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Corruzione al porto di Gaeta: per la Corte d’Appello non ci fu reato

L'ex Dirigente dell'Autorità di Sistema Portuale di Gaeta: "Ora, finalmente, dopo anni di ingiuste tribolazioni, l'incubo è finito”

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Gaeta – Bisognerà attendere 90 giorni per conoscere le motivazioni con le quali la III° Sezione penale della Corte di Appello di Roma (Pres. Iannolo, a latere Campolo e Tursi) all’udienza di ieri, dopo circa tre ore di camera di consiglio, ha rigettato l’appello proposto dalla Procura della Repubblica di Cassino e, in parziale riforma della sentenza del Tribunale Collegiale di Cassino, ha assolto il dottor Spinosa, già Dirigente dell’Autorità di Sistema Portuale sede di Gaeta, dall’unico reato per il quale era intervenuta condanna in primo grado (4 mesi pena sospesa), ossia per rivelazione di segreto di ufficio, oltre ad aver revocato ogni conseguente statuizione civile di condanna.

Come ricorda l’avvocato Macari, “il Tribunale collegiale di Cassino, con sentenza del 6 febbraio 2020, assolveva tutti gli imputati, oltre alle società alle quali gli stessi facevano riferimento ed attraverso le quali avrebbero tenuto le condotte incriminate, dal corposo numero di imputazioni loro ascritte, che andavano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio all’abuso d’ufficio, alla rivelazione del segreto di ufficio ad una serie di condotte volte alla turbativa d’asta, falsi in atto pubblico, eccetto un’unica imputazione che attingeva il dott. Spinosa per rivelazione di segreto di ufficio in occasione dell’indizione di una seduta del comitato portuale nel marzo del 2014, per la quale il dirigente veniva condannato a quattro mesi di reclusione ed alle conseguenti statuizioni civili.

Il Pubblico Ministero del Tribunale di Cassino, che in sede di requisitoria aveva chiesto per gli imputati principali condanne dai sei anni ai sette anni e mezzo di reclusione, proponeva articolato appello avverso la sentenza del Collegio ciociaro (Pres. Capurso a latere giudici Manuel e Gioia), chiedendo l’integrale riforma della sentenza assolutoria, e reiterando le richieste di condanna avanzate in primo grado.

Proponevano appello anche i difensori del dottor Spinosa (Avv.ti Vincenzo Macari, Alfredo Zaza d’Aulisio e Matteo Macari), chiedendo l’assoluzione anche per l’unico capo per il quale era intervenuta condanna. All’udienza odierna, la Corte di Appello di Roma, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Cassino ha assolto il dottor Spinosa anche dall’unica imputazione per la quale in prime cure era stato condannato, con la formula perchè il fatto non sussiste, oltre a vedersi revocare le statuizioni civili conseguenti alla condanna.

Per il resto, la Corte, recependo integralmente le copiose motivazioni difensive offerte dal nutrito collegio di difensori (Avvocati Chiara Ognibene, Maurizio Bazzoli, Alfredo Zaza d’Aulisio, Vincenzo Macari e Matteo Macari), respingendo integralmente l’appello proposto dalla Procura della Repubblica di Cassino, ha confermato la sentenza assolutoria del Tribunale di Cassino per tutte le imputazioni interessate dall’appello.

“Ci son voluti ben sette anni affinché io sia stato integralmente restituito alla mia dignità di pubblico funzionario e fedele servitore dello Stato – fa sapere il Dott. Spinosa – ora, finalmente, dopo anni di ingiuste tribolazioni, l’incubo sembra essere finito”.

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