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Mondiali di atletica, Jacobs: “Doloroso non correre, ma tornerò più veloce di prima”

Rinuncia ai 100 metri il campione olimpico. Gara poi vinta da Kerley a Eugene

Eugene – Un sogno infranto per Marcell Jacobs ai Mondiali di atletica in svolgimento a Eugene, ma con la promessa di tornare più veloce che mai e già tra un mese agli Europei di atletica. Intanto la gara dei 100 metri stanotte è stata vinta dal suo rivale Kerley con un tempo più alto rispetto al suo 9,80 di Tokyo. Il timing di 9,86 ha consegnato l’oro mondiale all’americano che giocava in casa.

Parole amare di Marcell, che ancora soffre della contrattura alla gamba, per cui i medici della Fidal hanno preferito non farlo partecipare alla semifinale. Arrivano le dichiarazioni di Stefano Mei, presidente federale e del suo  coach Paolo Camossi, che esprimono solidarietà e convinzione di un riscatto pronto ed inevitabile. Intanto Antonio La Torre, direttore tecnico della Nazionale italiana di atletica, lavora ad un’alternativa per la staffetta olimpica della 4×100.

“L’atleta Marcell Jacobs, nel corso della batteria dei 100m – dice il comunicato dello staff medico della Fidal – ha accusato contrattura a carico del grande adduttore della coscia destra che comunque gli ha permesso di concludere la performance. Subito dopo la gara è stato impostato un protocollo di terapia che ha portato alla decontrazione muscolare immediata. Nei test clinici condotti nella mattinata di oggi, la contrattura muscolare, seppure in maniera minore, rimaneva presente, per cui si è deciso di eseguire esami ecografico in statica ed in dinamica per valutare la reazione della componente muscolare. L’esame non ha mostrato lesioni muscolari, ma ha evidenziato in contrazione una zona di stasi ematica loco regionale a carico del grande adduttore della coscia destra. Essendo questo un quadro clinico che può mettere a rischio l’integrità muscolare e portare a lesioni, si è deciso di non consentire la partecipazione alla gara”.

Le reazioni

“Una scelta dolorosa. Sono costretto a interrompere la corsa nonostante abbia voluto in ogni modo essere qui a Eugene e confrontarmi con i miei avversari”. Queste le parole del campione olimpico Marcell Jacobs dopo la rinuncia alla semifinale dei 100 metri ai Mondiali. “Non c’è niente che io ami di più che correre e gareggiare. Sono un combattente ed è con questo spirito che avevo deciso di non mancare l’appuntamento con i Mondiali. Ma adesso, per non rischiare un infortunio più serio, devo rimandare il confronto alle prossime gare importanti, dopo un recupero pieno. Agli italiani e ai miei fan faccio questa promessa: ce la metterò tutta per continuare a farvi sognare”.

“Jacobs ha dimostrato un coraggio notevole. Ha voluto fortemente provare a onorare l’impegno, ci ha provato fino all’ultimo momento. Questa per me è una grande dimostrazione di serietà e attaccamento alla maglia azzurra”. Il presidente federale Stefano Mei commenta così la notizia del forfeit di Marcell Jacobs, a poche ore dall’annuncio. “La vita di un atleta – ancora le parole di Mei – è fatta di momenti positivi ed altri negativi. Ed anche un piccolo problema può impedire il rendimento di una macchina così sofisticata come il corpo di un atleta. È fin troppo ovvio che mi dispiaccia, il fatto di non rivedere Jacobs in pista. Ma condivido certamente la scelta di non rischiare, per evitare di compromettere definitivamente la stagione”.

“Sapevamo in che condizioni erano i nostri due alfieri – il commento del direttore tecnico Antonio La Torre – e a loro va il nostro ringraziamento per essersi messi comunque in gioco. Ma aver tutelato l’integrità di Marcell è importante, perché la nostra destinazione finale sono i Giochi di Parigi. La staffetta? Troveremo una soluzione, lo dobbiamo al nostro ruolo di campioni olimpici ed anche a Marcell stesso”. Sulla composizione del quartetto, al momento nessun elemento. “Stiamo studiando alchimie diverse, e dobbiamo comunque batterci con le forze che abbiamo a disposizione. Tutti moltiplicheranno le proprie forze”.

Dalla voce dell’allenatore di Marcell Jacobs, Paolo Camossi, il racconto di come si è arrivati alla decisione dello stop: “Non è stato facile, fino all’ultimo secondo abbiamo valutato il da farsi – spiega – Prima dei Mondiali abbiamo lavorato bene, i dolori erano andati via, ma sapevamo che l’incognita sarebbe stata l’alta intensità. In batteria Marcell ha sentito una fitta all’adduttore che gli ha impedito di essere se stesso: da ieri sera si è sottoposto a tutta la fisioterapia necessaria, poi stamattina si è svegliato indolenzito. L’ecografia ha manifestato una contrattura e sappiamo che compromettere l’adduttore vorrebbe dire finire la stagione. Chi ha deciso per la rinuncia? L’ultima parola è stata del gruppo azzurro”.

Poca voglia di parlare, da parte di Marcell, e uno stato d’animo comprensibilmente provato. Ancora Camossi: “In questo momento è molto dispiaciuto per non aver dato emozioni a se stesso e agli altri. Ma abbiamo visto la finale insieme e siamo molto sereni per il futuro: ci ha fatto capire che non c’è un vero dominatore nella velocità mondiale, e sapevamo che il 9.79 di Kerley non sarebbe stato ripetuto nei turni successivi. Ora bisogna mettersi subito in mentalità Europei di Monaco”. (fidal.it)(foto@Colombo/Fidal)

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