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Pedofilia: il Vaticano aggiorna il vademecum per i vescovi su come trattare i casi di abusi

Il documento, elaborato dalla Dottrina della Fede, traccia le linee guida per aiutare i vescovi e i superiori generali per "trattare correttamente dal punto di vista canonico le delicate situazioni in cui un chierico viene accusato" di pedofilia

Città del Vaticano – A due anni dalla sua prima edizione, viene ora pubblicata la versione 2.0 del “Vademecum su alcuni punti di procedura nel trattamento dei casi di abuso sessuale di minori commessi da chierici”, strumento elaborato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede per aiutare i vescovi e i superiori generali e i loro collaboratori a “trattare correttamente dal punto di vista canonico le delicate situazioni in cui un chierico viene accusato di delitti contro il sesto comandamento del decalogo con minori”.

Il testo, che non ha valore di legge, si legge in una nota diffusa dalla Santa Sede, “intende rispondere a un’esigenza crescente di conoscenza della prassi da parte di quanti sono chiamati nei diversi ruoli a gestire le situazioni descritte”. Già la prima edizione (16 luglio 2020) preludeva a futuri aggiornamenti. Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha constatato come «la sua diffusione abbia contribuito a uniformare la prassi, a formare operatori, a risolvere questioni che non trovano adeguata risposta nei testi di legge”.

L’aggiornamento della prima edizione si è reso necessario principalmente a seguito dell’entrata in vigore del Libro VI del Codice di diritto canonico e delle Norme sui delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede (8 dicembre 2021), dei motu proprio Fidem servare (14 febbraio 2022) e Competentias quasdam decernere (15 febbraio 2022), infine della costituzione apostolica Praedicate evangelium (5 giugno 2022).

L’opera di revisione ha attentamente considerato, tra le altre cose, i diversi contributi provenienti dai centri accademici e dagli studi di settore giunti negli ultimi due anni, oltre al confronto costante con le realtà ecclesiali da tempo impegnate in questo ambito, i cui suggerimenti si sono rivelati una preziosa occasione per chiarire alcuni punti e migliorare il testo.

A livello redazionale è stata conservata la stessa numerazione della prima versione, così da facilitare l’accesso ai diversi argomenti da parte di chi ha già familiarità con il Vademecum. “Trattandosi anche in questo caso di un testo aperto a sviluppi futuri, il Dicastero è grato a quanti vorranno suggerire osservazioni utili”, viene specificato.

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