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Roma, farmacia a rischio trasferimento. Federcontibuenti: “Così si abbandonano i cittadini”

Federcontribuenti: "Lo spostamento della sede va contro le esigenze degli abitanti. Una buona fetta di territorio sarà sprovvisto di un presidio farmaceutico"

Roma – ”Il tema del trasferimento delle sedi farmaceutiche sta assumendo un rilievo sempre maggiore, parallelamente con le esigenze crescenti dei titolari di farmacia di ricercare nuovi ubicazioni per i locali della farmacia, dettate da diverse situazioni, quali vicende di inurbamento, fenomeni migratori, l’impoverimento di certe aree del territorio, il sorgere i nuovi centri abitati con il conseguente spostamento dei bacini di utenza, e così via. I titolari di farmacia sono sostanzialmente liberi di spostare la sede destinata all’esercizio dell’attività in nuovi locali, in base al principio della libertà d’iniziativa economica, purché i nuovi locali siano ubicati all’interno della pianta organica e sia rispettata la distanza di almeno 200 metri dalle farmacia più vicina. Ma la Pubblica Amministrazione, in questo caso la Asl e la Regione Lazio, può tuttavia negare l’autorizzazione al trasferimento quando ritenga che non vengano soddisfatte le esigenze degli abitanti della zona di via Siculiana che nel caso rimarranno senza un punto fondamentale di diritto e ordine pubblico”.

Cosi’ in una nota, Federcontribuenti Roma sulla richiesta fatta nel gennaio 2021 dai titolari della farmacia di Via Siculiana 73 presso il VI Municipio di spostarsi presso dei locali in via Casilina 1787, dove insistono già tre farmacie molto vicine. ”Va da sé che non c’è una regola legislativa o regolamentare che in questa eventualità possa sciogliere la vicenda – precisa Federcontribuenti – perché qui la soluzione è comunque rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione comunale e in questo caso del VI Municipio, il cui concreto esercizio può pertanto risolversi in provvedimenti ben diversi anche quando si tratti di fattispecie con aspetti fattuali in comune, come parimenti può in questi casi rivelarsi diametralmente opposto anche il decisum del giudice”.

Ma il problema vero, precisa l’associazione dei consumatori ”e’ che con lo spostamento della farmacia di Via Siculiana, una buona fetta di territorio sarà sprovvisto di un presidio farmaceutico costringendo gli abitanti di Via Siculiana, una strada molto lunga che va da Borghesiana a Tor Bella Monaca, a prendere l’auto o nel peggiore dei casi un mezzo pubblico per andare alla farmacia piu’ vicina. Questo non e’ possibile anche in virtu’ del principio del diritto farmaceutico”. Facciamo appello dunque, conclude la nota ”alla Asl di competenza Uoc Vigilanza Farmacie e depositi; al Comune di Roma e al VI Municipio che si attivino affinché’ tale spostamento non abbia a verificarsi perché il diritto alla salute e ad un presidio farmaceutico deve essere un punto fermo per il cittadino e in questo specifico caso, purtroppo, puo’ non verificarsi più”.

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