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Il Papa abbraccia la città di Tarquinia: “Tutto può venire meno, ma non la tenerezza di Dio”

In Vaticano l'udienza ai fedeli della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia in occasione del 350° anniversario della nascita di Santa Lucia Filippini. Mons. Ruzza: "Un gesto di vicinanza per la devozione della nostra città verso questa santa"

Città del Vaticano – “Tutto può venire meno, ma non la tenerezza di Dio. Ricordiamolo sempre, soprattutto nei momenti bui: Dio non ci abbandona mai, perché non può lasciare di esserci padre. Ripetiamo insieme: Dio non può lasciare di essermi padre”.

Nell’Aula Paolo VI, Papa Francesco accoglie e abbraccia i fedeli della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia e della Diocesi di Viterbo in occasione del 350° anniversario della nascita di Santa Lucia Filippini. Il Pontefice, riprendendo le parole della Santa, lancia un messaggio di speranza ai fedeli, grandi e piccoli (ci sono anche i bimbi della Prima Comunione): “Questa donna aveva un segreto: viveva con una costante fiducia in Dio, perché Lui – diceva – ‘non può lasciare di essermi padre’. Vorrei ripetervi queste parole: non può lasciare di essermi padre”.

“Spesso, nella vita – ammonisce il Santo Padre -, ci preoccupiamo perché dobbiamo lasciare tante cose: alcune sicurezze, gli anni della gioventù, un po’ di salute, magari persone care, e così via… Ebbene, se nella vita ci sono persone e cose che prima o poi bisogna lasciare, c’è una presenza che non ci lascerà mai, una certezza fondamentale che ci accompagnerà sempre e che niente e nessuno potrà mai cancellare: Dio non può lasciare di essermi padre”.

E a braccio aggiunge: “È bello questo! Lo ripetiamo tutti insieme? Dio non può lasciare di essermi padre. Un’altra volta, più forte: Dio non può lasciare di essermi padre. Portatelo nel cuore, questo pensiero. Tutto può venire meno, ma non la tenerezza di Dio. Ricordiamolo sempre, soprattutto nei momenti bui: Dio non ci abbandona mai, perché non può lasciare di esserci padre. Ripetiamo insieme: Dio non può lasciare di essermi padre”.

Bergoglio si rivolge poi alle all’Istituto delle Maestre Pie Filippini: “La vostra missione è impegnativa già a partire dal nome, Maestre. Maestro è chi insegna. Un proverbio dice però che non si insegna ciò che si sa, ma ciò che si è. Agli altri trasmettiamo ciò che siamo dentro”.

“Non basta riempire la testa di idee – ammonisce nuovamente il Pontefice -, questo non è educare; educare è trasmettere vita. Ed essere maestri è vivere una missione. D’altronde, se facciamo bei discorsi, ma la vita va in un’altra direzione, rischiamo di essere solo attori che recitano una parte, ma non educatori. L’esempio della vostra Fondatrice può aiutarvi a vivere questa missione”.

Santa Lucia, che di solito viene rappresentata con il Crocifisso in mano oppure in atto di indicarlo, aggiunge il Papa, “sapeva insegnare a tanti, anzitutto perché lei stessa non smetteva di essere discepola di Gesù Maestro e di stare davanti alla sua cattedra, cioè la croce. Agli altri trasmetteva ciò che custodiva nel cuore: non prediche, non teorie, ma contenuti e vita, contenuti di vita. La sua missione educatrice non era un’altra cosa rispetto alla sua esperienza mistica”.

“Tutto questo – sottolinea il Pontefice – ci ricorda che non si può accontentarsi di ‘insegnare’ Gesù; Gesù anzitutto si testimonia. È così che si trasmette la fede. Dio si comunica solo se abita nella nostra vita, se riempie i nostri affetti, se unisce i nostri pensieri e ispira le nostre azioni”. Poi, un consiglio per risolvere la “crisi” delle vocazioni e le difficoltà della vita religiosa: “Noi non siamo chiamati anzitutto a ‘mettere al centro’ Gesù, come se fossimo noi i protagonisti”, bensì “siamo chiamati prima di tutto a toglierci dal centro, che spetta a Lui”, “a vivere la consacrazione come chiamata al servizio. È questo che permette a Gesù di operare in noi come vuole e di insegnarci a vincere la rassegnazione e le nostalgie, a leggere la nostra epoca complessa, a imboccare con coraggio vie nuove al passo con i tempi”.

“La citta di Tarquinia è felice di festeggiare la sua grande concittadina Lucia Filippini per la modernità della sua presenza accanto ai bambini e ai giovani e anche per il suo legame con il territorio. Siamo particolarmente grati a papa Francesco per l’udienza di questa mattina. Un gesto di vicinanza semplice, discreto ed efficace per la devozione religiosa della nostra città verso questa santa”, il commento di mons. Gianrico Ruzza, pastore della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, a margine dell’incontro.

E proprio in onore di Santa Lucia Filippini, domenica 15 maggio, alle ore 11, il vescovo Gianrico Ruzza presiede la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Francesco a Tarquinia.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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