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Fiamme Gialle, Parrinello lascia il timone di Comandante: “Anni indimenticabili”

Quasi mezzo secolo al servizio della Guardia di Finanza. Il 30 giugno il saluto

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Ostia – Migliaia di atleti incontrati e fatti crescere, medagliati alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi, ai Mondiali, agli Europei e in tutto il mondo. Migliaia di eventi organizzati in cui, peraltro, sono cresciuti migliaia di giovani, oggi anche campioni affermati nello sport. Alle Fiamme Gialle Vincenzo Parrinello ha costruito la storia dello sport e si è fatto lui stesso patrimonio di uno sport che è cambiato nel tempo e che ha dato successi e acclamazioni all’Italia. E ora dopo quasi 40 anni lascia il timone da Comandante del Gruppo Sportivo Italiano. Uno dei grandi che fanno grande l’Italia nel mondo. Un lavoro di quasi mezzo secolo che ha contribuito a far crescere le Fiamme Gialle e il mondo sportivo militare, dando modelli e idee. Un lavoro di quasi mezzo secolo in cui lo sport è cresciuto, con il contributo delle Fiamme Gialle e dei suoi atleti. Tantissimi gli eventi di beneficenza organizzati, insieme a quelli basati sulla trasmissione di valori ai giovani e alle loro famiglie. Alla società in generale. Questa, in parte, è l’eredità fondamentale che lascerà a breve.

Lo farà il prossimo 30 giugno e lo comunica lui direttamente tramite un accorato messaggio diffuso dalle Fiamme Gialle. Ricordi, ringraziamenti, eventi, sentimenti forti e di nostalgia. Gratitudine e orgoglio, consapevolezza di aver fatto cose importanti e insieme a persone competenti, eccellenti e di caratura. Insegnamenti avuti dallo sport e dagli atleti stessi, insegnamenti dati tramite il lavoro e l’opera sportiva fatta. La sua  carriera da finanziere e poi l’entrata nell’ambito sportivo della Guardia di Finanza, dove ha scritto pagine indelebili nello sport gialloverde e tricolore.

Di seguito, il messaggio diffuso.

“Dopo poco meno di 40 anni nella Guardia di Finanza, quasi interamente trascorsi nelle Fiamme Gialle e nello sport, giovedì 30 giugno lascerò il servizio attivo. È stato un percorso straordinario e ricchissimo di soddisfazioni, ed in questo momento sento il dovere di manifestare la mia profonda e sincera gratitudine per quanto, da varie parti, ricevuto.

Innanzitutto, il mio grazie va alla Guardia di Finanza, che mi ha dato la possibilità di maturare questa esperienza e di arricchire, negli anni, il mio bagaglio professionale, coniugando il mio lavoro con una delle mie più grandi passioni, lo sport. Di questo privilegio sono e sarò sempre consapevole e profondamente grato.

In secondo luogo, il mio ringraziamento va agli atleti, non soltanto per le tantissime ed irripetibili emozioni che mi hanno regalato in tutto questo tempo, ma anche per quello che mi hanno insegnato. E’ da alcuni di loro, infatti, che ho imparato il valore della tenacia, del tener duro e del sapersi rialzare superando momenti davvero terribili; da altri, ho cercato di mutuare l’equilibrio, la correttezza, e la capacità di saper rivestire ruoli anche molto diversi rimanendo se stessi; infine, da alcuni, che hanno ad esempio devoluto cospicui premi o in un caso un anno intero di stipendio agli orfani dei militari della Guardia di Finanza, ho avuto incredibili esempi di generosità e sensibilità verso i meno fortunati. Ho sempre pensato che il primo compito di un dirigente sportivo fosse nei loro confronti, e consistesse nell’adoperarsi senza risparmio per metterli nelle migliori condizioni possibili per esprimere il loro potenziale: per questo fine ho impiegato tutte le mie energie, ma sento comunque di dover chiedere scusa a tutti coloro nei confronti dei quali, pur involontariamente, non fossi riuscito a raggiungerlo.

Non mi sono mai sentito un uomo solo al comando, e per questo desidero manifestare la mia gratitudine ai miei superiori, per la fiducia che mi hanno sempre dimostrato, a tutti i colleghi con i quali siamo riusciti a realizzare un grande gioco di squadra ed ai collaboratori che sono stati al mio fianco in questo lungo cammino: senza di loro non avrei potuto certo realizzare le iniziative ed i progetti con cui ho cercato di arricchire, spero riuscendo più spesso che fallendo, il percorso delle Fiamme Gialle, ed a loro riconosco come seguirmi e supportarmi non sia sempre stato facile.

Anche a tutti gli operatori della comunicazione devo il mio grazie, tanto a coloro che hanno sempre dimostrato vicinanza ed attenzione al mio operato, quanto a chi non mi ha risparmiato critiche, aiutandomi a mettermi in discussione e a capire prima e meglio dove avessi sbagliato.

Un pensiero alle persone che ho avuto l’onore ed il piacere di conoscere in Sicilia nel periodo in cui ho comandato il Gruppo Operativo Antidroga, un’esperienza straordinaria dal punto di vista umano e professionale: Magistrati, Colleghi del Corpo e delle altre Forze di Polizia, Giornalisti, persone che hanno messo la loro vita al servizio del Paese senza esitazione alcuna.

Ed ancora, un grazie di cuore a tutte le donne e gli uomini delle Istituzioni, ai dirigenti sportivi, ai tanti partner, agli amici, che con passione ed entusiasmo ci sono stati vicini nelle nostre iniziative ed hanno reso possibili i nostri progetti, spesso ambiziosi ed altrettanto spesso innovativi. Mi piace ricordare, solo tra gli ultimi, l’Asta di beneficienza e il Meeting We run together organizzati con gli amici di Athletica Vaticana, la caratterizzazione della Metro Cipro in occasione del Centenario dell’atletica, il Premio Fiamme Gialle Studio e Sport, il Progetto Sport e Legalità, il Bilancio Sociale.

Infine, consentitemi di esprimere una infinita e commossa gratitudine alla mia famiglia, a mia moglie Rosanna e mia figlia Emma, che mi sono sempre state vicine e il cui maggior merito credo sia quello di non avermi mai rimproverato il tempo e le attenzioni che inevitabilmente, in questi anni, ho dovuto sottrarre loro.

Come dicevo all’inizio, saluto tutti dopo un periodo lunghissimo e ricco di soddisfazioni professionali ed umane, ma anche di difficoltà, e tutto rimarrà per sempre nel mio cuore. Ma se mi dovessero chiedere se c’è qualcosa di cui oggi mi sento particolarmente fiero, risponderei di essere orgoglioso di due cose: di aver partecipato, con le Fiamme Gialle, ad una profonda e radicale trasformazione del modello di Gruppo Sportivo Militare, implementando la naturale vocazione dell’alta qualificazione tecnica con l’organizzazione di eventi, l’attenzione ai giovani ed al territorio, la collaborazione con la Scuola, l’attenzione al sociale; e di aver sempre orientato la mia azione al rispetto delle regole, restando sempre fedele a quei valori, con cui sono cresciuto e che sono stati alla base della mia educazione, anche quando questo è costato qualche risultato, o la rinuncia a perseguire qualche pur prestigioso obiettivo personale.

Lascio le Fiamme Gialle, cui mi lega un sentimento che potete ben immaginare, in ottime mani! Sono certo che continueranno a recitare un ruolo di assoluto protagonismo nel panorama sportivo nazionale ed internazionale, non solo in termini di risultati e successi, ma anche in termini organizzativi. Perché solo una responsabile organizzazione può far crescere lo sport ed i suoi meravigliosi e straordinari valori.

Non Vi ringrazierò mai abbastanza! un abbraccio

Vincenzo”.

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