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Ostia, gli attivisti di Mare Libero si “riprendono” la battigia: “La spiaggia è di tutti” foto

In decine si sono dati appuntamento sul Pontile per rivendicare il diritto all'accesso libero e gratuito in spiaggia

Ostia – “Il mare è di tutti”. A rivendicarlo sono gli attivisti dell’associazione Mare Libero, che nel pomeriggio di giovedì 14 luglio hanno dato vita, insieme ad un nutrito gruppo di cittadini, alla “presa della battigia” di Ostia.

La manifestazione – che si è svolta contemporaneamente in altre dodici località balneari d’Italia, come Rimini e Procida, e nasce con l’intento di ricordare che “le spiagge sono un bene comune” – ha preso il via dal Pontile di Ostia. Da lì, gli attivisti dell’associazione, armati di cartelli e striscioni, sono poi arrivati allo stabilimento “Salus”, che hanno attraversato per raggiungere la battigia.

È un nostro diritto“, ha ricordato ai presenti Danilo Ruggiero di Mare Libero. “Il problema dell’accessibilità delle spiagge – ha chiarito – è in tutta Italia, non solo ad Ostia: si tratta di difendere il diritto costituzionale dei cittadini ad avere il libero e gratuito accesso alla spiaggia. Non ci sono proprietà private, non ci sono padroni del mare”.

Il 14 luglio, ha spiegato Ruggero, non è solo l’anniversario della presa della Bastiglia, ma anche “una data europea, perché è il giorno in cui, nel 2016, la Corte di giustizia europea ha detto che le concessioni a vita non devono esistere: non ci possono essere spiagge che passano dai nonni ai padri e dai figli ai nipoti”.

“Oramai – ha continuato – noi non abbiamo più spiaggia, ma solo cemento e pavimento: noi vogliamo la sabbia. E vogliamo i controlli, perché non possiamo fare tutto da soli: le opere murarie le devono buttare giù le istituzioni. E noi – ha assicurato Ruggiero – staremo loro dietro”.

Alla “presa della battigia” hanno partecipato, tra gli altri, anche i consiglieri municipali Raffaele Biondo e Marco Possanzini. “E’ necessario cambiare la mentalità dei cittadini che preferiscono andare negli stabilimenti che, purtroppo, al momento sono più attrezzati delle spiagge libere – ha spiegato Biondo, che presiede la commissione municipale Turismo -. Dev’essere però una battaglia di tutti, non solo della politica ma anche delle associazioni, che devono necessariamente essere coinvolte nella stesura del Piano di utilizzazione degli arenili. Dobbiamo farci sentire”.

Parole cui hanno fatto eco quelle del capogruppo di Sinistra Italiana Possanzini: “Quest’idea che le spiagge e il mare sono una proprietà privata – ha sottolineato – va rotta”. Il modello economico attuale delle spiagge di Roma e d’Italia, sostiene Possanzini, “non è neanche di sviluppo, ma di sottosviluppo: qui – ha ricordato, accompagnato da un forte applauso – abbiamo un transito di capitale enorme che rimane imprigionato nelle mani di quattro o cinque famiglie, quando potrebbe essere un fiume di risorse da poter distribuire su tutto il territorio”.

Dopo aver attraversato la passerella del “Salus”, gli attivisti di Mare Libero hanno fatto un simbolico bagno in acqua: “Il mare è nostro – hanno detto – e ce lo dobbiamo riprendere”.

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