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Rapinatori seriali in manette: 9 i colpi messi a segno tra San Giovanni e Acilia foto

I due entravano in azione con volto travisato e armati di pistola

Personale dei “Falchi” della Sesta Sezione “Contrasto al Crimine diffuso” della Squadra Mobile e della squadra di P.G. del Distretto di P.S. “San Giovanni” della Questura di Roma ha dato esecuzione a due misure cautelari custodiali in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due cittadini romani, rispettivamente di 45 e 64 anni, gravemente indiziati di aver commesso nove rapine aggravate in concorso e 4 rapine (in questo caso commesse da uno solo degli indagati), nei quartieri Acilia, Esposizione, Colombo, Tor Carbone e San Giovanni ai danni di diversi supermercati, tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Nello specifico la prolungata e duratura attività investigativa della Squadra Mobile e del Distretto di P.S. “San Giovanni”, coordinata dalla Procura capitolina, ha preso avvio dal monitoraggio di diverse rapine aggravate perché commesse con armi e da più persone riunite, tra novembre e dicembre del 2020 e l’inizio del 2021.

Nell’occasione si era evidenziata una modalità seriale d’azione, ripetuta in tutti gli eventi analizzati, caratterizzata dalla presenza di due autori, travisati, uno descritto come più giovane, l’altro come più anziano, che giungevano sui luoghi degli eventi, alcuni dei quali colpiti in più di un’occasione, a bordo di uno scooter di provenienza illecita ed armati di pistola.

L’attività d’indagine è consistita nell’analisi dei sistemi di videosorveglianza dei supermercati colpiti e nell’ascolto delle testimonianze rese nell’immediatezza dei fatti.

Proprio grazie ad una di queste gli investigatori della Squadra Mobile hanno concentrato la propria attenzione sulla targa di uno scooter, risultato rubato poche settimane prima l’inizio degli eventi seriali.

Grazie allo studio del fenomeno ed alla georeferenziazione dei reati sul territorio gli investigatori hanno compreso che uno degli autori potesse provenire dal quartiere di Acilia. A quel punto, dopo aver concentrato gli equipaggi in quella zona, si è riuscito a sorprendere uno degli indagati nell’atto di salire a bordo dello scooter segnalato.

L’uomo, pregiudicato per reati specifici, è stato denunciato per il reato di ricettazione e, grazie alle perquisizioni effettuate nell’immediatezza, è stato segnalato all’A.G. come il presumibile autore degli eventi in analisi, nella fattispecie come il soggetto descritto come più giovane della coppia, grazie anche ai numerosi abiti sequestrati nella sua abitazione, compatibili con quelli usati nel corso dei reati.

Contestualmente l’uomo è stato associato presso il carcere di Regina Coeli, in aggravamento della pena che stava scontando in regime di affidamento ai servizi sociali.

A seguito dell’attività di polizia, si è continuato ad investigare sul complice, ancora ignoto; in questo contesto, a partire da inizio 2021, si è assistito ad un mutamento di azione criminale: ferma restando la medesima area cittadina, gli eventi delittuosi, che precedentemente venivano commessi in coppia, hanno iniziato ad essere commessi ad opera di un singolo uomo, le cui descrizioni erano combacianti con quelle già in possesso degli investigatori e riferibili all’uomo più anziano dei due soggetti attenzionati; inoltre il mezzo adoperato per giungere sul luogo degli eventi non era più uno scooter ma, verosimilmente, un’autovettura utilitaria di colore rosso.

Il Personale della Squadra investigativa del Distretto “San Giovanni”, a quel punto, è addivenuto all’identificazione dell’intestatario della vettura, con pregiudizi specifici di polizia, che è stato sottoposto a perquisizione domiciliare, all’esito della quale è stata rinvenuta un’arma corta replica, del tutto compatibile con quella immortalata dalle immagini di videosorveglianza dei supermercati rapinati.

L’identificazione dei due individui ha consentito, successivamente, agli operatori della Squadra Mobile di ricostruire gli spostamenti sul territorio degli indagati mediante il tracciamento dei tabulati telefonici dei rispettivi cellulari.

Attraverso tale attività tecnica si è appurato che, in occasione di tutte le rapine in analisi, i due uomini erano soliti preliminarmente incontrarsi in zona Acilia per organizzare il colpo e cambiarsi d’abito; poi si spostavano verso gli obiettivi, per fare poi ritorno alle rispettive abitazioni, confermando senza ombra di dubbio la loro presenza sullo scenario dei delitti.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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