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Avvistamenti a confronto: Ufo ad aprile negli Usa e in Italia foto

Una lettura delle statistiche quantitative dei casi pervenuti ai centri ufologici più importanti nello scorso mese di Aprile. Ci sono sorprese?

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Se andiamo ad analizzare il numero di avvistamenti dello scorso mese, mese che ci è sembrato abbastanza generoso riguardo i casi che sono pervenuti al Centro Italiano Studi Ufologici (14 oltre ai 5 relativi alla mini ondata laziale), potremmo dire che c’è stata una buona attività da parte dei testimoni che hanno osservato fenomeni  non identificati, ovvero la casistica di cui noi ci occupiamo. Per questi casi, alcuni dei quali discretamente interessanti, non abbiamo spiegazioni definitive se non per una piccola parte, anche perché le segnalazioni spesso sono dovute a singoli testimoni di eventi diversi, che non si riesce a correlare tra loro nonostante i tentativi fatti da alcuni.

Se allarghiamo l’obiettivo vediamo però come i nostri casi diventino una goccia nel mare degli avvistamenti registrati nel resto del mondo, in particolar modo negli Stati Uniti, sulla base di quanto riporta il Mufon (Mutual Ufo Network), la più grande organizzazione ufologica e la più antica ancora attiva, che molti dei lettori conosceranno per i documentari TV. Secondo il loro database, nel mese scorso sono stati registrati 504 resoconti di avvistamento in tutto il mondo, di cui ben 399 negli United States e solo 1 in Italia. E’ ovvio che quello non è il numero di avvistamenti effettivi, ma solo quelli che sono stati riportati a quell’organizzazione. Chi fra voi scriverebbe, in inglese, ad una associazione americana invece che ad un giornale o ad un centro italiano? Anche se del Mufon c’è anche una sezione italiana, raggiungibile sul sito web  www.mufon.it

Già solo per quanto riguarda il nostro paese, il numero di avvistamenti nelle varie regioni dipende dal numero di ufologi attivi che ricevono testimonianze o vanno ad indagare sul territorio, indipendentemente dal numero di abitanti o dalla estensione territoriale.

Ma per fare un confronto sensato tra le diverse nazioni, esso andrebbe fatto con la raccolta italiana complessiva per un intero anno, preferibilmente destagionalizzata, e ragguagliata alla popolazione (es. numero annuale di segnalazioni ogni 100mila abitanti). Un esempio di riepilogo su base europea venne realizzato qualche anno fa dal collettivo EuroUfo.net e si può trovare qui: http://www.euroufo.net/2018/02/ufo-sighting-reports-decreasing-all-over-europe/

Per quanto riguarda i militari italiani, all’apposito ufficio dell’Aeronautica ricevono (direttamente o tramite carabinieri) pochissime segnalazioni, da uno a due ordini di grandezza inferiori alla raccolta degli ufologi (11 casi per il 2021, contro i 260 raccolti dagli ufologi). È sempre stato così, fin dal 1978. Poi come abbiamo scritto in un vecchio articolo (leggi qui), non vengono analizzati nel migliore dei modi, anzi addirittura sfuggono attraverso le loro larghe maglie alcuni avvistamenti che per noi sono da considerarsi veri e propri oggetti volanti non identificati degni di approfondimento.

A parte alcuni gruppi italiani che sparano numeri senza fornire dati, sono pochissime le organizzazioni ufologiche nel nostro paese  che partecipano a una rete condivisa di raccolta e catalogazione dei dati, condivisione purtroppo non seguita da altre associazioni (piccole o grandi) che spesso hanno nelle loro corde un modo diverso di affrontare il problema Ufo: come semplice presa d’atto che l’aviazione aliena stia perpetrando (nella migliore delle ipotesi) un controllo del nostro pianeta, se non un’invasione vera e propria.

* Stefano Innocenti –
Cisu – Centro Italiano Studi Ufologici
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Se osservate una luce o un qualcosa in cielo che, in tutta coscienza, non riuscite a spiegarvi, inviate una mail a misteri@ilfaroonline.it e mettetevi in contatto con il Cisu, al sito www.cisu.org oppure all’indirizzo www.ufotuscia.it

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