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Porto crocieristico di Fiumicino, Tripolini (FdI): “Non ripetere gli errori del passato”

"I rischi futuri che possono derivare dalla costruzione di un’imponente opera come il Porto crocieristico di Fiumicino devono essere calcolati subito"

Fiumicino – “Se è vero che gli errori del passato dovrebbero essere un monito per prevenire eventuali sbagli futuri, il progetto di realizzazione del Porto crocieristico nel comune di Fiumicino dovrebbe essere rivisto: il grave incidente avvenuto nel Porto di Genova il 7 maggio 2013, in cui persero la vita 9 persone, deve farci riflettere su quali sono i gravi rischi che si possono correre”.

E’ quanto si legge in una nota a firma di Gianluca Tripolini, del circolo di Fratelli d’Italia “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, che aggiunge: “In quell’occasione, una motonave in manovra di uscita urtò la torre dei piloti del Porto causandone il crollo, e la conseguente perdita di 9 vite. La responsabilità dell’incidente ricadde sugli ufficiali della Capitaneria e vari funzionari, perché quella torre venne considerata pericolosa e non avrebbe dovuto essere lì.

Il problema stava a monte, a partire dal momento della progettazione: i rischi futuri che possono derivare dalla costruzione di un’imponente opera come il Porto crocieristico di Fiumicino devono essere calcolati subito, senza aspettare che accadano tragedie che possono distruggere intere famiglie. Tanti sono, infatti, i rischi a cui potremo andare incontro: in riferimento ai progetti finora pubblicati, nel futuro porto risulterebbe estremamente pericolosa la manovra di entrata/uscita delle navi di grandi dimensioni, come quelle da crociera. Il canale di passaggio, infatti, risulta troppo stretto e dovrà essere soggetto ad una continua escavazione per i prevedibili interrimenti.

Inoltre, una nave di tali dimensioni esposta al vento dovrà affrontare la manovra a moto lento e questo la renderebbe facilmente soggetta alle condizioni meteo-marine: cosa succederebbe in caso di mare molto mosso? Non possiamo rischiare un impatto della nave sul fondo. Un urto estremamente pericoloso per tutte le persone a bordo, che arrivano spesso a oltre 5000 passeggeri.

Senza tralasciare i numerosi danni ambientali che potrebbero essere causati dai lavori previsti dal progetto: l’alterazione del litorale, tra gli altri, non può e non deve essere tollerata. Pertanto, auspichiamo una presa di coscienza da parte dell’Amministrazione e di tutti gli Enti coinvolti per non dover rispondere dei danni arrecati con la realizzazione del Porto crocieristico. La sicurezza del nostro territorio, dei cittadini e dei futuri eventuali turisti deve essere messa al primo posto.

Il mio non è un no al progetto del nuovo porto, ma un appello all’attenzione rispetto alle condizioni di sicurezza della costa, dei lavoratori, della città. Solo con attente verifiche di questi punti un progetto può definirsi tale”

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