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Il mistero della “Porta Marziana”: una costruzione artificiale sul Pianeta Rosso?

Marte è stato abitato da una antica civiltà o siamo tratti in inganno da un effetto ottico?

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Per questa volta non parliamo di Ufo ma di una notizia proveniente dal Pianeta Rosso, che di primo acchito ha fatto sobbalzare tutti quelli che ci si sono scontrati, compreso chi scrive e però si è sentito in dovere di approfondire la questione, senza i facili entusiasmi di cui si sono fatti portavoce alcuni fautori della civiltà marziana, basandosi su fake ripresi da YouTube. Negli ultimi giorni ha, infatti, tenuto banco sui social e sui media la notizia di una ‘Porta marziana’ fotografata dal rover Curiosity della Nasa. Ad una prima visione sembra di vedere chiaramente una porta scavata nella roccia, simile a una tomba etrusca, dagli spigoli squadrati che non lasciano intravedere molto, ma sufficiente a generare dubbi o certezze, a seconda di chi ci ragiona sopra.

Marte ci ha sempre deliziato con effetti ottici, a partire dall’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli che a fine ‘800 tracciò intere mappe con i famosi ‘canali’ da lui osservati tramite telescopio: si ritenne allora che fossero costruzioni artificiali, salvo poi scomparire con l’avvento di sistemi ottici migliori. E chi non ricorda il volto marziano nella regione di Cydonia, fotografato dalla sonda spaziale Viking 1 nel 1976, che a causa di una non eccellente risoluzione portò molti dubbi, fino alla migliore definizione della sonda Mars Global Surveyor nel 1998, che la rivelò per quel che è veramente, bypassando il filtro mentale della pareidolia.

In effetti, quanto si vede può trarre in inganno, proprio a causa della geometria di quanto fotografato, ma dobbiamo anche capire che tali forme geometriche non sono prerogativa esclusiva di attività artificiali, terrestri o marziane che siano: anche in geologia o mineralogia possiamo osservare simili perfezioni (ad esempio nei cristalli o nelle fenditure rocciose) e per questo non dobbiamo appiattirci sull’interpretazione artificiale di quella che probabilmente è proprio una frattura nella roccia. Le foto, inoltre, non lasciano vedere che al di là della ‘porta’ ci sia un ambiente, una stanza, uno spazio che contenga qualcosa, ma solo altra roccia, e sembra inutile fare parallelismi con finte porte egizie o altre spiegazioni fanta-archeologiche. Basterebbe analizzare con attenzione quanto trasmesso sulla Terra dalla sonda Nasa, osservando l’immagine ormai famosa nella sua versione integrale.

Tanto per iniziare vediamo che l’immagine parziale che è stata fatta circolare fa parte di una panoramica dalla quale, non essendoci punti di riferimento chiari per poter valutare le dimensioni di quanto inquadrato, non si capisce quali siano l’altezza o la larghezza della ‘porta’.
L’immagine, però, diventa molto diversa quando la si vede per intero e si capisce che è alta circa un metro. La cosa potrebbe non essere rilevante, in quanto chi potrebbe obiettare al fatto che i marziani possano essere di bassa statura? Un piccolo abitante del pianeta rosso potrebbe passarci comodamente, ma per andare dove?

Osserviamo un ingrandimento. La porta caduta è proprio lì davanti, chiaramente molto meno geometricamente precisa di quello che sembrava l’entrata. Sembrerebbe una fetta di panettone: al di là dell’entrata non c’è uno spazio, e quello che sembra il battente a sinistra è un effetto dato dal gioco luce-ombra: un’apertura apparentemente artificiale, che colpisce la nostra immaginazione, ma che invece non si rivela altro che una doppia frattura nella roccia. Ce ne sono, ovviamente, anche sulla Terra, dovute all’erosione naturale. Alcuni geologi affermano, per avallare l’ipotesi naturale, che gli strati rocciosi visibili nelle immagini, accumulati per milioni di anni, siano stati erosi lentamente dai venti marziani, esponendo alla vista la porzione interna della formazione rocciosa in oggetto. Ci sarebbero ulteriori indizi sulla non artificialità della frattura, osservando la presenza di una serie di altre fratture verticali, sempre dovute all’attività geologica marziana. Una di esse avrebbe portato alla caduta per gravità di un blocco roccioso, creando così l’anfratto.

Poco tempo fa venne perfino registrato un forte terremoto con una magnitudo mai riscontrata in precedenza. Questo avrebbe provocato le fratture in due direzioni che hanno creato il bizzarro effetto ottico. E’ stato affermato che il sisma, anche se non direttamente correlato alla frattura che stiamo analizzando, sarebbe stato causato da fratturazioni già presenti nella parete rocciosa, provocate da uno stress termico o addirittura dalla pressione idraulica dell’acqua ivi presente in un remoto passato.

Tutto da verificare, indubbiamente, ma se da una presunta porta si arriva alla probabile presenza d’acqua, penso che ci abbiamo guadagnato dal punto di vista scientifico. Per gli antichi marziani dobbiamo ancora attendere.

* Stefano Innocenti –
Cisu – Centro Italiano Studi Ufologici
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