalista di Crescere Insieme.

“Come accaduto recentemente a Passoscuro: un gatto – spiega Romagna – è rimasto per strada per più di 15 giorni, finché un residente ha deciso di dare una degna sepoltura a quella povera anima. Queste sono cose che ci fanno piangere il cuore. Il recupero degli animali investiti, infatti, dovrebbe essere tempestivo, non solo per una questione di rispetto verso le piccole vittime, ma anche per una questione di decoro urbano, che viene a mancare a causa dei cattivi odori”.

Ma nel nostro territorio la carenza di attenzione nei confronti degli animali non sembra essere una novità: all’infuori di Villa Guglielmi, in tutte le altre zone mancano aree cani dove poter portare i nostri amici a 4 zampe. Basti pensare che ancora siamo in attesa di quella di Aranova, mentre qualcuna è già stata data in adozione, come quella di Passoscuro. Per non parlare della mancanza dei cestini per le deiezioni canine: se noi manteniamo pulita la città, raccogliendo le feci, dove buttiamo le bustine? Siamo costretti a portarcele a casa, oppure qualche maleducato le getterà in giro. Auspichiamo che il nuovo bando, il quale dovrebbe prevedere 500 mastelli, sia messo in atto quanto prima.

“Poca attenzione agli animali – sottolinea Romagna – è palese anche per quanto riguarda il problema dei microchip: vediamo sempre più spesso in giro i cani pastore, senza microchip e senza essere sterilizzati o castrati. Questo può provocare l’aumento incontrollato del randagismo. Eppure, sappiamo che le pecore hanno l’identificazione europea auricolare, perché non si fa lo stesso con i cani? Non dimentichiamo che l’ultimo ‘chip day’ nel nostro Comune risale a 6 anni fa”.

“Quello che chiediamo – conclude – è innanzitutto più rispetto: gli animali fanno parte delle nostre vite e come noi hanno un cuore ed un anima. Ed anche loro meritano dei ‘servizi’ per poter vivere bene nella collettività”.

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